RIFUGIATI
Cir: Dalla nuova legislatura ci aspettiamo una legge organica sull’asilo e un programma nazionale di integrazione per i rifugiati
ROMA – Il Consiglio Italiano per i Rifugiati (Cir) appoggia l’appello dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati per l’inclusione del tema dell’asilo nelle agende di tutte le forze politiche.
“E’ evidente – afferma Christopher Hein, direttore del Cir – che il tema dell’asilo debba ormai essere trattato in Italia e riorganizzato in modo strutturale. Deve essere superata una gestione emergenziale che nel corso degli anni ha contribuito a sperperare risorse pubbliche e rendere l’integrazione dei rifugiati sempre più complessa. Sono migliaia le persone che non possono tornare nei loro paesi e sono costrette in Italia a vivere in condizioni non dignitose: in stabili occupati senza alcun sostegno verso l’integrazione. Speriamo che con la prossima legislatura si raggiungano 2 obiettivi: l’elaborazione di una legge organica sull’asilo che finalmente dia corpo all’articolo 10 della Costituzione e l’introduzione di un programma nazionale di integrazione per i rifugiati. Come Cir siamo convinti che allo Stato Italiano una procedura d’asilo più snella, tempi più brevi per tutti gli iter burocratici e di conseguenza una durata più breve dell’accoglienza porterebbe a un’economia di spesa che potrebbe essere investita proprio per sviluppare un programma di integrazione. Infine dobbiamo citare una notizia di oggi: anche quest’anno, contrariamente alla legge, il fondo dell’8 per mille a diretta gestione statale dedicato all’integrazione dei rifugiati e al ricongiungimento familiare, uno dei pochi fondi nazionali disponibili su questo tema, è stato cancellato e dedicato ad altri scopi. E’ la prova evidente che non si può aspettare oltre l’introduzione di un programma nazionale di integrazione che renda quelle che oggi sono possibilità e colpi di fortuna per pochi rifugiati presenti in Italia, diritti per tutti. Anche perché la presenza numerica assolutamente esigua di rifugiati nel nostro permetterebbe risposte articolate e investimenti reali. Non dobbiamo infatti dimenticare che i rifugiati si trovano per l’80% nel Sud del Mondo, da noi ne arrivano numeri veramente ridotti. In Italia i rifugiati sono solo 58.000 al 1milione e 700 mila presenti in Pakistan o ai 571.000 circa presenti in Germania, secondo i dati Unhcr” conclude Christopher Hein.
Il Cir lo scorso anno ha pubblicato la ricerca “Le Strade dell’Integrazione”, finanziata dal Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione e dall’Unione Europea, nell’ambito del Fondo Europeo per i Rifugiati, che ha analizzato l’impatto che i percorsi di accoglienza e i servizi per l’integrazione hanno avuto sulle capacità, sulle opportunità e le realtà di autonomia, di inserimento socio-economico e di integrazione di un target di persone in protezione internazionale, presenti in Italia da almeno 3 anni. Nello studio, che si è sviluppato su 7 territori (Torino, Bologna, Roma, Caserta, Lecce, Badolato e Catania), si sono raccolti 222 questionari rivolti a rifugiati e titolari di protezione sussidiaria presenti in Italia da almeno tre anni , 92 interviste in profondità e fatti 7 focus group (v. Inform n.118 del 2012 http://www.mclink.it/com/inform/art/12n11819.htm /) (Inform)