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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Cinquantesimo anniversario dell’ingresso di Giovanni Spadolini in Senato, discorso del Presidente Casellati

SENATO DELLA REPUBBLICA

(fonte immagine schirò)

ROMA – Il Presidente del Senato Elisabetta Casellati ha preso parte all’evento della Fondazione Spadolini nella ricorrenza del 50° anniversario del suo ingresso a Palazzo Madama, carriera culminata nel 1991 con la nomina a Senatore a vita da parte dell’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. “Sono anni molti intensi quelli nei quali Giovanni Spadolini sarà chiamato a rivestire molteplici ruoli istituzionali con alti compiti di responsabilità tanto nell’ambito parlamentare quanto in quello governativo, lasciando sempre una sua impronta originale e inconfondibile”, ha spiegato Casellati ricordando ad esempio anche i diversi incarichi ministeriali ricoperti da Spadolini tra cui Ministro dei Beni culturali, dell’Istruzione e della Difesa ma anche la nomina a Presidente del Consiglio. “Giovanni Spadolini approda alla politica senza nessuna pregressa militanza di partito, direttamente dalla società civile, dagli studi storici, dalla cattedra e dalla esperienza del giornalismo culminata con la direzione di importanti quotidiani, da ultimo Il Corriere della Sera. La realtà è complessa e necessita degli ‘attrezzi’ dello storico per essere scandagliata nelle sue radici più profonde, analizzata nei nessi che possano restituire il senso di interdipendenza fra ambiti apparentemente distanti, rivelata come il risultato di idee, azioni, condizioni. Ma la realtà è anche in continuo divenire, si modifica costantemente sotto i nostri occhi. E qui soccorre l’attitudine del grande e raffinato giornalista nel cogliere i segni del presente, nell’intuire per tempo e segnalare gli sviluppi, a volte davvero imprevedibili, degli eventi politici, economici, sociali, culturali”, ha aggiunto Casellati sottolineando questa stretta connessione, quella tra storia e politica, che emerge del resto fin dal suo primo intervento in Senato, in occasione del dibattito sulla fiducia al Governo Andreotti il 13 luglio 1972. “Nelle riforme e nei rinnovamenti che si impongono c’è una tradizione che tutti noi dobbiamo salvare: la tradizione del Risorgimento, la tradizione per cui l’Italia si è trasformata in un Paese civile e moderno”, ha ricordato Casellati citando un passaggio del discorso. E’ stato anche evidenziato il pensiero di Spadolini a difesa della centralità del Parlamento, “non riducibile a mera ratifica, ad adempimento formale o a stanza di mediocri e particolaristiche negoziazioni”. Spadolini parlava anche di equilibri tra potere legislativo ed esecutivo laddove “a un governo istituzionalmente forte corrisponde un Parlamento forte, ad un governo debole corrisponde un Parlamento debole”. A lui si deve anche l’avvio della riforma del bicameralismo, la soluzione che emerge dai lavori del Senato è quella del cosiddetto ‘bicameralismo procedurale’. “Camera e Senato restano componenti eguali di un Parlamento concepito in modo unitario, con identici poteri e con identica dignità, eliminando però quella duplicazione, quei ritardi procedurali, quelle ripetizioni ormai incomprensibili e ingiustificabili”, viene così ancora citato il pensiero di Spadolini che ha sempre cercato punti di equilibrio fra tesi divergenti e inconciliabili, opponendo la linea della mediazione e del raccordo a quella della contrapposizione e della rottura: questo perché l’analisi dello studioso è il punto di partenza e il fondamento dell’azione politica. “È dovere del Parlamento, a suo avviso, continuare a rappresentare un punto di riferimento saldo e autorevole, capace di ricostruire il patto incrinato tra i cittadini e le istituzioni, con uno sforzo reale di comprensione delle emergenze in essere”, ha aggiunto Casellati sottolineando temi importanti come la questione morale, la ferma condanna e la lotta ad ogni forma di razzismo e antisemitismo, la tutela dei beni culturali, la conquista di più avanzati livelli di integrazione europea. (Inform)

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