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“Cinema Italiano”: seconda stagione della rassegna organizzata dall’Istituto di Romanistica dell’Università di Rostock in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo

CULTURA

 

 

AMBURGO (Germania) – La rassegna “Cinema Italiano” dell’Istituto di Romanistica dell’Università di Rostock, organizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo, entra nel “secondo round”, con un programma di quattro proiezioni online. Il film che apre la seconda stagione della rassegna è 8 ½ di Federico Fellini e verrà proiettato in streaming il 27 aprile. Alle ore 18:30 sulla piattaforma Zoom dell’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo si terrà un’introduzione in tedesco al film a cura del prof. dr. Oliver Fahle, studioso di cinema e televisione e docente di storia e teoria della comunicazione e dei media presso l’Università Ruhr di Bochum. Il professor Fahle sarà disponibile dopo la proiezione del film alle ore 22:00 per uno scambio di impressioni e idee e “due chiacchiere virtuali davanti a un bicchierino di vino”.

La proiezione continua il viaggio attraverso i classici della storia del cinema italiano di Federico Fellini, iniziato nel semestre invernale 2020 con “I Vitelloni” (introdotto da Patrick Wellinski, redattore di cinema presso la Deutschlandfunk Kultur). Gli altri tre film della rassegna sono “La scomparsa di mia madre” di Beniamino Barrese; “Divina” di Alberto Castiglione e “Normal” di Adele Tulli, tre documentari italiani contemporanei.

I film verranno proiettati in maggio e giugno in lingua originale con sottotitoli in tedesco o inglese. Come sempre, le proiezioni sono in streaming e gratuite e il numero di spettatori è limitato a 75 posti. Ogni film sarà preceduto da un incontro con i rispettivi registi, con i quali sarà possibile- sulla piattaforma Zoom – discutere del film, dopo una breve introduzione. L’incontro con i registi verrà tradotto in diretta dall’italiano da un interprete specializzato. Con i registi Beniamino Barrese (1986), Alberto Castiglione (1977) e Adele Tulli (1982) si discuterà , tra le altre cose, degli ideali di bellezza, degli stereotipi di genere e delle prospettive del documentario. Ci si chiederà se lo sguardo mediatico e cinematografico esibisce o permette l’intimità, se permette lo sviluppo di un contro-modello alle prospettive sensazionaliste o, come potere dello sguardo, si espone al pericolo del voyerismo. (Inform)

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