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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Cina – Chengdu, al via Umbria Jazz

MUSICA

Organizzato in collaborazione con la fondazione Umbria Jazz, l’Ambasciata d’Italia in Cina, il Consolato generale di Chongqing, la regione Umbria e la società italo-cinese West Trading

Prima edizione del festival nel sud-ovest cinese

 

PECHINO – Al via l’Umbria Jazz a Chengdu, la metropoli del sud-ovest della Cina, che è tra le città a più forte crescita del gigante asiatico. Il festival, che durerà fino al 23 ottobre prossimo, è tutto a ingresso gratuito e finanziato dalla città di Chengdu. Umbria Jazz a Chengdu è organizzato in collaborazione con la fondazione Umbria Jazz, l’Ambasciata d’Italia in Cina, il Consolato Generale di Chongqing, la regione Umbria e la società italo-cinese West Trading. Location principale del festival sarà l’Eastern Suburb Memory Park della metropoli da sedici milioni di abitanti, con spazi sia al chiuso che all’aperto. Alcuni spettacoli si terranno, invece, al parco 321, nel distretto di Tianfu, il conservatorio della città e la locale Normal University.

Tra gli artisti presenti alla prima edizione di Umbria Jazz nel sud-ovest cinese ci saranno, tra gli altri, il quintetto di Stefano Di Battista, il quartetto di Rosario Giuliani, il progetto “Close to you” di Karima, dedicato alla musica di Burt Bacharach, la marching band Funk Off, attesa anche a Pechino il 23 ottobre prossimo e già impegnata dal 14 al 16 ottobre a Shanghai in occasione del Jz Festival, e due band di New Orleans, quella del bluesman Walter Wolfman Washington e quella di Dwayne Dopsie.

Il festival di Chengdu è “un punto di arrivo e allo stesso tempo di ripartenza per la promozione del jazz italiano nel mondo”, ha sottolineato Stefano Mazzoni, vicepresidente della Fondazione Umbria Jazz. “La Cina e’ il Paese che offre le maggiori opportunità di sviluppo e per il jazz è un terreno quasi inesplorato”. Per Fernanda Cecchini, assessore regionale alla Cultura, il festival è un evento importante anche per la Regione Umbria. “Con la musica italiana esportiamo un patrimonio culturale, uno stile di vita che si traduce in un modo di concepire gli eventi, di cui il festival e’ un esempio importante”. (Inform)

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