ASSEMBLEA PLENARIA CGIE
Il Sottosegretario agli Esteri Giro : “Possiamo dire ufficialmente che , dopo i pareri favorevoli delle Commissioni Esteri di Senato e Camera sul regolamento per le nuove modalità di voto, è partito il conto alla rovescia per le elezioni dei Comites”
ROMA – L’assemblea plenaria del Cgie alla Farnesina si è aperta con l’esecuzione dell’Inno Mameli e un minuto di silenzio in ricordo di padre Graziano Tassello recentemente scomparso. Si è poi passati all’illustrazione delle relazioni del Governo e del Comitato di Presidenza
“Voglio aprire questa assemblea – ha esordito il sottosegretario agli Esteri Mario Giro – con negli occhi due immagini. La prima è quella che abbiamo potuto vedere questa mattina dei bambini adottati dalle famiglie italiane in Congo che scendevano dall’aereo accompagnati dal ministro Boschi e che finalmente dopo sette mesi sono riusciti ad arrivare in Italia. La seconda immagine è quella di noi qui oggi riuniti insieme da tutto il mondo. E allora consentitemi di dire che bella Italia, l’Italia di ieri, di oggi e di domani. Questa Italia che si mescola nel mondo, che accoglie il mondo a casa sua e che è stata accolta”. Il sottosegretario, dopo aver ribadito il convinto impegno del ministro degli Esteri e del Governo anche in questa difficile congiuntura economica a concentrare gli sforzi per assicurare incisività, visione e risorse a tutte le iniziative che riguardano i nostri connazionali all’estero, si è soffermato sulle prossime elezioni dei Comites. “Possiamo dire ufficialmente – ha annunciato Giro – che , dopo i pareri favorevoli delle Commissioni Esteri di Senato e Camera sul regolamento per le nuove modalità di voto, è partito il conto alla rovescia per le elezioni dei Comites”. Il sottosegretario ha inoltre puntualizzato come dalle Commissioni sia stata richiesta la modifica delle modalità di rilascio delle credenziali per il voto da remoto, la costituzione di un adeguato numero di seggi per le consultazioni elettorali, l’affiancamento delle schede cartacee per le operazioni di voto presso i seggi elettronici, il rafforzamento delle forme di pubblicità e l’utilizzo di volontari per il buon funzionamento dei seggi. Modifiche che, senza dimenticare l’attesa per il parere del Consiglio di Stato, potrebbero comportare qualche piccolo ritardo nell’applicazione del provvedimento. Giro ha poi ricordato come nell’aprile di quest’anno il Governo, nell’ottica della riduzione della spesa pubblica, abbia proposto al Consiglio Generale una riduzione del numero dei Comites. Un’ipotesi respinta dal Cgie che ha invece poi dato parere favorevole ad una proposta di modifica della disciplina stessa del Consiglio Generale che prevede la riduzione da due a uno delle assemblee plenarie annuali, la riduzione a 43 dei componenti elettivi e a 20 dei consiglieri di nomina governativa. Prevista inoltre la diminuzione a 9 membri del Comitato di presidenza e l’abolizione dell’indennità forfettaria per i rappresentanti di nomina governativa.
Dopo aver segnalato la disponibilità del governo ad ascoltare le proposte di riforma del Cgie sugli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero, il sottosegretario ha evidenziato come l’assegnazione dei contributi agli enti gestori sia stata di 9, 8 milioni di euro, Giro ha puntualizzato come resti prioritaria “la riconosciuta esigenza di razionalizzare la rete degli interventi per la diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo soprattutto in relazione della contenuta disponibilità dei fondi e pertanto sia proseguita l’azione di canalizzazione delle risorse, già avviata nel 2012, verso enti più strutturati in grado di sostenersi anche tramite risorse proprie. E’ incoraggiante – ha aggiunto Giro – che a fonte del ridimensionamento dei contributi pubblici non si evidenzi una riduzione altrettanto marcata sia del numero dei corsi, che degli studenti. Sulla questione della presenza culturale italiana nel mondo c’è inoltre l’idea da parte del Governo di riflettere su una revisione complessiva del sistema, si tratta di una sfida globale per promuovere il nostro paese all’estero dove la lingua italiana è particolarmente apprezzata. Per questi motivi – ha proseguito Giro dopo aver segnalato l’esigenza di mettere mano alla questione delle scuole italiane all’estero, pubbliche e paritarie, in modo da garantire la loro permanenza e renderle più attuali nella loro struttura – ho voluto convocare per il prossimo mese di ottobre a Firenze gli stati generali della lingua e cultura italiana nel mondo. Il Cgie è coinvolto in un gruppo di lavoro sul ruolo degli italofoni e delle comunità italiane all’estero. Gli stati generali serviranno per parlare al paese e agli italiani per fargli capire che devono essere più consapevoli del valore della loro lingua e degli sforzi delle collettività all’estero per proteggere questo patrimonio”.
Per quanto invece concerne le convenzioni bilaterali stipulate dall’Italia con i paesi con grandi collettività italiane per tutelare i diritti previdenziali dei nostri connazionali, dal sottosegretario sono state evidenziate sia le difficoltà portare a termine le trattative in corso, a causa della difficile congiuntura economica, sia la necessità di rivedere i parametri adottati dall’Inps per la quantificazione della stipula delle convenzioni . Nuovi paletti che dovrebbero tenere conto anche dei notevoli benefici che deriverebbero all’Italia dall’applicazione della convenzioni di sicurezza sociale. Sul fronte della riorganizzazione della rete diplomatico – consolare Giro ha ricordato come fra il novembre 2013 e il febbraio del 2014 sono state chiuse 10 sedi consolari a cui si aggiungerà il 30 giugno il consolato generale di Amsterdam. Il nuovo piano di riorganizzazione prevede inoltre altre 24 chiusure fra rappresentanze diplomatiche, Istituti di cultura e uffici consolari, una riduzione ridotta rispetto a quanto enucleato dal Mae al Cgie nel novembre scorso. Il sottosegretario poi ha spiegato come la scelta di sopprimere le sedi sia stata basata su criteri specifici, come il grado di integrazione e l’entità numerica delle nostre comunità , il volume di attività degli uffici, la distanza dalle nuove strutture di recepimento e la facilità dei collegamenti.
“Il ministero resta convinto – ha proseguito Giro – della necessità di avviare un ripensamento complessivo dell’assetto della nostra organizzazione consolare. L’obiettivo è quello di concentrare le principali funzioni in pochi grandi consolati centrali competenti per macro aree, affiancate da una rete con strutture più leggere. La questione in esame non si limita ad un processo di bilancio, qui si tratta per l’Italia e per il Mae di iniziare una riflessione approfondita sulla sua presenza diplomatica e consolare all’estero. E in ultima analisi sulla nostra vocazione diplomatica. I pratica come percepire o interpretare il lavoro diplomatico e consolare nel mondo globalizzato di oggi. E’ chiaro che un rinnovamento ci deve essere. Il servizio diplomatico deve cambiare e trovarsi una nuova vocazione. I diplomatici non possono più limitarsi a dare solo informazioni ma svolgere un’attività interpretativa dei processi politici ed economici in atto nei vari quadranti del mondo… Primaria – ha continuato il sottosegretario – è la vocazione del lavoro consolare, è fondamentale perché risponde alle richieste dei cittadini elettori, ovvero delle nostre collettività che non possono essere considerate una grana, e questo non solo per motivi morali, ma anche per il fatto che rappresentano una realtà di grande interesse ed un’opportunità per il nostro paese. In questo senso il lavoro consolare deve essere prioritario per il Mae”. Il sottosegretario, dopo aver ricordato l’ipotesi di una possibile convenzione con i patronati, ha anche segnalato la difficile situazione della nostra comunità in Venezuela “E’ il momento – ha affermato Giro di essere sempre più presenti in Venezuela in questo momento di crisi. Noi pensiamo che l’atteggiamento italiano deve essere assolutamente favorevole al dialogo politico. Possiamo anche protestare più vivacemente, ma noi abbiamo come nostra prima responsabilità la difesa degli italiani in Venezuela che potrebbero essere le prime vittime se noi alziamo i toni in maniera esagerata. Senza dimenticare che non avremo la possibilità di difenderli. Per quanto poi riguarda il rischio che dal due giugno vengano sospesi i voli dell’Alitalia in Venezuela abbiamo chiesto alle autorità venezuelane di fare tutto il possibile perché questo non avvenga”. (Goffredo Morgia – Inform)