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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Cgie: A margine del Comitato di presidenza alla Farnesina la conferenza stampa del segretario generale, Elio Carozza

CGIE

 

I lavori focalizzati sul rinnovo dei Comites, in primo luogo, su quello del Cgie, la preparazione degli Stati generali della lingua italiana a Firenze e l’attività legislativa riguardante le politiche per gli italiani all’estero. Carozza soddisfatto per l’adozione del voto per corrispondenza, ma non si nasconde le difficoltà di una campagna informativa adeguata sull’iscrizione dei connazionali agli elenchi elettorali presso gli uffici consolari di riferimento

 

ROMA – “Finalmente si vota!”: esordisce così il segretario generale del Cgie, Elio Carozza alla conferenza stampa a margine dei lavori del Comitato di presidenza del Consiglio generale degli italiani all’estero che si sono conclusi oggi alla Farnesina. Un esordio che riconosce al ministro degli Esteri Federica Mogherini e al sottosegretario con delega alle politiche per gli italiani all’estero Mario Giro il merito di aver rispettato l’impegno di rinnovo dei Comites entro il 2014 – le elezioni sono state indette il 19 dicembre prossimo, – e ribadisce insieme la “determinazione forte” del Cgie a concorrere al medesimo obiettivo. Il voto prima di tutto, quindi, un risultato sulla cui importanza concorda tutto il Cgie – ribadisce Carozza, augurandosi che in Senato si proceda ad approvare rapidamente la conversione in legge del decreto recante le disposizioni per il rinnovo, “perché a quel punto – segnala – potremo subito far partire gli aspetti di informazione istituzionale così come previsto dal sottosegretario e dal ministro”. Tra esse, una lettera inviata dalla stessa Mogherini a circa 2.800.000 capi famiglia italiani residenti all’estero contenente le istruzioni per il voto per corrispondenza e per la necessaria iscrizione dei connazionali agli elenchi elettorali dell’ufficio consolare di riferimento entro – salvo eventuali ulteriori modifiche –  30 giorni dalla data delle elezioni, ossia il 19 novembre. Il Comitato di presidenza si è soffermato dunque in primis su questo importante appuntamento elettorale, atteso da 10 anni, ma anche sul rinnovo del Cgie, sugli Stati generali della lingua italiana, sull’attività legislativa riguardante le politiche per gli italiani all’estero e sull’attività di comunicazione e informazione del Consiglio generale stesso.

Per quanto riguarda il voto dei Comites, “arriviamo all’ultimo minuto e le condizioni non sono soddisfacenti – ammette Carozza, – ma dobbiamo andare a votare: non ci sono situazioni o criticità che possano permettere ancora di ritardare tutto”. Per il segretario generale le modalità di voto sono ora di gran lunga migliori rispetto all’iniziale idea del voto in modalità elettronica e anche l’opzione di voto – l’iscrizione agli elenchi elettorali necessaria a ricevere il plico elettorale – viene definita “un’ottima soluzione”, la cui unica pecca sarebbe quella di non essere stata decisa con l’anticipo necessario a poter condurre una campagna informativa di ampiezza e portata adeguata. Si tratta infatti di una formula innovativa rispetto al voto per corrispondenza praticato alle elezioni politiche –  i plichi elettorali in tali consultazioni vengono inviati automaticamente a tutti gli aventi diritto iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero – e, data la ristrettezza dei tempi, il segretario generale avverte come il dato di partecipazione non possa essere previsto né potrà essere paragonato a quelli degli anni precedenti, o essere “preso a pretesto” per valutazioni critiche sull’importanza di questo tassello del sistema della rappresentanza che “il Cgie ha sempre ribadito non debba essere toccato”. Ad incidere sulla partecipazione sarà inoltre il mancato rinnovo degli organismi a tempo debito – le ultime elezioni si sono svolte nel 2004 e la durata in carica dei Comites per legge è di 5 anni – e la razionalizzazione compiuta in questi ultimi 10 anni sulla rete diplomatico-consolare, i cui effetti incidono anche sul numero dei Comitati, legato agli uffici consolari presenti sul territorio. A questo proposito Carozza segnala come “il governo già in aprile avesse pensato nel quadro della spending review di toccare i Comites sia quantitativamente che qualitativamente ma come Consiglio generale – afferma – avevamo dato parere negativo con argomenti che potessero far rivedere la decisione”. Un parere accolto dal ministro Mogherini – sottolinea Carozza – che decise in quella circostanza di andare ad incidere sul Cgie, con il parere positivo dello stesso Consiglio generale: per Carozza questo è stato un “esempio del confronto e del dialogo costruttivo instaurato in questi ultimi mesi tra Cgie e governo, percorso – afferma – che non va interrotto neppure in questa fase conclusiva del mandato di questo Cgie” (i Comites rinnovati concorreranno infatti ad eleggere un nuovo Cgie). Ed è testimonianza, ancora una volta, dell’importanza che il Cgie attribuisce ai Comites, organismi che “il Consiglio generale ha coinvolto anche nei lavori delle proprie riunioni Paese e Continentali e di cui ha difeso il ruolo anche rispetto alle ipotesi di riforma formulate alla Camera e al Senato”. Meno postivo l’esito dell’ultima consultazione tra il ministro e Cgie, quella di pochi giorni fa relativa al numero dei Comites da cancellare nelle aree europee oggetto di chiusura di sedi consolari. “Credevamo che tale questione fosse chiusa dopo il nostro parere di aprile soprarichiamato – afferma il segretario generale. “Alla nuova proposta di soppressione di 37 Comites inviataci dal ministro alcuni giorni fa abbiamo comunque risposto con parere negativo – segnala il segretario generale riferendosi agli ultimi provvedimenti adottati proprio in vista del voto. Tale soppressione, imputata ad “una rigida applicazione della legge”, non avrebbe per Carozza fondamenti di natura “giuridica, né politica né tantomeno economica”. Viene infatti ricordato come già nel 2004 la chiusura di alcune sedi consolari non avesse impedito il rinnovo dei Comites presenti in loco e come non sia ancora quantificabile o certo il risparmio di risorse che potrebbe derivare dall’accorpamento di più Comitati. Queste le ragioni del parere negativo espresso dal Cgie, che questa volta sembra aver ottenuto solo un parziale riscontro da parte del ministro, con il possibile mantenimento di 10 dei 37 Comites oggetto dell’intervento a cui vanno poi sommati 14 Comites di nuova istituzione. Nonostante tale parziale riscontro, “rimane l’attenzione del ministro per i pareri dati dal Cgie – afferma Carozza, che ritiene comunque importante il “salvataggio” di 10 Comitati, pur ammettendo che tale riduzione della rappresentanza territoriale non potrà non incidere ulteriormente sulla partecipazione al voto. In corso comunque la campagna informativa sul territorio da parte di associazioni, Comites, sindacati e altri organismi, per un rinnovo che Carozza auspica generi un “forte ricambio generazionale” e sia capace di “raccogliere i cambiamenti intercorsi tra le nostre collettività”. Richiamato anche l’importante impegno di volontariato che ha consentito il perdurare della presenza dei Comites dal 2004 ad oggi, impegno senza il quale probabilmente oggi – fa notare il segretario generale – sarebbe difficile parlare di rinnovo.

Per quanto riguarda l’attività del Cgie, esso prosegue con “l’ordinaria amministrazione” e con il confronto avviato con il Governo sino al termine del suo mandato, probabilmente a maggio. “Abbiamo chiesto che sia fatto il possibile per espletare tutte le procedure necessarie al rinnovo del Cgie nei tempi più rapidi – ribadisce Carozza, segnalando come il dialogo proseguirà nelle prossime settimane sulla legge di stabilità – con l’impegno di mantenere quest’anno almeno la stessa quantità di risorse destinate lo scorso anno alle politiche per gli italiani all’estero, – e per i necessari confronti con il Parlamento nell’ambito del percorso delle riforme costituzionali. In vista poi degli Stati generali della Lingua italiana, in programma a Firenze il 21 e 22 ottobre, l’impegno è di “recuperare in qualche modo una presenza sostanziale del Cgie e delle Regioni” all’appuntamento, organizzato a detta del segretario generale “un po’in sordina”, mentre viene annunciato un articolato di legge sulla riorganizzazione e la diffusione della lingua e cultura italiana frutto del lavoro del Cgie a cominciare dal seminario svolto nel dicembre 2012 con Mae e Miur e che verrà trasmesso a Governo e Parlamento anche su richiesta dei Comitati per gli italiani all’estero di Camera e Senato. Decisa anche la pubblicazione del lavoro svolto dal Cgie dal 2004 ad oggi a beneficio anche del prossimo Consiglio generale, una testimonianza delle questioni che più hanno impegnato il Cgie e sono state poco conosciute e valorizzate al di fuori di esso, a partire dall’esperienza della Conferenza dei giovani italiani nel mondo. Al via anche il nuovo sito del Cgie (www.sitocgie.com ), con applicazioni per ipad e iphone e un canale youtube dedicato. (Viviana Pansa-Inform)

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