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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
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Cerimonia in memoria di Paolo Borsellino: a Montecitorio una teca con la borsa che il giudice aveva con sé il giorno della strage di Via D’Amelio

ISTITUZIONI

 

ROMA – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto nel Transatlantico di Palazzo Montecitorio alla cerimonia in memoria di Paolo Borsellino, nel corso della quale è stata presentata una teca contenente la borsa che il giudice aveva con sé il 19 luglio 1992, giorno della strage di Via D’Amelio. La cerimonia ha visto gli interventi di Lorenzo Fontana, Presidente della Camera, Ignazio La Russa, Presidente del Senato, e Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei ministri. A seguire, i contributi di Manuela Canale, figlia del Ten. Col. Carmelo Canale, tra i più stretti collaboratori di Paolo Borsellino, Lucia Borsellino, figlia del giudice, e Chiara Colosimo, Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere. “Per noi è un giorno speciale – ha detto la figlia Lucia Borsellino. Questa borsa non è solo un effetto personale di nostro padre, ma un reperto rinvenuto nel luogo della strage in cui perse la vita insieme ai suoi valorosi angeli custodi. È un oggetto-simbolo dello spirito di servizio di un uomo dello Stato che ha onorato questo paese e le sue Istituzioni fino all’ultimo momento della sua vita”.  “Paolo Borsellino ci ha insegnato che avere paura è umano, ma che quando si combatte per difendere ciò in cui si crede il coraggio può essere più forte di quella paura. Ed è così che è stato la scintilla di un incendio di speranza, di giustizia, di amore per l’Italia”, ha detto il Presidente del Consiglio Meloni . “A 33 anni di distanza il suo testimone-ha sottolineato Meloni –  è ancora saldo nelle mani di tanti che anche nel suo insegnamento continuano ogni giorno a combattere la mafia. Quel testimone trova forma e sostanza nell’impegno che le Istituzioni a ogni livello portano avanti contro la criminalità organizzata, nella difesa e nel potenziamento di quella legislazione antimafia che porta il nome suo e di Giovanni Falcone, che è diventata un modello a livello internazionale – io vado in tutto il mondo, torno ora dal G7: al G7 c’è una dichiarazione, delle sette dichiarazioni del G7, che parla di combattere le organizzazioni criminali seguendo il principio di “follow the money”, seguire i soldi; oggi è di dominio pubblico a livello internazionale ma è partito da qui -, e  poi nella ricerca instancabile per fare luce sulle pagine ancora a buie di quegli anni della nostra storia”. “Il popolo italiano -ha rimarcato Meloni – ha il diritto di conoscere la verità, ogni sforzo per conoscere quella verità deve essere sostenuto, come quello che sta portando avanti la Commissione parlamentare antimafia che con coraggio con determinazione sta lavorando in questa direzione – grazie Presidente, grazie a tutti i membri della Commissione”.(Inform)

 

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