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“Cercivento, una storia che va raccontata”

GRANDE GUERRA

Il 25 maggio a Tolmezzo l’anteprima del documentario realizzato dalla Regione Friuli Venezia Giulia in collaborazione con il Comune di Cercivento

Il sacrificio di quattro alpini friulani fucilati ingiustamente come disertori

TOLMEZZO (Udine) – Il 25 maggio a Tolmezzo sarà presentato in anteprima il film-documentario “Cercivento, una storia che va raccontata”, realizzato dall’Ufficio stampa e comunicazione della Regione Friuli Venezia Giulia – Agenzia Regione Cronache, in collaborazione con il Comune di Cercivento. Sceneggiatura e testo di Luciano Santin, fotografia e regia di Giorgio Gregorio.  La proiezione – in programma alle ore 20.30 al Cinema David, in piazza Centa 1 – sarà preceduta da un’introduzione alla presenza di rappresentanti del Comitato per la riabilitazione dei fucilati di Cercivento e autorità, presenti in sala gli autori.

Il film racconta e commenta una delle pagine più oscure e tragiche della Grande Guerra, avvenuta il 1 luglio 1916: la fucilazione, a seguito di un velocissimo processo-farsa, degli alpini Giovan Battista Coradazzi, Angelo Primo Massaro, Basilio Matiz e Silvio Gaetano Ortis. I quattro erano stati ritenuti “agenti principali” della protesta di due plotoni del battaglione “Monte Arvenis”, che non avevano eseguito un attacco suicida al monte Cellon, in pieno giorno e senza copertura di artiglieria, proponendo un assalto notturno. In merito alla vicenda, oggetto di quattro libri e di un’opera teatrale, duemila persone hanno firmato una richiesta di riabilitazione, e per la restituzione dell’onore si sono espressi anche, con voto unanime, il consiglio provinciale di Udine e quello regionale del Friuli Venezia Giulia, sostenuti da una presa di posizione della presidenza.

A livello parlamentare, nella scorsa legislatura è stata inoltre presentata una legge, compattamente votata dalla Camera, ma poi arenatasi al Senato.

“Cercivento, una storia che va raccontata”, esito ma non conclusione di un impegno corale del Friuli Venezia Giulia, ha per filo conduttore gli attori Massimo Somaglino e Riccardo Maranzana. Nel docufilm sono intarsiati alcuni spezzoni di “Cercivento”, potente dramma scritto da Carlo Tolazzi, in cui gli stessi Somaglino e Maranzana impersonano Angelo e Basilio, due dei quattro sfortunati alpini.

Affiorano, così, dalle tenebre del passato e, con la loro narrazione, restituiscono la vicenda sui luoghi che le hanno fatto da sfondo. Gli interventi dei testimoni, a partire da quello di Mario Flora, nipote di Silvio Gaetano Ortis, si legano alle scene interpretate dai rievocatori del Gruppo Storico Reggimento Carabinieri del Podgora di Torino e a brani musicali come “Quattro ragazzi” di Gigi Maieron, La “Ballata dai Fusilâz”, interpretata da Marzia Postogna e Massimiliano Borghesi, e canti alpini eseguiti dai cori “Voci della Foresta” e “Teresina Unfer” di Timau.

L’opera, che rinnova l’istanza di giustizia morale verso i fusilaz, si chiude con le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “La memoria di quei mille e piu? italiani uccisi dai plotoni di esecuzione dello stesso esercito interpella oggi la nostra coscienza di uomini liberi e il nostro senso di umanità”.

Il film-documentario  ha una durata di 36 minuti, e sarà disponibile a breve su supporto blu Ray HD e dvd, corredato dalla versione integrale di “Cercivento”, fornita in un dvd gemello. Verrà distribuito a titolo gratuito a scuole, associazioni, biblioteche che ne facciano richiesta presso gli Uffici Relazioni con il Pubblico della Regione nei quattro capoluoghi e a Tolmezzo. (Inform)

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