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“Se questo è un uomo” e “I sommersi e i salvati”: letture nel Campo di Fossoli aprono oggi le celebrazioni
Messaggio di Mattarella nel 75° della partenza del primo convoglio diretto ad Auschwitz carico di italiani ebrei: “Le lezioni della storia sono insegnamenti che ci interpellano con responsabilità davanti al futuro”. “La memoria di Primo Levi, trasmessa dalla sua testimonianza di vita e dai suoi scritti, patrimonio prezioso e riserva etica e di umanità a disposizione di tutti”
CARPI (Modena) – Il 21 febbraio segna l’inizio delle celebrazioni del centenario della nascita di Primo Levi, che proseguiranno con molte iniziative in Italia e all’estero per tutto il 2019.
Per l’occasione il Centro Internazionale di Studi Primo Levi di Torino e la Fondazione Fossoli hanno chiesto all’attore Fabrizio Gifuni di leggere alcune pagine tratte da “Se questo è un uomo” e “I sommersi e i salvati” nel Campo di Fossoli , Carpi, da cui, settantacinque anni fa, Primo Levi fu deportato ad Auschwitz. Intervenuti all’evento Pierluigi Castagnetti, presidente della Fondazione Fossoli, Ernesto Ferrero, presidente del Centro Primo Levi di Torino, Alberto Bellelli, sindaco di Carpi
“In occasione della commemorazione del 75° anniversario della partenza del primo convoglio diretto ad Auschwitz carico di italiani ebrei, rivolgo ai rappresentanti della Fondazione Fossoli e del Centro internazionale di studi Primo Levi, l’apprezzamento per l’iniziativa odierna” , scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al presidente della Fondazione ex campo Fossoli Pierluigi Castagnetti e al presidente del Centro internazionale di studi Primo Levi Ernesto Ferrero. “La memoria di Primo Levi, trasmessa dalla sua testimonianza di vita e dai suoi scritti, costituisce, in questo anno centenario della sua nascita, un patrimonio prezioso e insieme una riserva etica e di umanità a disposizione di tutti”, sottolinea il capo dello Stato. “Dal lager – prosegue il messaggio – Primo Levi fu liberato alla fine della guerra, ma ne uscì avendo toccato con mano l’abisso più profondo del male, l’annientamento della dignità dell’uomo, l’inferno sulla terra. Le ferite impresse sulla sua vita non poterono essere completamente sanate, eppure ebbe la forza di ripensare, di raccontare e quindi consegnare a noi ciò che abbiamo il dovere di non dimenticare. Le lezioni della storia sono insegnamenti che ci interpellano con responsabilità davanti al futuro. Sono certo che anche l’incontro di oggi aiuterà a trasmettere alle giovani generazioni quel testimone che Primo Levi ci ha consegnato”, conclude il presidente Mattarella. (Inform)