direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Celebrato a Berlino il 60° anniversario degli accordi bilaterali con Italia e altri Paesi

GERMANIA

Nella Cancelleria Federale, alla presenza della cancelliera Merkel e della ministra per l’integrazione Özoğuz, promotrice dell’iniziativa. Intervenuta la presidente dell’Intergruppo parlamentare di amicizia italo-tedesco  Garavini

 

Laura Garavini (Pd): “Da ‘Gastarbeiter’ ad amici. A 60 anni dagli Accordi bilaterali per l’immigrazione”

 

BERLINO – “Da Gastarbeiter (lavoratori ospiti, destinati ad andarsene) si sono trasformati in amici e stimati concittadini. Questo non era previsto negli Accordi bilaterali sottoscritti 60 anni fa tra la Germania e diversi paesi – prima l’Italia, la Grecia e la Spagna, poi la Turchia, il Marocco, il Portogallo, la Tunisia e infine la ex Jugoslavia. Eppure la realtà è questa e noi oggi possiamo andarne tutti fieri, in Germania e nei rispettivi paesi di provenienza”. Lo ha detto l’on.Laura Garavini (Pd) presidente dell’Intergruppo parlamentare italo-tedesco, intervenendo alla celebrazione del sessantesimo anniversario degli accordi bilaterali tedeschi, tenutasi al Bundeskanzleramt (Cancelleria Federale) di Berlino alla presenza della cancelliera Angela Merkel e della ministra per l’integrazione Aydan Özoğuz, promotrice dell’iniziativa.

“E’ lodevole – ha proseguito la deputata Pd della circoscrizione Europa –   che il Governo tedesco esprima riconoscenza ai milioni di lavoratori stranieri venuti in Germania dal dopoguerra ad oggi per trovare un futuro migliore. Molti di loro sono tornati in patria dopo anni di duro lavoro, molti altri sono rimasti e insieme ai loro figli danno un quotidiano contributo alla vita civile, sociale e culturale della Germania. La firma, proprio sessanta anni fa, degli accordi bilaterali sulla forza lavoro fu un evento storico, per la Germania e anche per i paesi di provenienza. I milioni di concittadini emigrati trovarono nella Germania un Paese che aveva da offrire maggiori prospettive di lavoro. Poterono garantirsi un certo benessere, che era prima loro precluso a causa delle povertà delle zone di provenienza. E di questo migliore tenore di vita spesso rendevano partecipi anche i parenti rimasti nelle terre di origine, attraverso l’invio di rimesse”.

“La Germania – ha concluso l’on. Garavini – ebbe vantaggi non indifferenti dall’impiego degli operosi lavoratori: vantaggi non solo economici ma anche culturali. Anche grazie alla vita comune, spesso non facile, fra tedeschi e lavoratori stranieri, la Germania è diventata il Paese multiculturale che conosciamo oggi. Un modello che, anche a raffronto di altre realtà europee, mostra di essere riuscito, nonostante tutte le difficoltà”. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform