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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Casa Italia”, viaggio a Cuba alla scoperta della comunità italiana

RAI ITALIA

(Fonte immagine Rai Italia)

ROMA – A Cuba, paradiso tropicale nel Mar dei Caraibi, ci sono circa sei mila italiani residenti iscritti all’Aire, piccoli imprenditori della ristorazione o di import–export; molti altri sono pensionati e anche discendenti italiani nati a Cuba. Le prime comunità italiane risalgono alla fine dell’800 e si trattava soprattutto di braccianti e costruttori assorbiti poco alla volta dalla società cubana. Nella trasmissione di Rai Italia “Casa Italia” se ne è parlato con Roberto Vellano (Ambasciatore d’Italia a Cuba), Roberto Livi (corrispondente del Manifesto), Elisabetta Pola (Presidente del Comitato Imprenditoriale Cuba-Italia). L’Ambasciatore Vellano ha anzitutto precisato come la ricchezza culturale di Cuba offra possibilità di fare in primis vacanze che non siano solo sole e mare. “Nel 2022 ci sono stati a Cuba circa 30mila turisti italiani”, ha spiegato Vellano che poi si è soffermato sui connazionali che hanno deciso di prendere la residenza a Cuba . “Più della metà dei seimila cittadini iscritti all’Aire risiede nella provincia de L’Avana”, ha aggiunto l’Ambasciatore evidenziando il dato singolare che ha visto giungere le prime emigrazioni di connazionali nel XIX secolo quando ancora l’isola era una colonia spagnola. “C’è una comunità di insediamento più recente di connazionali legata al trading, al turismo e alla ristorazione”, ha sottolineato Vellano. Nel 1996 nasce proprio a Cuba – ha segnalato la conduttrice del programma – l’idea della Settimana della Lingua e Cultura Italiana che si è poi diffusa ovunque. “L’idea era quella di concentrare in poco tempo una sorta di festival con diversi eventi per dare visibilità alla presenza italiana a Cuba”, ha spiegato Vellano sottolineando come poi la Settimana sia cresciuta tanto che nel 2022 si è svolta la ventiquattresima edizione. “Abbiamo organizzato più di venti eventi nei diversi settori: musica, arti visive, teatro, letteratura e archeologia. A titolo di esempio possiamo ricordare: la presenza di Roberto Bolle al Festival internazionale di danza classica, un concerto Jazz dell’orchestra di Daniele Sepe dedicato a Pierpaolo Pasolini”, ha evidenziato tra le altre attività Vellano menzionando anche il seminario di studi storici dedicato proprio all’emigrazione italiana a Cuba. “Cuba sta attraversando un momento difficile sul piano economico: certamente pesano gli effetti delle sanzioni degli Stati Uniti in vigore ormai da più di 60 anni. Ci sono problemi di produttività agricola e industriale e c’è una forte dipendenza dall’estero”, ha spiegato Vellano. Il giornalista Livi ha ricordato come tra le prime famiglie ad arrivare a Cuba ci siano state quelle provenienti da città come Genova, parlando di una continuità nella storia migratoria italiana che può vantare anche una propria identità culturale. Livi ha anche evidenziato come nell’immediato secondo dopoguerra l’Italia sia stato il Paese che più di altri ha sostenuto l’indipendenza di Cuba. Livi ha rilevato come la crisi economica attuale rallenti le riforme e più in generale il processo di modernizzazione del cosiddetto “socialismo cubano”. Pola ha invece sottolineato come l’Italia sia, a livello europeo, il terzo partner commerciale di Cuba mentre, a livello mondiale, si attesta al nono posto. L’Italia è particolarmente attiva nel settore energetico, nelle materie prime e nel turismo. “Abbiamo una buona presenza ma c’è ancora spazio”, ha commentato Pola che presiede il Comitato Imprenditoriale nato nel 2011 con l’obiettivo di rafforzare le relazioni economiche e commerciali tra Cuba e Italia. “L’obiettivo principale è identificare quelli che sono gli ostacoli per le relazioni bilaterali cercando di proporre soluzioni valide nel tempo”, ha aggiunto Pola. (Inform)

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