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ROMA – Casa Italia ha realizzato un focus sulla Giordania, il Paese che ospita la celebre città di Petra scavata nella roccia, che è tra le sette meraviglie del mondo. Più in generale la Giordania conserva siti archeologici unici al mondo e detiene inoltre un ruolo geopolitico chiave per la stabilità del Medio Oriente. Circa il 50% della popolazione giordana – informa il servizio di Casa Italia -ha origini palestinesi. Il turismo è tra i principali settori economici del Paese e lo scorso anno si è registrata una presenza record di turisti italiani; l’Ambasciata italiana è attiva da ben oltre mezzo secolo e sono oltre duemila i connazionali residenti iscritti all’Aire, impiegati nella cooperazione allo sviluppo e nelle organizzazioni intergovernative ma anche in campo archeologico. Luciano Pezzotti (Ambasciatore d’Italia ad Amman) ha ricordato che la guerra in Medio Oriente nella Striscia di Gaza ha avuto ricadute anche sulla Giordania, se non altro dal punto di vista turistico e sotto il profilo psicologico a medio-lungo termine: non sapendo quando finirà il conflitto, la preoccupazione è per i riflessi sull’attrattività degli investimenti in questa zona delicata del mondo dove c’è, appunto, anche la Giordania. L’Ambasciatore ha evidenziato i tratti culturali di questo Paese con il quale l’Italia ha rapporti diplomatici da più di mezzo secolo. Due settori di punta della cooperazione italiana sono l’archeologico e il turistico. “Stiamo cercando di avviare anche dei corsi di lingua italiana per le guide turistiche giordane”, ha spiegato Pezzotti parlando di un numero importante di missioni archeologiche attive al momento. “Abbiamo molti progetti in prospettiva”, ha aggiunto l’Ambasciatore parlando della possibile apertura di un Istituto Italiano di Cultura ad Amman. Nicola Orsini (responsabile AVSI in Giordania) ha ricordato che la Giordania è per definizione un Paese volto all’accoglienza anche per contingenza geografiche, sottolineando come tra i profughi più numerosi ci siano per ragioni abbastanza evidenti i palestinesi. Orsini ha però ricordato anche altre crisi, come quella in Iraq e in Siria: crisi che spesso si protraggono per diversi anni ed il pensiero è andato ai profughi siriani. La necessità però è anche, al di là dell’accoglienza nell’immediato, riuscire a integrare pienamente queste persone in un contesto più ampio, quindi a livello socio-economico. Andrea Polcaro (docente di archeologia all’Università di Perugia) ha ricordato che Petra è sicuramente tra i siti archeologici più importanti, ma la Giordania ne ha diversi altri ben conservati, anche di origine romana o di epoca bizantina. In proposito Polcaro ha evidenziato come da sempre la Giordania rappresenti un punto di incontro tra differenti civiltà. (Inform)