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Cardinale Pietro Parolin: guardiamo i migranti con il Vangelo

MIGRAZIONI

Nell’omelia il segretario di Stato vaticano ha esortato a volgere lo sguardo verso “tante vite spezzate mentre, per terra o per mare, erano in cerca di speranza”

CITTÀ DEL VATICANO – “Oggi siamo chiamati a rigettare proclami individualistici e astratti per integrarci invece in proposte solidali”. A parlare, ieri sera, il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, in occasione della veglia di preghiera “Morire di Speranza”, durante la quale sono stati letti alcuni dei nomi di migranti morti nel tentativo di raggiungere l’Europa. Dal 1990 sono stati 43.390 le persone scomparse senza contare i dispersi. In loro ricordo anche una candela accesa per ognuno dei nomi pronunciati.

“L’Europa – ha detto il porporato – sarà in grado di prospettare un futuro coeso solo se sarà in grado di andare oltre gli interessi particolari e perseguire politiche volte a una integrazione sempre più imprescindibile. L’Europa se non trova l’unità nella solidarietà difficilmente la troverà in altro, i soli interessi non uniscono veramente, solo la solidarietà è la via per uscire dalla tempesta”. Nell’omelia il segretario di Stato ha esortato a volgere lo sguardo verso “tante vite spezzate mentre, per terra o per mare, erano in cerca di speranza”: “una tragedia che da anni bussa alle porte di casa nostra e soprattutto alla porta della nostra coscienza. E che potrebbe ancora più tristemente degenerare in un vero e proprio naufragio di civiltà”. Il Mar Mediterraneo da tempo “è più luogo di scontro che simbolo di incontro”. “Attorno alle acque che hanno visto sorgere alcune tra le civiltà più splendenti della storia – ha sottolineato il cardinale Pietro Parolin – si assiste a una regressione del vivere comune, tra naufragi, morti, scene di rabbia e di miseria, dibattiti e discussioni senza fine, strumentalizzazioni di varia natura e soprattutto tanta, troppa indifferenza”. L’antico nome dato dai Romani al Mediterraneo, mare nostrum, “rischia così di tramutarsi in un desolante mare mortuum”.

Per il cardinale Parolin “la solidarietà è la via per uscire dal buio della tempesta”. E ha esortato a pregare “anche per i governanti e i responsabili della società civile”. “Preghiamo – ha concluso – per le istituzioni europee, perché la questione migratoria trovi finalmente una risposta solidale. L’Europa, infatti, sarà in grado di prospettare un futuro coeso solo se saprà andare oltre la ricerca di interessi particolari e perseguire politiche di ampie vedute, volte a un’integrazione sempre più imprescindibile. Se non si trova l’unità nella solidarietà, difficilmente la si troverà in altro. Gli interessi, infatti, non uniscono veramente, ma chiudono in sé stessi”.

La veglia è stata promossa da Centro Astalli, Caritas Italiana, Comunità di Sant’Egidio, Fondazione Migrantes, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Scalabrini Migration International Network, ACLI, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, ACSE. (Raffaele Iaria – Migrantes online /Inform)

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