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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Campani nel mondo, Assemblea della Consulta regionale per l’emigrazione

ITALIANI ALL’ESTERO

Oggi a Napoli

“La nuova mobilità dalla Campania – emigrazione giovanile. Turismo di ritorno”.Emigrazione in Svizzera: proiettato a Lioni il docufilm della Rai “Non far rumore. La storia dimenticata dei bambini nascosti”

NAPOLI – “La nuova mobilità dalla Campania – emigrazione giovanile. Turismo di ritorno” al centro dell’Assemblea della Consulta per l’emigrazione della Regione Campania, i cui lavori si sono svolti oggi a Napoli, nella Sala Agave della Stazione Marittima
“La Consulta regionale per l’emigrazione, che abbiamo ricostituito in questa legislatura, discute oggi su un progetto che la Regione Campania ha messo in campo, molto interessante, sul cosiddetto turismo di ritorno che punta a fare visitare la Campania alla terza generazione di emigranti e su un incoming emozionale” , ha detto la presidente del Consiglio regionale e della Consulta dell’emigrazione Rosa D’Amelio. “Dal lavoro svolto con la Consulta è emerso, infatti, che i giovani di origine campana, nati e cresciuti all’estero, non conoscono i luoghi da cui sono partiti tanti anni fa i loro cari, spesso non conoscono nemmeno la lingua e hanno bisogno di rafforzare il senso di appartenenza. Per questo abbiamo scelto di incentivare il turismo di ritorno, investire e scommettere su di esso, far tornare in Campania tanti ragazzi per far conoscere le proprie radici, i grandi attrattori ed emozionarsi” All’iniziativa hanno partecipato i consiglieri regionali componenti della Consulta, Antonella Ciaramella, Carlo Iannace e Maria Muscarà.
In occasione dei lavori della Consulta , venerdì 6 dicembre è stato proiettato nel Cinema Nuovo di Lioni, presenti i ragazzi delle scuole superiori, il docufilm della Rai “Non far rumore.La storia dimenticata dei bambini nascosti” , scritto da Alessandra Rossi con la regia di Mario Maellaro per Raitre . Sono intervenuti l’autrice Alessandra Rossi, Toni Ricciardi dell’Universitè de Genève, la presidente della Consulta regionale per l’emigrazione e presidente del Consiglio regionale della Campania, Rosetta D’Amelio.
Nel secondo dopoguerra più di 2 milioni di italiani emigrarono in Svizzera, dove lo statuto del lavoratore stagionale, in vigore allora, non prevedeva il ricongiungimento familiare. Di fatto era vietato per i lavoratori emigranti portare i figli con sé. Fu così che tra il 1950 e il 1980 entrarono in Svizzera come clandestini dai 15 ai 30 mila bambini. Hanno vissuto nascosti in casa, senza poter andare a scuola, uscire e giocare. Bambini spesso chiusi nella parte più nascosta della casa, con la raccomandazione di non farsi sentire dai vicini. Se fossero stati scoperti, la pena sarebbe stata l’espulsione per la famiglia. Ogni mattina i genitori prima di andare a lavoro ripetevano loro: non ridere, non piangere, non far rumore. Nel docufilm parlano quei bambini oggi adulti che portano ancora dentro di sé i segni di una ferita mai rimarginata. (Inform)

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