ATTIVITA’ PARLAMENTARE
(Fonte immagine Camera dei Deputati)
ROMA – Il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani ha illustrato le linee programmatiche del suo dicastero in occasione di un’audizione presso la Camera dei Deputati di fronte alle Commissioni riunite Esteri-Difesa del Senato ed Esteri della Camera. Il Ministro ha anzitutto ha ricordato come lo stesso Parlamento sia chiamato a promuovere la diplomazia con le altre assemblee parlamentari: quindi la diplomazia come un qualcosa che non riguarda soltanto un singolo ministro. Tajani si è poi soffermato su quanto sta facendo l’Italia per aiutare l’Ucraina a rimettersi in sesto dal punto di vista infrastrutturale. “Ritengo che la nostra politica estera debba puntare su tre stelle polari: Europa, Alleanza Atlantica e multilateralismo. Serve però più Europa nel mondo e più Italia in Europa”, ha rilevato Tajani invocando un’armonizzazione maggiore nelle politiche di sussidiarietà in ambito comunitario. Il Ministro ha anche sottolineato come tra le grandi questioni europee vi sia sicuramente anche quella delle migrazioni. “Ho chiesto di implementare il numero di diplomatici nella nostra rappresentanza a Bruxelles cui aggiungere anche un esperto fiscale”, ha precisato il Ministro sottolineando come il vecchio patto di stabilità non apparisse funzionale per la crescita comune. “Bisogna che la Commissione europea tenga in considerazione la possibilità di aggiustare con flessibilità alcuni progetti, tenendo anche conto dell’aumento del costo dell’energia e delle materie prime”, ha spiegato Tajani parlando poi del rafforzamento dei partenariati con la sponda sud del Mediterraneo. “Continueremo a lavorare per la transizione energetica e per rafforzare la rete infrastrutturale”, ha precisato il Ministro focalizzandosi poi sulla necessità di una difesa comune europea. Sull’immigrazione la posizione dell’Italia è contrastare i trafficanti di esseri umani, collaborare per i rimpatri e favorire la crescita economica dei Paesi in via di sviluppo. “Sul cosiddetto ‘decreto flussi’ l’idea è favorire i Paesi con i quali si fanno accordi bilaterali, avendo una pianificazione migliore”, ha spiegato Tajani riferendosi principalmente al corridoio mediterraneo ma anche al fronte balcanico dove si lavora con alcuni Paesi per l’avvicinamento all’UE. “Abbiamo per troppo tempo dimenticato i Balcani come luogo di interesse prioritario per il nostro Paese”, ha aggiunto il Ministro ricordando anche il recente evento di Roma sul cosiddetto Mediterraneo allargato, dove la questione libica resta un tema centrale. “Vogliamo l’unità del Paese attraverso le elezioni e incrementeremo le nostre azioni per affrontare l’emergenza migratoria”, ha spiegato Tajani a proposito di Libia. Per quanto riguarda invece l’Egitto, il Ministro ha ribadito come fondamentali siano la questione del rispetto dei diritti umani e la risoluzione della vicenda Regeni con l’individuazione dei colpevoli . Tajani ha altresì richiesto che al giovane egiziano Patrick Zaki, dopo la detenzione nel proprio Paese, sia permesso di poter tornare a proseguire i suoi studi in Italia. Il Ministro ha quindi ringraziato l’intelligence per la liberazione di Alessia Piperno che era stata detenuta in Iran. Tajani ha poi condannato la scelta dei paesi che utilizzano la pena di morte, evidenziando invece la scelta di civiltà compiuta dall’Europa in questo senso. Tornando all’Africa, il Ministro ha voluto evidenziare come sia necessario evitare un nuovo colonialismo, stavolta non di tipo militare o politico, ma di ordine economico: per l’Africa è auspicabile una sorta di ‘piano Mattei’ con interventi a lungo termine. Per Tajani è fondamentale dar vita a borse di studio a studenti africani per consentirgli di studiare presso le nostre università. “Punteremo molto sul continente africano e sull’area mediterranea”, ha sottolineato il Ministro evidenziando il ruolo della cooperazione allo sviluppo da parte dell’Italia. Sull’America Latina, dove ci sono le più grandi comunità italiane all’estero, Tajani ha rilevato l’esigenza di puntare per far sì che lì ci sia sempre più Italia a cominciare dalla difesa delle scuole italiane: il tutto anche in vista dell’undicesima Conferenza Italia-America Latina e Caraibi. Per quanto riguarda invece l’Asia, tutto l’indo-pacifico rappresenta una zona nella quale rafforzare le relazioni italiane. “La Cina è partner economico ma anche rivale sistemico”, ha commentato Tajani dove il confronto è commerciale, industriale ma anche politico-strategico. Sul Made in Italy e l’export il Ministro ha auspicato che si possano riconquistare i mercati dove spopola il cosiddetto italian sounding. Tajani spera inoltre in una vittoria di Roma nella candidatura per Expo 2030. “ Promuovere la lingua e la cultura italiana all’estero – ha aggiunto il Ministro – significa anche valorizzare il nostro saper fare e stile di vita, il nostro modello di società fondato su pace, dialogo e sviluppo condiviso”. Tajani si è poi soffermato sulla presenza di connazionali nel mondo : “Un altro tema importante che sta particolarmente a cuore del sottoscritto e di tutto il governo, – ha evidenziato il Ministro – sono i sei milioni di cittadini italiani che vivono all’estero, oltre a quelli d’origine italiana. Continueremo a lavorare affinché rappresentino sempre di più una risorsa per il nostro Paese. Immaginiamo una serie di iniziative, una di queste è inserita nel PNRR e riguarda il turismo delle radici. Un progetto che vedrà luce all’inizio del prossimo anno che avrà nel 2024 il suo anno clou. Il progetto punta a far ritornare nei borghi, non nelle grandi città, coloro che sono italiani o italo-discendenti per riscoprire i luoghi da cui provengono”. Tajani ha sottolineato anche la necessità di potenziare il numero del personale dei consolati per migliorare l’erogazione dei servizi ai connazionali.
Il Ministro ha anche segnalato come durante la prossima Conferenza annuale degli ambasciatori alla Farnesina saranno ricordati l’Ambasciatore Attanasio, a cui verrà dedicata una scalinata adiacente alla Farnesina, e il carabiniere Iacovacci, a cui sarà dedicata una sala dell’Unità di crisi. Nelle conclusioni del suo intervento, Tajani ha voluto ribadire come “la politica della difesa non sia la politica della guerra” e che questo sia un aspetto centrale della politica estera e quindi della diplomazia anche economica. “Partecipare alle ricostruzioni significa essere protagonisti e allacciare rapporti”, ha aggiunto il Ministro parlando della partecipazione italiana in Ucraina ma anche nei Balcani. Nell’Africa subsahariana invece c’è il problema di dover contrastare la formazione di nuovi terrorismi. Sulla questione israelo-palestinese Tajani ha parlato della posizione dell’Italia all’ONU. “L’Italia all’ONU valuterà testo per testo e voterà in base ai contenuti: noi vogliamo che la soluzione sia quella di due popoli in due Stati. Non possiamo però accettare la tesi di chi sostiene che Israele debba essere cancellata dalla carta geografica”, ha precisato Tajani. Il Ministro ha poi parlato di una vicenda assai nota, quella dell’italiano Chico Forti detenuto da anni in Florida per la cui estradizione in Italia si è in attesa della decisione del governatore del suddetto Stato americano.(Inform)