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Camera dei Deputati, presentata Confassociazioni UK per rilanciare l’export italiano nel post-Brexit e nel post-pandemia

ASSOCIAZIONI

 

(fonte Immagine Camera dei Deputati)

ROMA – E’ stata presentata nei giorni scorsi alla Camera Confassociazioni UK alla presenza del deputato della Lega eletto ripartizione Europa, Simone Billi, del Presidente di Confassociazioni, Angelo Deiana, e dei rappresentanti di Confassociazioni rispettivamente per l’UK, Stefano Potortì, e per l’International, Gianni Lattanzio. Il deputato Billi ha rievocato alcune cifre sull’export italiano in UK: nel 2018 per un totale di 23 miliardi di euro, nel 2019 per 25 miliardi e nel 2020 per soli 22 miliardi, con un calo dovuto alla crisi pandemica. Anche l’import dall’UK ha risentito della crisi: nel 2018 l’ammontare era di 11 miliardi di euro, nel 2019 erano 10 miliardi e nel 2020 soltanto 8 miliardi. Come spiegato sempre da Billi, si stima nel 2021 una ripresa dell’export pari al 7% e nel 2022 pari ad un ulteriore 5%. “Serviranno circa due anni per far tornare l’Italia ai livelli di export del 2019 per far diventare l’export di nuovo un volano alla ripresa economica e in questo contesto si inserisce l’importanza di Confassociazioni”, ha evidenziato Billi. Stefano Potortì ha ricordato il ponte che da sempre lega l’Italia all’UK nonostante la Brexit e nonostante la pandemia. “In questo momento è fondamentale fare squadra e associazionismo per uscire dalla crisi in maniera rapida e tornare ai livelli pre-pandemia. L’obiettivo è fare da collante tra professionisti e aziende. Abbiamo già ricevuto qualche decina di manifestazioni di interesse concentrati per lo più nel settore dei servizi”, ha spiegato Potortì. Gianni Lattanzio ha ricordato la lunga storia dell’emigrazione italiana in Gran Bretagna che ha giocato un contributo importante anche nella ricostruzione dell’UK post-bellica. “Confassociazioni International e UK vogliono essere presenti come realtà di cittadini attenti al contesto delle relazioni economiche che possono essere incrementate”, ha spiegato Lattanzio ricordando la corsa di tanti italiani già di fatto residenti in UK da tempo a iscriversi all’Aire per godere del Settlement Status e poter restare in territorio britannico nel post-Brexit. Grandi possibilità ci saranno ancora per gli studenti sebbene non ci sarà più l’Erasmus. Angelo Deiana ha parlato di una realtà già consolidata per Confassociazioni con grandi numeri ma bisognava fare qualcosa in più proprio in virtù di un mondo sempre più globalizzato e connesso andando oltre il territorio nazionale. “La cosiddetta ‘great London’ è custode importante di questa globalizzazione che potrebbe diventare un ‘hub internazionale’ sul modello di Singapore ma occorrono competenze per andare a cogliere queste opportunità”, ha spiegato Deiana.  Potortì in conclusione ha sottolineato come la situazione economica nel Regno Unito abbia risentito meno della pandemia rispetto all’Italia: questo perché il Governo britannico, pur partendo in leggero ritardo, ha poi “messo in sicurezza tutte le imprese consentendole non solo di sopravvivere ma di riorganizzarsi: Londra sta già recuperando quell’energia positiva che l’ha sempre caratterizzata”. (Inform)

 

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