CAMERA DEI DEPUTATI
ROMA – Ha preso il via nell’Aula della Camera la discussione sul disegno di legge di ratifica del protocollo che interviene a modificare l’accordo tra Italia e Svizzera in materia di imposizioni fiscali ai frontalieri. Nel suo intervento il relatore Paolo Formentini (Lega) , in premessa, ha ricordato che l’accordo bilaterale modificato dal provvedimento in esame è stato ratificato con la legge n. 83 del 2023. Scopo dell’accordo bilaterale è quello di eliminare le doppie imposizioni sui salari, sugli stipendi e sulle altre remunerazioni ricevuti dai lavoratori frontalieri dei due Paesi, con la previsione del principio di reciprocità. In estrema sintesi, il protocollo in esame è finalizzato a consentire ai lavoratori frontalieri, tenuto conto dell’attuale contesto di mobilità tra l’Italia e la Svizzera, di svolgere parte dell’attività di lavoro dipendente in modalità di telelavoro presso il proprio domicilio nello Stato di residenza, senza che ciò comporti alcuna modifica del proprio status. Il relatore ha rilevato come nel dettaglio, il Protocollo di modifica sia composto da due articoli. L’articolo 1 intega la definizione di lavoratori frontalieri. In linea di principio, viene consentito ai lavoratori frontalieri di non rientrare quotidianamente al proprio domicilio nello Stato di residenza per motivi professionali entro un massimo di 45 giorni all’anno. Inoltre, l’articolo in questione consente ai lavoratori frontalieri di svolgere fino al 25 per cento dell’attività lavorativa in modalità di telelavoro presso il proprio domicilio nello Stato di residenza, senza che ciò comporti alcuna modifica dello status di lavoratore frontaliero. Al riguardo, occorre ricordare che per quanto riguarda l’Italia tale previsione è già in vigore, a partire dal 1° gennaio 2024, in virtù di una previsione retroattiva della legge di bilancio 2025. L’articolo 2 riguarda l’entrata in vigore e l’applicazione del Protocollo di modifica, prevedendo che l’entrata in vigore avvenga alla data di ricezione dell’ultima delle notifiche con le quali i due Stati si comunicheranno la conclusione delle rispettive procedure interne per l’entrata in vigore del Protocollo medesimo. Quanto al disegno di legge di ratifica, il relatore ha spiegato come questo si componga di 4 articoli. In particolare, l’articolo 3 contiene una clausola di invarianza finanziaria, per la quale dall’attuazione della legge di ratifica “non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. In conclusione Formentini ha auspicato una rapida approvazione del provvedimento in esame che recepisce le osservazioni già formulate da numerose forze politiche nel corso dell’esame della ratifica dell’Accordo tra Italia e Svizzera del 2020, relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri. Il seguito della discussione è stato rinviato ad altra seduta. (Inform)