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Cade il principio dell’indipendenza dai partiti politici

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Su “Tribuna Italiana” di oggi l’editoriale del direttore Marco Basti

Cade il principio dell’indipendenza dai partiti politici

 

BUENOS AIRES – E’ già avviata la campagna elettorale per le elezioni italiane del 23 febbraio. Elezioni alle quali parteciperemo i cittadini italiani residenti all’estero che, per quanto riguarda specificamente l’America Meridionale, eleggeremo quattro deputati e due senatori.

In questi giorni si susseguono le notizie sulle liste che si presenteranno al responso delle urne. Tra l’altro c’è la conferma che l’on. Giuseppe Angeli, apprezzato imprenditore e dirigente della comunità italiana di Rosario, ha deciso di ricandidarsi.

Altre importanti novità potrebbero arrivare da oggi alla data di scadenza per la presentazione delle liste.

Certamente però la novità più interessante viene dall’AISA, la lista nata nel 2006 in seno alla Feditalia, che nelle elezioni di quell’anno, portò Luigi Pallaro al Senato e Ricardo Merlo alla Camera.

La storia è nota. Il voto di Pallaro – un senatore eletto all’estero – fu determinante per mantenere in vita il governo Prodi, una situazione che potrebbe ripetersi nella nuova legislatura (leggi “Un altro Pallaro… a pagina11). Il “nostro” senatore ottenne dal governo di centrosinistra maggiori stanziamenti di fondi per assistenza, diffusione culturale e rete consolare. Ma tali fondi furono poi ridotti ai minimi termini, dopo la caduta di Prodi, dai governi Berlusconi e Monti.

Nel frattempo Pallaro e Merlo seguirono strade diverse e quest’ultimo fondò un altro movimento – Movimento Associativo Italiani all’Estero – che si rifà alla caratteristica essenziale della presenza italiana in queste terre, che è l’associazionismo fondato dagli emigrati, senza però la pretesa di rappresentarlo.

Merlo col MAIE fu rieletto nelle elezioni del 2008, mentre l’AISA arrivò quarto ma, specialmente sulle elezioni al Senato, pesa ancora l’ombra di una inchiesta in corso della magistratura italiana.

Uno dei principi che l’Associazionismo ha difeso, fino ad oggi a spada tratta, è stato quello dell’indipendenza dai partiti. Risuona ancora l’eco delle dichiarazioni di Pallaro quando si presentò per la prima volta: “Andiamo in Italia ad appoggiare il governo che eleggeranno gli italiani in Italia”. Ed ha poi mantenuto nel tempo la stessa tesi. Anche perché, come ha sempre sottolineato, gli eletti nelle liste dei partiti italiani devono votare secondo le indicazioni dei partiti, anche quando si tratta di decisioni contrarie agli interessi delle nostre comunità, degli italiani all’estero. Come è successo tra gli eletti all’estero, nelle file del Pdl, che hanno approvato, e spesso difeso, tutte le riduzioni dei fondi destinati alla politica per gli italiani all’estero decise dal governo Berlusconi.

D’altra parte si è sempre negato che l’AISA fosse un partito politico, mentre si sottolineava che era semplicemente uno strumento della struttura organizzata dell’Associazionismo, per partecipare alle elezioni italiane.

Ora quel tabù non c’è più. Quel muro è e crollato. L’AISA si è alleata al Pd e la decisione è basata sull’esperienza di collaborazione fatta durante il governo Prodi e sulla coerenza con la quale il Pd ha continuato a sostenere le richieste che venivano dalle comunità all’estero, anche se è vero che un conto è reclamare dall’opposizione e un altro mantenere le richieste, seduti nei banchi della maggioranza. Ma, come sostengono all’interno dell’AISA, con l’accordo tra Pd e AISA si punta, almeno a ricuperare quanto era stato raggiunto con il governo Prodi.

La strategia decisa dall’AISA potrà rivelarsi vincente, specialmente se si confermerà la vittoria del centrosinistra alle prossime elezioni, secondo quanto mostrano attualmente i sondaggi. Allearsi con i vincitori e contribuire alla sua vittoria dovrebbe comportare, minimamente, una maggiore considerazione per i temi cari agli italiani all’estero.

Ma ora sarà più difficile negare ad altri soggetti politici di fare accordi o di pretendere di rappresentare le istanze dell’associazionismo fondato dagli emigrati.

Fino a ieri, chi appoggiava l’AISA sapeva di sostenere il movimento che rappresentava le nostre associazioni. Oggi quella certezza è per lo meno discutibile, ma evidentemente l’AISA vedrà ridimensionata la sua golden share sull’associazionismo.

Nei prossimi giorni, con la campagna elettorale a pieno ritmo, si potrà capire meglio quali conseguenze avrà questo accordo. (Marco Basti – Tribuna Italiana /nform)

marcobasti@tribunaitaliana.com.ar

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