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Bruxelles , il Premier Draghi alla riunione straordinaria del Consiglio europeo: si è parlato di Ucraina, energia, difesa e sicurezza

ISTITUZIONI

(fonte immagine Presidenza del Consiglio)

BRUXELLES – Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha partecipato a Bruxelles alla riunione straordinaria del Consiglio europeo Straordinario su Ucraina, energia, difesa e sicurezza alimentare. Al termine dei lavori il Presidente ha tenuto una conferenza stampa nella quale si detto abbastanza soddisfatto dei risultati raggiunti. Il premier ha poi illustrato gli argomenti trattati. Per quanto riguarda la crisi in Ucraina il Consiglio europeo ha riaffermato l’unità dell’azione dell’Unione europea e di tutta l’Alleanza, sottolineando che dovrà essere l’Ucraina a scegliere la pace che vuole. Un secondo punto in discussione è stato quello della sicurezza alimentare dei paesi poveri. Una catastrofe umanitaria di proporzioni gigantesche potrebbe abbattersi su milioni e milioni di persone, i quali potrebbero trovarsi in pochi mesi in una situazione di carestia. Un problema seguito dalle Nazioni Unite che l’Ue deve aiutare . Draghi ha poi rilevato come l’azione dell’Unione Europea sull’energia si stia sviluppando e si svilupperà nei prossimi anni su molti fronti. Il primo è il risparmio energetico. Il secondo sono acquisti congiunti, immagazzinamenti congiunti, investimenti nelle rinnovabili, nello sviluppo della rete – che serve poi a utilizzare e a connettere l’energia prodotta con le rinnovabili. Per quanto riguarda i prezzi alti connessi al funzionamento del mercato dell’energia il Premier ha aggiunto “In questo campo noi siamo stati accontentati: c’è un riferimento molto esplicito nelle conclusioni al tetto sui prezzi e sul fatto che la Commissione, ora ufficialmente, ha ricevuto mandato per studiare la fattibilità del tetto sui prezzi del gas e anche altre questioni”. Per quanto riguarda la questione della Difesa Draghi ha segnalato. “ C’è ormai la consapevolezza che noi spendiamo per la difesa più di tre volte di quanto spende la Russia. Si è discusso la questione della interoperabilità dei vari sistemi di difesa, della necessità di evitare duplicazioni e del fatto che noi importiamo armi dal resto del mondo per una percentuale pari al 60% di tutte le nostre armi”. (Inform)

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