ASSOCIAZIONI
LONDRA – Qui di seguito riportiamo una breve intervista al Responsabile del Patronato Acli in Inghilterra, Giuseppe Chiappetta, fatta alla vigilia del Brexit day.
Oggi è un giorno speciale per gli inglese, nel bene o nel male. La comunità italiana come lo vive? C’è un misto di apprensione e di tristezza per un evento che non avremmo voluto mai potesse accadere. C’è molto fermento: chi non è mai stato d’accordo o si lascia scivolare questa giornata oppure partecipa ad uno dei tanti dibattiti per ragionare sulle possibili conseguenze che questo passo avrà sul paese. Poi ci sono gli entusiasti che festeggeranno in vari modi, durante la serata.
Che conseguenze concrete ci sono per un emigrato? Per quanto riguarda chi come me vive e lavora qui ormai da anni, non c’è nessun problema, abbiamo ritirato il nuovo settled status e con quello non ci cambia niente. Certo per chi viene qui da oggi è tutto più complicato.
Da oggi vi sentite un po’ meno europei? Sicuramente ci sentiamo più lontani dall’Europa anche se per la verità, col passare degli anni, si capisce che questo paese in Europa c’è stata sempre a metà visto che ha voluto conservare la propria moneta, e poi ha delle unità di misura diverse dai paesi europei, anche una modalità di guida, insomma, tute cose che sembrano stupidaggini ma che invece danno il senso di un paese molto identitario, orgoglioso della propria diversità.
Questo sarà il primo passo per un indebolimento dell’Europa? Dipende se qualche paese seguirà il cattivo esempio inglese o se invece questa potrà essere l’occasione per ricompattare gli stati membri e rilanciare con più convinzione il sogno di un’Europa unita.
L’Inghilterra è ancora un paese da consigliare a chi vuole cercare fortuna fuori dall’Italia? Sì, credo proprio di sì. Nonostante la Brexit questo è un paese che offre ancora moltissimo: opportunità di lavoro, una qualità della vita molto alta. (Inform)