direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Brexit, audizione dell’Ambasciatore britannico in Italia. Jill Morris “Abbiamo valori e interessi comuni da mantenere vivi. I diritti di coloro che già si trovano in territorio britannico saranno tutelati”

CAMERA DEI DEPUTATI

 

 

ROMA – Si è tenuta nei giorni scorsi,  presso le Commissioni Affari Esteri e Politiche Ue della Camera dei deputati, l’audizione dell’Ambasciatore del Regno Unito in Italia, Jill Morris, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui negoziati relativi alla Brexit e sul relativo impatto per il nostro Paese. Il vice presidente della III Commissione Piero Fassino, aprendo i lavori, ha ricordato come i negoziati siano adesso orientati agli accordi commerciali e alla nuova politica migratoria. “Da parte dei 27 Paesi Ue l’idea è quella di raggiungere con il Regno Unito la parità di condizioni e la piena reciprocità. Per quanto riguarda le politiche migratorie – ha precisato Fassino – indiscrezioni di stampa ci dicono di un possibile impianto basato sul sistema australiano a punti, con la ricerca di migranti qualificati e di talenti. Considerando che già soltanto l’Italia conta circa 16 mila studenti nelle accademie britanniche, sarebbe però auspicabile un’esenzione del visto per visite di breve durata per motivi di studio e di formazione, in base ai principi di reciprocità e di non discriminazione”.

L’Ambasciatore Jill Morris ha parlato di un periodo intenso e decisivo per il futuro del Regno Unito sia con l’Ue che in modo bilaterale con l’Italia. “Il mio Paese – ha rassicurato l’Ambasciatore – non ha intenzione di chiudersi a scambi di ogni tipo con il resto del mondo; siamo europei e questa nuova fase non compromette questa idea. Rappresenteremo una forza positiva nel mondo, proteggendo diritti umani ed ambiente: valori e interessi condivisi siano dunque la base solida per le nostre relazioni con l’Ue, facendo tesoro della cultura condivisa e dell’identità europea. Difenderemo i nostri interessi ma combatteremo anche le ingiustizie, restando fianco a fianco con i nostri alleati”, ha precisato Morris menzionando G7, G20, Onu e Nato. Dato il volume di scambi commerciali tra UK e  Ue, l’Ambasciatore si è soffermato su questo aspetto. “Oltre ad avere valori in comune, naturalmente abbiamo anche interessi economici in comune, che continueranno a tenere vivi questi flussi. Con l’Italia in particolare, dal punto di vista bilaterale, i nostri rapporti non hanno mai smesso di essere proficui: nel primo trimestre del 2019 i flussi sono aumentati del 3,4%, rispetto all’anno precedente, per un totale di 45 miliardi di sterline tra beni e servizi. L’Italia è il secondo Paese europeo per investimenti nel Regno Unito, superata in questo solo dalla Germania. Quindi in generale si tratta di un quadro molto positivo per le nostre relazioni bilaterali”, ha spiegato Morris parlando anche di settori quali la difesa, la ricerca e la lotta ai cambiamenti climatici. “Vogliamo restare une meta aperta e lo stesso Premier Boris Johnson ha confermato questo aspetto parlando di cooperazione amichevole con l’Ue incentrata sul libero commercio, tra due entità egualmente sovrane. Abbiamo intenzione di arrivare ad accordi tra noi e l’Ue simili a quelli già stretti da quest’ultima per esempio con il Canada”, ha aggiunto Morris precisando che alla fine di quest’anno il processo di transizione sarà ultimato. “Non ci interessa alcuna concorrenza sleale né vogliamo ingaggiare gare al ribasso – citando il cosiddetto ‘level playing field’ – ma continueremo a sostenere i più elevati standard per il consumatore. Semplicemente, come Paese indipendente e sovrano, saremo noi a definire le nostre regole: il tutto continuando ad attrarre capitali e risorse, a tariffe e dazi pari a zero da entrambe le parti”, ha sottolineato Morris.

Si è quindi arrivati al punto forse più sensibile: quello della presenza di oltre 700 mila connazionali nel Regno Unito e delle conseguenze della Brexit sulle persone. “L’Italia annovera la più numerosa comunità scientifica impiegata negli atenei e nei centri di ricerca britannici: anche il numero degli studenti è in crescita arrivando alle già menzionate 16 mila unità. Sono consapevole che l’uscita del Regno Unito dall’Ue costituisca motivo di preoccupazione per tanti cittadini italiani che hanno scelto di vivere da noi ma siamo felici di poter dire che i diritti di coloro che già si trovano in territorio britannico saranno tutelati: i diritti dell’accordo di recesso saranno garantiti anche a quanti arriveranno nel Regno Unito durante il periodo di transizione. Fino al 30 giugno 2021 sarà infatti possibile registrarsi online al Settlement Scheme. Ad oggi sono oltre 290 mila i cittadini italiani che hanno già presentato la domanda e nessuna di queste è stata rifiutata”, ha spiegato Morris. Per i cittadini più vulnerabili, che hanno bisogno di più attenzioni per le pratiche di registrazione, ci sono oltre cinquanta associazioni e organizzazioni, finanziate dall’Home Office, proprio per dare una mano in questo senso. L’Ambasciatore ha concluso la sua analisi soffermandosi sulla lotta ai cambiamenti climatici e in particolare sulla Cop 26 che sarà ospitata a Glasgow nel novembre prossimo e preceduta da due eventi organizzati dall’Italia tra Milano e Roma. “Lavoriamo insieme e costruiamo una partnership strategica in un ambito così importante come quello del clima”, è stato l’invito di Jill Morris ricordando lo strumento della diplomazia territoriale (ossia un tour per le città italiane) per rafforzare le relazioni bilaterali. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform