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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Brexit, alle Commissioni Esteri e Politiche Ue l’audizione dell’Ambasciatore d’Italia a Londra Raffaele Trombetta

CAMERA DEI DEPUTATI

ROMA – Si è tenuta alla Camera, davanti alle Commissioni congiunte Esteri e Politiche Ue, l’audizione dell’Ambasciatore d’Italia a Londra, Raffaele Trombetta, nell’ambito indagine conoscitiva sui negoziati relativi alla Brexit e sul relativo impatto per il nostro Paese. L’incontro ha soprattutto consentito di fare il punto sulle prospettive degli oltre 700 mila italiani che, secondo varie stime, sarebbero residenti nell’UK: ufficialmente però sono 400 mila gli iscritti all’Aire. L’accordo di uscita dell’UK, ma anche una riflessione sul negoziato che sta per cominciare e che riguarderà le relazioni future, infine la possibilità di relazioni bilaterali tra Italia e Regno Unito: questi sono gli elementi in gioco dalla mezzanotte del 31 gennaio scorso. “L’uscita definitiva è arrivata dopo una lunga fase di gestazione non priva di problemi politici anche interni all’UK, per la mancanza di una chiara maggioranza, e quindi più volte rimandata a partire dalla data iniziale del 29 marzo dello scorso anno. I tre temi più dibattuti – ha spiegato Trombetta – sono stati il confine tra l’Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda, le disposizioni finanziarie che accompagneranno questa uscita dall’UE, infine la tutela dei diritti dei cittadini europei e quindi di quelli italiani. Su quest’ultimo punto va ricordato che il Governo britannico ha lanciato il programma chiamato ‘Settlement Scheme’ che prevede la registrazione di tutti i cittadini comunitari: essi possono godere del ‘Settled Status’ qualora siano residenti da almeno cinque anni o il ‘Pre-Settled Status’ qualora si risieda da meno di cinque anni, partendo dal 31 dicembre 2020. Tuttavia ci sono sei mesi di tempo per registrarsi, quindi fino a giugno 2021”.

L’Ambasciatore ha evidenziato come al momento si stia vivendo un periodo di transizione durante il quale le norme in vigore prima della Brexit resteranno immutate. “Nel Regno Unito siamo per presenze la terza comunità tra i 27 Paesi europei, subito dopo Polonia e Romania”, ha aggiunto Trombetta facendo emergere però un dato preoccupante: poco meno di 300 mila cittadini italiani risultano al momento registrati al ‘Settlement Scheme’. “Non sono mancate in questo periodo criticità che abbiamo rappresentato alla controparte britannica: le nostre segnalazioni sono in parte state prese in considerazione così da rendere possibile la registrazione anche al di fuori della modalità elettronica. C’è poi una resistenza psicologica alla registrazione, come a non voler prendere atto dell’ormai avvenuta Brexit. Un’altra difficoltà è la mancanza di automatismo tra la fase di ‘Pre-Settled Status’ e il ‘Settled Status’: al compimento dei cinque anni di residenza occorre infatti rifare la registrazione”, ha rilevato l’Ambasciatore sottolineando come ci sia stata una forte campagna di sensibilizzazione da parte della rete diplomatico-consolare – il Consolato aprirà a breve uno sportello informativo ad hoc – insieme al Comites, al Cgie e al mondo dell’associazionismo, ma non sono mancati neanche incontri con l’Home Office.

Ci sono poi altre iniziative rivolte più specificamente al Sistema Paese, come “Italy for innovation” per una complementarietà tra l’economia e l’industria dei due Paesi. “Organizziamo regolarmente degli incontri con gli imprenditori italiani per raccogliere informazioni sull’impatto che potrebbe avere la Brexit. L’ufficio Ice ha aperto un help desk per dare assistenza alle imprese e alle aziende esportatrici; uno sportello analogo è stato aperto anche presso la Camera di Commercio italiana”, ha aggiunto Trombetta arrivando ad un’analisi sul futuro dei negoziati tra UK e UE. “I negoziati cominceranno a inizio marzo e dovranno concludersi presumibilmente entro l’anno: questo perché il Governo Johnson ha escluso la possibilità di chiedere una proroga del periodo di transizione. Sarà comunque un accordo fondato sul principio del libero scambio commerciale potendo scegliere tra due modelli: quello tra UE e Canada o in alternativa il cosiddetto modello australiano. Il Regno Unito ha già fatto intendere che non accetterà di sottostare ai regolamenti europei in materia di aiuti di Stato, standard sociali e ambientali, sanitari e fiscali”, ha precisato l’Ambasciatore esaltando la compattezza nel negoziato dei 27 Paesi UE. “Nel 2018 abbiamo esportato per un valore di oltre 23 miliardi di euro a fronte di 11 miliardi di importazioni: per noi il Regno Unito è il secondo mercato al mondo dopo gli Usa per saldi così positivi e in continua crescita. Sono dati confermati anche nel 2019: i principali settori riguardano i macchinari, le automobili, l’abbigliamento e il farmaceutico”, ha evidenziato Trombetta parlando anche di impegni comuni in settori altrettanto strategici quali quello della difesa, all’interno della Nato, e dell’impegno in aree critiche del mondo o ad alto rischio. Infine si è parlato della Cop 26: sarà proprio il Regno Unito ad organizzarla a Glasgow nel novembre prossimo e all’Italia spetterà l’organizzazione dell’evento dedicato ai giovani. “Sarà un impegno non facile vista anche la delusione dell’evento di Madrid”, ha puntualizzato l’Ambasciatore ricordando altri importanti appuntamenti come G20 e G7 rispettivamente presieduti proprio da Italia e UK. (Inform)

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