direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Breve storia di un gemellaggio tra Comuni molto particolare

MIGRAZIONI

Articolo di Antonio Cortese

 

Negli ultimi anni mi sono molto occupato delle vicende legate alla nostra lunga stagione migratoria verso l’estero, quella che copre gli anni che vanno dal 1876 al 1976. È evidente che flussi in uscita vi sono stati anche fra il 1861 e il 1875 ma i risultati delle rilevazioni effettuate non sono ritenuti pienamente affidabili. Quanto all’anno nel quale la stagione emigratoria si considera conclusa, va tenuto presente che nel corso degli anni Settanta dello scorso secolo l’Italia ha conosciuto un’inversione di tendenza nei movimenti migratori: da paese di emigranti è diventato gradatamente area di immigrazioni adeguando, anche sotto questo profilo, la propria situazione a quella dei paesi maggiormente sviluppati. Nell’arco temporale considerato circa 26 milioni di nostri connazionali hanno lasciato la loro terra e la condizione di disagio nella quale vivevano alla ricerca di un futuro migliore. È quello che Sowell ha definito “the largest exodus of people ever recorded from a single nation” .

Più recentemente ho in particolare riservato attenzione al legame tra luogo di partenza e luogo di destinazione nei nostri flussi verso l’estero con l’obiettivo prioritario di verificare l’effetto delle cosiddette “catene migratorie” (mi riferisco ai movimenti generati da scambi di notizie e contatti personali che hanno portato familiari, parenti o amici a raggiungere persone emigrate in precedenza per usufruire del loro aiuto e della loro assistenza).

Ho individuato centinaia di casi per i quali si può parlare di uno stretto rapporto tra il comune italiano di partenza e il centro abitato estero nel quale si sono insediati i nostri emigranti . Ne segnalo due. A Mar del Plata, città dell’Argentina centro-orientale, nella provincia di Buenos Aires, situata sulla costa orientale dell’Oceano Atlantico, si è formata nel tempo un’importante comunità di migranti provenienti dal comune di Sant’Angelo in Vado, nella provincia di Pesaro e Urbino. A partire dal 1886 i santangiolesi vi giunsero grazie a una catena migratoria che ha prolungato i suoi effetti fino al 1960 . Alla vigilia del primo conflitto mondiale si è formata a Grenoble, nel dipartimento d’Isère in Francia, una corposa comunità di migranti provenienti da Corato, in provincia di Bari, che si è rafforzata nei successivi decenni (a Corato c’è piazza Grenoble ed a Grenoble avenue de Corato) . Sono assai numerosi i casi per i quali si è celebrato un gemellaggio tra il comune italiano di partenza e quello straniero di arrivo.

Ciò premesso, uscendo dall’ambito della ricerca in ambito demografico che solitamente prediligo, intendo ora occuparmi di due gemellaggi molto speciali che coinvolgono il comune di Giardini-Naxos (denominazione assunta nel 1978, secondo quanto previsto dalla legge regionale n. 13 del 12 giugno che ha sostituito quella di Giardini toponimo originato dalle fiorenti colture di agrumeti dette per l’appunto “giardini”)  che fa parte della città metropolitana di Messina ed è situato nella piana ai piedi di Taormina.

La peculiarità di questi due gemellaggi è spiegata dal fatto che si è trattato non di emigrazione ma di un flusso in entrata che risale all’VIII sec. a. C.! Essi riguardano, dal 1966, Chalkida capoluogo dell’isola di Eubea, la più grande delle isole greche dopo Creta e, dal 2000, Chora capoluogo dell’isola di Naxos, la più grande, con i suoi 410 kmq., dell’arcipelago delle Cicladi al centro del Mare Egeo. È in quel periodo che inizia in Grecia l’opera delle quattro grandi città colonizzatrici dell’Occidente: Corinto, Megara, Calcide, Eretria .

Nel 735 a. C. i calcidesi guidati da Teocle, ai quali si unirono coloni naxioti, fondarono la città di Naxos, prima colonia greca in Sicilia. Il sito dell’antica città è sorto ai margini della non ampia pianura che si apre a sud delle alture di Taormina, dove sfocia il fiume Alcantara, naturale via di penetrazione della colonia. L’antico abitato si è esteso su un territorio pressoché pianeggiante, occupando la stretta penisola di Schisò ed i terreni immediatamente adiacenti, aperto a nord sulla baia, porto della colonia, e limitato a sud dal torrente Santa Venera.

Non mi interessa soffermarmi ulteriormente sulle successive vicende della nuova Naxos di Teocle. Ci sono d’altro canto ampie fonti storiche sul tema. L’attenzione che sto riservando ai due gemellaggi mi induce piuttosto a riflettere brevemente sulla possibilità di incentivarne gli sviluppi con specifiche iniziative. Non conosco bene la situazione di Calcide ma nel caso dell’isola di Naxos che frequento da cinquanta anni, ritengo che vi siano le condizioni per promuoverle. Mi ha colpito, ad esempio, la recente visita dell’ambasciatore messicano in Italia nel comune di Segusino più sopra citato, per ricordare che nel 2022 si ricorderà il 140mo anniversario della fondazione di Chipilo . Segnalo nell’occasione che nel capoluogo dell’isola greca alcuni anni fa è stata intitolata una strada a Giardini-Naxos. .Lo certifica la foto (“Oδός” sta per Via). Si tratta di una delle stradine che si possono percorrere per raggiungere la parte alta della cittadina, il cosiddetto “kastro” dove un tempo risiedevano le famiglie veneziane (dal 1305 al 1566 quando l’isola fu conquistata dai Turchi, essa era governata da un ducato veneziano) .Concludo la mia breve nota con due proposte che mi riservo di portare all’attenzione delle due amministrazioni comunali. Penso ad un Convegno da organizzare sull’isola greca nel quale storici greci e italiani possano confrontarsi sul tema della colonizzazione greca in Sicilia. Al kastro, la Scuola delle Suore Orsoline non più funzionante, potrebbe essere la sede più idonea per il suo svolgimento. Sul versante italiano, mi attira l’idea di favorire la presentazione a Giardini-Naxos del carnevale “dionisiaco” che si svolge sull’isola greca. (Antonio Cortese/Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform