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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Brasile: nuovo fronte missionario in Amazzonia per i missionari italiani

MISSIONARI ITALIANI IN BRASILE

Da Migrantes online

 

BOA VISTA – “Il cuore della Chiesa di Roraima, estremo nord dell’Amazzonia brasiliana, ha sussultato di gioia per l’accoglienza della Chiesa sorella di Padova che, sabato 21 gennaio, ha sigillato il suo impegno di aprire un nuovo fronte missionario in questo angolo di Amazzonia, ai confini con il Venezuela e la Guyana inglese”. Lo racconta all’agenzia vaticana Fides don Lucio Nicoletto, primo missionario fidei-donum della diocesi patavina, che insieme a don Benedetto Maria Zampieri, ha assunto la guida della parrocchia São José Operario, nella città di Caracaraí, quasi al centro della diocesi di Roraima, l’unica che, in Brasile, possiede un territorio che corrisponde allo stato omonimo, appartenente alla Repubblica federativa del Brasile.

“Il cammino che ha portato la diocesi di Padova a maturare questa scelta è stato lungo e sofferto”, continua don Lucio. “In Brasile ormai dal 1953, i missionari padovani si sono impegnati principalmente nel territorio della Baixada Fluminense, alla periferia di Rio de Janeiro. Ma già negli anni ottanta si manifestò tra di loro l’esigenza di non ridurre la visione e l’impegno missionario in Brasile solo in questo territorio specifico. Oggi, dopo anni di riflessione, preghiera e dialogo, le Chiese di Padova e di Roraima ringraziano il Signore per questa epifania dello Spirito che si manifesta visibilmente nell’impegno missionario tra due Chiese in dialogo e cooperazione. In questo contesto non si può dimenticare il sacrificio concreto di don Ruggero Ruvoletto, fidei-donum padovano ucciso barbaramente a Manaus nel settembre del 2009. Attraverso la sua esperienza missionaria a Manaus, già lavorava per aprire gli occhi e il cuore della Chiesa di Padova affinché riuscisse ad accogliere il grido dei popoli dell’Amazzonia immersi in un contesto di ingiustizie sociali e di sfruttamento ambientale senza precedenti. Il suo sangue, segno di martirio e di profezia, ci ricorda la dimensione missionaria di ogni singolo battezzato e di tutta la Chiesa, una dimensione che si fa profezia soprattutto quando accoglie il grido dei poveri e degli oppressi del pianeta e rinnova l’opzione preferenziale di camminare con loro a motivo di Cristo”.(Migrantes online dell’8 febbraio/Inform)

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