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Boom di media digitali tra i più piccoli, genitori preoccupati

SOCIETA’

I risultati di una ricerca del Censis presentata oggi alla Regione Lazio

Bambini lasciati soli davanti allo schermo: a 10 anni l’80% accende da solo la tv e il 51% naviga da solo su internet

 

ROMA – L’82% dei bambini del Lazio di 7-10 anni guarda la televisione tutti i giorni. Guardano la tv per 2-3 ore al giorno il 46% dei bambini di 7 anni e il 44% dei ragazzi di 10 anni. La televisione via internet in streaming guadagna posizioni anche tra i piccoli: il 25% dedica fino a 3 ore al giorno a queste nuove forme di fruizione della tv. Anche il telefono cellulare, spesso regalato dai genitori nella speranza di controllare i figli, è diffuso già tra i bambini delle prime classi delle elementari. Usa lo smartphone per un’ora al giorno il 22% dei bambini di 7 anni e un altro 23% per 2-4 ore. A 10 anni le percentuali sono ancora più alte. Solo il 24% dei bambini di 7 anni usa internet a fini scolastici. La percentuale sale al 64% tra i bambini di 10 anni. Mentre i social network sono ancora poco frequentati a questa età.

È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis per il Corecom Lazio, presentata oggi a Roma presso la Giunta regionale del Lazio da Elisa Manna, responsabile Politiche culturali del Censis, e discussa, tra gli altri, da Michele Petrucci presidente del Corecom Lazio, Daniele Leodori, presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Francesco Sclafani segretario generale dell’Agcom, Giuseppe De Rita presidente del Censis e Angelo Marcello Cardani, presidente dell’Agcom.

La ricerca è basata su una indagine rivolta a un campione rappresentativo delle famiglie residenti nella regione con figli fino a 13 anni, allo scopo di verificare la reale efficacia delle politiche di tutela per i minori rispetto ai diversi media.

Boom di tablet, diffusissimi i videogiochi

Oltre il 50% dei bambini di 6-7 anni ha tra le mani un tablet e lo utilizza per 1-2 ore al giorno, con punte fino a 3-4 ore. A 10 anni i ragazzi che usano abitualmente il tablet superano il 60%. Il 34% dei bambini di 7 anni può essere definito giocatore assiduo (gioca tutti i giorni online per almeno un’ora), a 10 anni la percentuale sale al 43%. Con i videogiochi offline (come la playstation) le percentuali superano il 43% tra i bambini di 7 anni e il 47% tra quelli di 10 anni.

Le preoccupazioni delle famiglie

Il 77% dei genitori sostiene che i contenuti audiovisivi violenti o in cui sono rappresentate perversioni minacciano non solo i bambini, ma anche gli adulti. La massima concentrazione di bambini di 7 anni davanti alla tv si registra dalle 20.00 alle 21.00. Solo dopo viene la fascia 17.00-18.00 (la fascia protetta). Quasi il 64% dei ragazzi di 10 anni segue principalmente la tv nella fascia oraria che va dalle 19.00 alle 22.00, dunque al di fuori dalla fascia protetta. Il 33% dei genitori considera inutile questo strumento di tutela, proprio perché i bambini guardano la tv a tutte le ore. E il 28% la considera inutile perché ritiene che in realtà passa di tutto anche in fascia protetta. Però il 42,5% dei genitori pensa che debba essere mantenuta perché svolge una funzione simbolica. Il 20% dei genitori afferma anche di essersi accorto che i figli provano una certa curiosità per i siti web porno o dedicati al gioco d’azzardo. Il 76% dei genitori ritiene che sia giusto controllare i figli perché non hanno la maturità per fruire di questi contenuti: temono l’assuefazione e la desensibilizzazione, piuttosto che eventuali traumi e incubi.

Meno del 25% dei genitori fa uso del parental control, sia di quello per la televisione in chiaro, sia di quello attivo sulla televisione on demand, per oscurare i contenuti «gravemente nocivi». Il 42% si dice non interessato a esercitare questo tipo di controllo. I genitori appaiono molto preoccupati, quindi, ma sono molto disattenti. (Inform)

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