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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Bilancio positivo per il semestre italiano nel settore sviluppo

FARNESINA

Uno “Speciale” sul  portale web della Cooperazione Italiana allo Sviluppo

Presidenza Italiana dell’Ue: un nuovo inizio per le politiche di sviluppo

 

 

Bilancio positivo per il semestre italiano nel settore sviluppo. Si conclude il semestre italiano di presidenza dell’Ue. Nel settore Sviluppo la presidenza italiana ha raggiunto tre importanti obiettivi: attribuire maggiore risalto al nesso tra migrazione e sviluppo; porre il ruolo del settore privato al centro dello sviluppo; definire una posizione comune dell’Ue sull’Agenda per lo Sviluppo post 2015. Tre obiettivi centrati in pieno, come dimostrano le Conclusioni adottate dal Consiglio.

Il programma della Presidenza italiana del Consiglio dell’UE è intitolato “Un Nuovo Inizio”. Un titolo che non teme di mostrare forti ambizioni in un ambito, quello delle politiche europee, da sempre al centro dell’azione estera dell’Italia. Tale ambizione si riflette anche negli obiettivi e nelle priorità individuate per il settore sviluppo. Il capitolo dedicato a questo settore inizia con un’affermazione tanto semplice quanto coraggiosa: “La presidenza promuoverà una posizione comune dell’Ue sull’Agenda per lo Sviluppo post-2015”. Ebbene, a chiusura dei Consigli dell’Ue tenutisi a Bruxelles in questi ultimi giorni, è possibile dire: obiettivo raggiunto!

Il Consiglio Affari Generali del 16 dicembre ha adottato le Conclusioni sull’Agenda post 2015, che fissano la posizione comune dell’Ue in vista dell’apertura dei negoziati intergovernativi in sede Onu. Senza esagerazioni è allora lecito parlare di un nuovo inizio per il ruolo che l’Ue potrà e dovrà ricoprire nell’elaborazione della futura agenda globale per lo sviluppo. L’approvazione di tali Conclusioni non poteva essere considerato un esito scontato all’inizio del semestre. Nei lavori dell’Open Working Group delle Nazioni Unite, conclusisi a luglio con un report che identifica 17 goals, la Ue non ha giocato un ruolo forte e gli Stati Membri si sono presentati divisi. Ad inizio semestre la presidenza italiana ha allora voluto porre un obiettivo chiaro: promuovere una posizione comune dell’Ue, in modo da evitare la frammentazione dei suoi Stati Membri nei negoziati onusiani. Un obiettivo innanzitutto strategico, non essendo ancora avviati i negoziati è infatti necessario mantenersi, secondo le parole del Vice Ministro Pistelli, “firm on principles and flexible on details”. Le Conclusioni del Consiglio hanno il merito di fissare i principi a cui l’Ue non sarà disposta a rinunciare nell’elaborazione dei Sustainable Development Goals, come il loro carattere trasformativo e universale, lasciando tuttavia aperta la porta del negoziato con la membership Onu e in particolare con quei Paesi partner che spesso si trovano su posizione diverse quando si discute di sviluppo globale.

La presidenza italiana ha inoltre avuto il merito di dare risalto ad altre due tematiche innovative: il nesso tra migrazione e sviluppo e il ruolo del settore privato nello sviluppo. I fenomeni migratori vanno infatti affrontati nelle loro diverse angolature, partendo dalla gestione dei flussi e passando dalla lotta al traffico di migranti, senza tuttavia tralasciare gli effetti positivi che i migranti possono apportare in termini di sviluppo. Il tema è stato portato per la prima volta all’attenzione del Cae-Sviluppo e sono state perciò approvate delle Conclusioni ad hoc al fine di sottolineare la volontà dell’Ue di veder riconosciuto il nesso tra migrazione e sviluppo nell’Agenda post-2015, di promuovere l’imprenditoria dei migranti e l’utilizzo delle rimesse per fini produttivi, nonché di favorire la creazione di partenariati che includano la diaspora nella pianificazione degli interventi di cooperazione.

In secondo luogo, è stato assicurato rilievo al ruolo del settore privato. Per troppo tempo si è guardato al settore profit con diffidenza, è ora di riconoscere che l’impresa può essere un motore di crescita sostenibile. Proprio per tale motivo l’Italia ha promosso un’azione dell’UE per l’avvio di un partenariato tra istituzioni, società civile e mondo imprenditoriale. Solo coinvolgendo quest’ultimo nelle politiche di sviluppo sarà possibile agire con maggiore efficacia e coerenza e garantire un futuro maggiormente prospero ed equo ai Paesi partner.

La presidenza italiana è stata infine impegnata anche su un tema tradizionalmente al centro delle politiche di cooperazione nazionali: la nutrizione. Durante il semestre Commissione e Consiglio hanno confermato l’obiettivo di ridurre di 7 milioni entro il 2025 i bambini affetti da rachitismo. Si è quindi creato un collegamento tra l’Anno Europeo per lo sviluppo 2015 e Expo Milano, enfatizzando l’importanza della sicurezza alimentare e nutrizionale.

L’attuazione del programma di presidenza da parte del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale non sarebbe stata possibile senza il fondamentale coordinamento con lo società civile. Le riunioni del Tavolo interistituzionale per la cooperazione allo sviluppo, il calendario di eventi elaborato dalle reti di Ong italiane ed europee come pure i continui incontri informali con i loro rappresentanti, hanno contribuito in maniera determinante apportando idee concrete e sensibilizzando l’opinione pubblica.(www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it , 16 dicembre 2014)

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