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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Benvenuto e Grazie Presidente

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “La Gente d’Italia” dell’11.5.2017. Edizione speciale Presidente Mattarella in Uruguay

 

Benvenuto e grazie Presidente Mattarella, a nome di tutti noi italiani che La aspettiamo a braccia aperte qui in Sudamerica, nel nostro Uruguay.

Benvenuto e grazie, Presidente.

Per un viaggio che traccia ancora di più la Sua linea di interesse verso territori, come Africa e Asia già visitati da Lei, che guardano nello stesso tempo all’Europa.

Per un viaggio in quella storia italiana, immigrata Oltreoceano, e che ancora oggi, dopo anni, vanta una numerosa comunità.

All’Aire, in Argentina, sono 930 mila gli italiani iscritti all’Anagrafe Italiani residenti all’estero, mentre 115 mila sono quelli in Uruguay: il 40 per cento della popolazione.

Numeri determinati dall’emigrazione che dopo la metà dell’800 registrò flussi impressionanti dal Belpaese favoriti dalla mancanza di lavoro e dalla politica fondiaria del Sudamerica che aveva disperato bisogno di braccia per popolare e coltivare territori sterminati.

La storia oggi si ripete e così, caro Presidente, avrà l’opportunità di toccare con mano gli effetti di un’integrazione riuscita e raccogliere antiche storie familiari di povertà e sofferenze. Molto simili a quelle che oggi si celano dietro i viaggi della speranza sui barconi che solcano il Mediterraneo.

Ci piace immaginare, caro Presidente, il Suo come un tuffo “nei legami di sangue” cui porterà il saluto della nostra tanto amata Italia.

Come un’immersione in un’Italia “dell’altro mondo”, ricca di suggestioni, empatia e facilità di rapporti.

Che ci sia qui “tanta Italia” lo dimostra il fatto che in Argentina addirittura festeggino la “Giornata dell’emigrante italiano”.

E che in Uruguay oltre alla Giornata degli italiani venuta alla luce lo scorso anno, il Parlamento abbia formalmente celabrato 70 anni della Costituzione italiana.

Lei ci fa sentire orgogliosi di essere italiani anche a queste latitudini, a migliaia di chilometri dall’amata Italia. Perché Lei rappresenta la Patria, quella con la P maiusola che molti degli italiani d’Uruguay hanno da sempre nel cuore.

È tanta la gioia degli emigrati, dei loro figli e dei loro nipoti di averla qui in questa seconda ccogliente Patria, che vorrà perdonare quel pizzico di spontanea retorica con cui sarà acclamato.

Avere il Presidente della Repubblica qui con noi, in questo Paese che ha accolto almeno settecentomila figli d’Italia non è un evento che avviene spesso.

Lei ci porta l’Italia e di Lei e dell’Italia siamo orgogliosi: noi italiani e gli stessi uruguaiani che della cultura italiana hanno imbevuto la loro cultura (anche per questo l’Uruguay è il paese “più italiano” dell’America latina).

Già qui, subito dopo la valanga immigratoria dell’Ottocento, infatti, è avvenuto un processo di integrazione e di assimilazione immediato, forse perché precoce era stata l’emigrazione italiana sulla sponda orientale del Plata.

Immediato e singolare, perché se da un lato ha fatto diventare gli italiani classe dirigente e dell’italiano una lingua popolare, dall’altro ha consentito il mantenimento di un sentimento di italianità che è stato trasmesso da padre in figlio.

E Lei Signor Presidente rappresenta per tutti gli italiani, quell’italianità che non muore mai.

Perché non credo che le 20 e più cucine regionali, né Cristoforo Colombo o Garibaldi o… che cosa, diano il vero concetto dell’italianità. Forse perché non abbiamo ancora capito e forse mai capiremo che la vera risorsa illimitata e unica che ha il nostro Paese non sono soltanto le industrie o le medie imprese, né le grandi firme della moda e tanto meno quelle delle grandi marche d’auto… Ciò che realmente il mondo ci invidia, è che Lei rappresenta splendidamente é “l’essere italiano”: la più grande risorsa che il nostro Paese possiede in quantità e che speriamo non finisca tra gli italiani all’estero come figura “dimenticata”, relegata in soffitta.

Il nostro essere Marconi, Colombo, Mattei, Leonardo, quelli che hanno fatto gruppo che si rimboccavano le maniche tra il disastro del Vajont e l’alluvione di Firenze, che si proteggevano l’uno con l’altro nelle trincee della prima Guerra Mondiale, quelli che passavano per pazzi e visionari e che hanno migliorato il mondo, l’essere italiano che significava orgoglio e tenacia nonostante l’essere trattati come bestie nelle miniere del Belgio, che sfidava i poteri forti come Mattei, ostinati e impavidi come Suo fratello Piersanti, Falcone e Borsellino, che con il lavoro e l’abnegazione hanno fatto grande anche questo Paese, questo rappresenta a nostro avviso il concetto di italianità che la Sua presenza, oggi impersona, rinforza. E ci inorgoglisce.

Italianità che se significa, é vero, anche stile, design, rifiniture, cibo e vini, abbigliamento e moda,commercio tessile, pellame e scarpe, ma che qui in Uruguay, ha sposato l’abnegazione al lavoro, il coraggio, l’orgoglio, la passione garibaldina…

Che ha consentito agli italo-uruguaiani, a quasi tutti i “tanos” discendenti da quella povera emigrazione di operare oggi qui i come “banchieri e bancari” (istituzioni private molto prospere in questo Paese) proprietari di “frigoriferi” (altro settore tra i più prosperi in Uruguay…) imprenditori che hanno partecipazioni in supermercati, centri commerciali, titolari di imprese di costruzione, come gli ultimi arrivati responsabili di Enel, Lavazza, Nutella, Ferrero, Pirelli, Telecom…

Questa italianità signor Presidente, la vedrà per le strade di Montevideo, nelle sue Avenide, nella sue piazze, nei suoi monumenti, nei suoi palazzi. Insieme con l’ingegno italiano che è ovunque, nell’arte, nella letteratura, nella cucina, nelle tradizioni religiose…

La sua visita in Argentina e Uruguay, signor Presidente, servirà ne siamo sicuri, a risvegliare l’italianità ovunque latente, anche se parallelamente, come ho detto poc’anzi, ha un altro, ben piú nobile obiettivo: dare nuovo impulso ai rapporti bilaterali, rimarcare la linea di interesse verso territori, come Africa e Asia già visitati da Lei, che guardano nello stesso tempo all’Europa.

Nelle sue precedenti visite ad Addis Abeba presso la Unione Africana e a Jakarta presso l’Asia, Lei, signor Presidente ha voluto sottolineare l’importanza della collaborazione tra le organizzazioni continentali per creare aree di pace e collaborazione che permettano di superare gli antichi contrasti nazionalistici e la segmentazione fra Paesi produttori che, quasi sempre, si è tradotta in difficoltà di accesso da parte dei cittadini a beni di consumo indispensabili.

La Sua visita in Sudamerica unisce così l’obiettivo di segnalare l’impegno e l’interesse per il rilancio del Mercosur (attualmente la presidenza è argentina e la sede come tutti sanno è qui a Montevideo) e della trattativa riavviata da questo con l’Unione Europea.

Per dare vita a una più intensa collaborazione tra Europa e America Latina, in una fase internazionale che sembra obbedire, al contrario, a logiche di frammentazione e guerre commerciali.

Con il Mercosur Lei, signor presidente Mattarella completerà così le visite alle più significative organizzazioni continentali, mettendo un punto fermo, sul suo nobile obiettivo.

Benvenuto allora e grazie di cuore, Presidente. Anche per avere trovato il tempo per dedicarsi, a noi di “Gente d’Italia”: la Sua decisione di “premiarci” per il nostro impegno quotidiano di informare gli italiani “sudamericani” dalle colonne di questo giornale, ci riempie di orgoglio e ci fa pensare che ogni sforzo quotidiano vale la pena di essere vissuto.

Fino in fondo.

Sarà un onore e, perché no, anche un onere, ricevere dalle Sue Mani una targa a noi dedicata per “festeggiare” anche la nostra maggiore età: perché quest’anno compiamo 18 anni.

Questo, signor Presidente, è giornale che ha contribuito e continua ogni giorno a rinsaldare rapporti di amicizia tra i due paesi fin dall’Ottocento, e a rafforzare anche questi legami antichi.

Per tale motivo, interpretando i sentimenti della comunità tricolore, che manifestano una forte ammirazione per la Sua figura di combattente democratico impegnato sui temi dei diritti umani e delle tutele sociali, saluto con gioia la Sua presenza al Plata con la certezza che essa darà un nuovo impulso ai rapporti bilaterali e al ruolo degli italiani e degli italo-discendenti in questo meraviglioso Paese, campione di democrazia. (Mimmo Porpiglia* – La Gente d’Italia dell’11 maggio 2017 /Inform)

* Direttore di Gente d’Italia

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