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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Belgio. “Fb, una casa virtuale”

ITALIANI NEL MONDO

Dal Messaggero di sant’Antonio, ottobre 2016

 

BRUXELLES – Vive a Bruxelles dov’è consulente informatico per la Commissione europea. Al suo lavoro affianca una grande passione: la fotografia, soprattutto per le grandi kermesse motomondiali.

Dario Dominin, 35 anni, torinese, vive in Belgio da otto anni. «In Italia gestivo database informatici, come qui – spiega –, ma sentivo il desiderio di fare un’esperienza lavorativa all’estero». Una scelta che lo ha portato a fondare anche il gruppo Facebook «Italiani nel mondo».

In Belgio la comunità italiana conta circa 200 mila residenti. Una presenza storica che risale agli inizi del secolo scorso, quando arrivarono i primi connazionali per lavorare nelle miniere. Vita dura, piena di sacrifici e a volte senza ritorno. Come quella di quanti morirono nella tragedia di Marcinelle nel 1956.

Oggi l’emigrazione italiana è cambiata. Gli italiani spesso occupano posti di rilievo nel settore servizi e informatica. A quanti vivono fuori dall’Italia, Dario ha dedicato la pagina Facebook, una «casa virtuale» che conta oggi oltre 17 mila fan, tutti accomunati da un unico destino: viverelontani dal proprio Paese, con coraggio e spirito di avventura.

«Perché la vita all’estero può essere dura se non ti senti persone vicine – spiega –. Lasciare famiglia, amici o luoghi dove sei nato e cresciuto non è facile. Il gruppo vuole essere come una famiglia allargata, dove scambiare idee, informazioni ed emozioni».

In Belgio Dario ha trovato anche la ragazza, Heline. Grazie a lei, e a un corso di lingue, ora parla perfettamente inglese e francese. «Bruxelles è piccola, ma è animata e piena di vita. Tanti sono studenti Erasmus o stagisti alla Comunità europea. C’è uno scambio continuo, si conosce gente, si entra in contatto con persone di diversa nazionalità». Qui l’Europa si respira a pieni polmoni. «Certo – ammette –, con le minacce del terrorismo e gli attentati in Francia e in Belgio, si è più vigili.

Ci sono soldati a presidio dei centri commerciali e per le strade. Si evitano lunghe soste in aeroporti, stazioni e metropolitane. Ma c’è anche la volontà di vivere senza stravolgere la quotidianità».

Lavorare all’estero è una grande opportunità, assicura Dario, ma ci vogliono idee chiare: prima di tutto occorre imparare la lingua e niente dev’essere improvvisato. Bisogna saper cogliere le varie opportunità di lavoro, con la consapevolezza che andare all’estero può essere una soluzione ma non è scontato sia quella giusta.

«E poi anche l’Italia ha bisogno di noi. Vorremmo però – conclude – che, da parte del nostro Paese, ci fosse più attenzione ai giovani in cerca di un’occupazione, per non disperdere un patrimonio umano e professionale che tutto il mondo ci riconosce». (Claudio Zerbetto – Il Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero, ottobre 2016 /Inform)

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