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Belgio, “Fare cinema”: all’istituto Italiano di Cultura di Bruxelles i corti finalisti dei David di Donatello 2022  e il corto belga “Ma gueule”

RASSEGNE CINEMATOGRAFICHE

 

BRUXELLES (Belgio) – La rassegna “Fare Cinema” prevede l’organizzazione in tutto il mondo di eventi in Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura per far conoscere al pubblico straniero il meglio del cinema italiano. In questo ambito, l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles presenterà il 15 giugno (ore 19) i cinque corti finalisti del David di Donatello 2022, che saranno proiettati insieme allo special guest, il corto belga “Ma gueule”, presentato al Brussels Short Film Festival 2022 dove ha vinto 3 premi: miglior attore protagonista a Grégory Carnoli, The Audience Award e l’ “ARTE” award.  Ingresso libero.

I cortometraggi :

“Maestrale” di Nico Bonomolo. Vincitore del David di Donatello 2022 come miglior cortometraggio.

Un uomo va al lavoro, vede una barca in vendita. Sogna una vita da lasciarsi alle spalle. Parte, il sogno lascia il posto al ricordo, il maestrale lo costringe ad un approdo di fortuna. Una donna, un’altra storia, un nuovo inizio? Come in un disegno di Escher tutto ricomincia dove sembrava essere finito.

“Pilgrims” di Farnoosh Samadi – Ali Asgari

Due bambini decidono di trasgredire al volere del padre e partire per Istanbul, intraprendendo da soli un viaggio alla ricerca della loro madre.

“Notte romana” di Valerio Ferrara

In un quartiere borghese di Roma, Paolo è al bar con i suoi amici, come ogni sera. Quando sta per andare a casa, arrivano due ragazzi minacciosi. Uno in particolare punta Paolo: è Gioacchino, sono tre mesi che cerca Paolo e finalmente l’ha trovato. Una storia d’amore impossibile tra un ragazzo borghese e una ragazza dell’estrema periferia, un amore nato d’estate e finito in una calda notte d’inverno.

“L’ultimo spegne la luce” di Tommaso Santambrogio

Di rientro da una cena da amici, una giovane coppia rimane chiusa fuori di casa, trovandosi a fare i conti con le scorie della loro convivenza.

“Diorama” di Camilla Carè

In una casa isolata vive una famiglia di cinque elementi: Padre, Madre, Figlia Maggiore, Figlia Minore e Neonato. La quotidianità è scandita dalle pulizie domestiche, dalla paura dell’esterno e dal peso di un’imminente invasione da cui proteggersi. Quest’ultima si realizza nel ritrovamento di una colonia di formiche nella casa e gli sforzi per sterminare le intruse decretano la scomparsa della stessa famiglia. Diorama è una breve favola sulla fobia, dispiegata come una lunga messa a fuoco.

“Ma gueule” di Grégory Carnoli e Thibaut Wohlfahrt

Stéphane Marconi, 35 anni, si è recentemente trasferito a Bruxelles. Torna nella sua città natale, La Louvière, per assistere a una partita di calcio con i suoi amici d’infanzia, Luca e Cesare. Alla fine della partita, i due convincono Carmelo a seguirli in un nightclub fiammingo, “come ai vecchi tempi”. Ma l’uscita non va come previsto: a Carmelo viene negato l’ingresso. È l’inizio di una notte rocambolesca che lo porterà a scoprire che non siamo noi a scegliere il modo in cui gli altri ci vedono.

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