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Belgio,  a Bruxelles “La vie Matérielle”: dialogo tra 12 artisti italiani e belgi sul legame tra arte e vita

MOSTRE

Dal 9 dicembre al 13 marzo  . Organizzata da CENTRALE for contemporary art in collaborazione con Ambasciata d’Italia  e Istituto Italiano di Cultura

 

BRUXELLES – In occasione della XVII Giornata del Contemporaneo (11 dicembre)  l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles insieme con l’Ambasciata d’Italia, collabora alla mostra organizzata da CENTRALE for contemporary art e curata da Marina Dacci, “La Vie matérielle”, un dialogo tra 12 artisti italiani e belgi sul legame tra arte e vita.

“La Vie matérielle”, dal nome del libro omonimo di Marguerite Duras, esplora e mette in relazione il viaggio artistico con l’esperienza personale. Sia il libro di Duras che le opere in mostra sono definite da un dialogo costante tra la quotidianità ordinaria (di cui il corpo è un elemento cruciale) e la vita interiore, intima, divisa tra le sue aspirazioni più profonde e la realtà.

Riutilizzando, ibridando, deviando o decontestualizzando materiali organici e oggetti di uso quotidiano e dando loro una nuova vita che trascende il loro uso abituale, gli artisti in mostra colmano il divario tra le discipline artistiche. Nonostante i loro approcci e percezioni molto diversi, ciò che accomuna Chiara Camoni, Alice Cattaneo, Elena El Asmar, Serena Fineschi, Ludovica Gioscia, Loredana Longo, Claudia Losi e Sabrina Mezzaqui è l’uso di materiali spesso modesti, tradizionalmente associati all’artigianato. A loro si uniscono Léa Belooussovitch, Gwendoline Robin, Lieve Van Stappen, Arlette Vermeiren, quattro artisti belgi le cui pratiche artistiche sono vicine a quelle delle loro controparti italiane.

Tutti loro cercano un “rifugio” per il “sé” nel mondo, ispirato alla rigenerazione di oggetti e materiali a loro cari. Attraverso narrazioni provocatorie o interrogative, messe in scena fragili o energiche, queste opere molto diverse (assemblaggi, video, disegni, sculture, installazioni) fondono il finito e l’incompiuto, il sapere e il sentire.

La mostra integra ed esplora diversi sensi, in particolare la vista e il tatto, attraverso un viaggio che porta lo spettatore all’interno di una sorta di ragnatela emozionale e mentale, sperando che alla fine del viaggio, avremo acquisito nuove prospettive su come percepiamo e leggere il nostro “mondo materiale” condiviso e il legame che l’arte ci permette di creare tra il nostro corpo e il nostro mondo interiore.

Una collaborazione tra Fondazione Palazzo Magnani (Reggio Emilia) e CENTRALE per l’arte contemporanea (Bruxelles)

Questa mostra, proposta nel 2018-2019 nella sua versione italiana al Palazzo da Mosto dalla Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia sotto la curatela di Marina Dacci, è stata ridisegnata per CENTRALE (Place Sainte-Catherine 44) in collaborazione con il suo direttore artistico Carine Fol e fa parte di un scambio attraverso la presentazione della mostra Universo Dentro di Sophie Whettnall ai Chiostri di San Pietro da maggio a luglio 2021.

L’ingresso alla mostra è libero. (Inform)

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