ITALIANI ALL’ESTERO
BAVENO (VB) – Si è svolto a Baveno il Forum internazionale del turismo 2023 organizzato dal Ministero del Turismo. Durante il Panel dedicato al tema “Radici” è intervenuto il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani. “L’obiettivo Progetto del Turismo delle Radici, che si sviluppa nell’ambito del PNRR, – ha esordito Tajani – è quello di far crescere le presenze turistiche nel nostro Paese invitando i nostri concittadini all’estero a visitare l’Italia. Ricordo che gli italiani nel mondo iscritti all’Aire sono più di 6 milioni a cui vanno aggiunti decine di milioni di origine italiana”. “L’obiettivo – ha continuato Tajani non è quello di far tornare i nostri connazionali a Milano a Torino, a Roma a Napoli o Venezia, ma di farli arrivare nei piccoli borghi da dove sono partiti i lori antenati, per visitare magari la Chiesa dove si erano sposati i lori bisnonni, o per mangiare quello che mangiavano i loro antenati. In pratica conoscere quei luoghi, nelle aree di montagna, presso i laghi o nei posti di mare, da dove sono partiti questi migranti italiani che spesso hanno fatto fortuna all’estero. Vogliamo far conoscere – ha proseguito il Ministro – i piccoli borghi di cui si parla poco e dove il turismo tradizionale non arriva perché normalmente le compagnie turistiche organizzano i viaggi in luoghi famosi. Invece noi vogliamo far sì che tutta l’Italia possa essere meta turistica, perché il turismo è una risorsa importante per la nostra economia e per la crescita del nostro prodotto interno lordo. Noi dobbiamo fare di tutto – ha rilevato Tajani – affinché l’Italia rimanga la prima meta turistica in Europa e nel mondo”. “ Tutti dobbiamo fare sistema, – ha poi evidenziato il Ministro nel corso del dibattito – perché il turismo è una parte determinante del mosaico della nostra politica, un mosaico di quello che noi vogliamo sia l’Italia nei prossimi 10 anni. Per governare un paese serve una visione strategica e c’è bisogno che tutte le attività comprese quelle industriali… Sono assolutamente infatti convinto che il turismo sia un’industria”. Il Ministro è poi tornato sul Progetto delle radici: “Il turismo delle radici riguarda le piccole città e io ho deciso di coinvolgere nel progetto tutti i sindaci dei comuni sotto i 5000 abitanti.. si lavorerà anche per creare aventi locali che possano attirare il turista originario di quei luoghi ”. Rilevata infine da Tajani anche la possibilità che i turisti delle radici, che hanno fatto fortuna all’estero, una volta tornati in Italia possano sia comprare case nei luoghi d’origine, sia decidere di investire creando attività economiche. Nel suo intervento la CEO di ENIT Ivana Jelinic, ha parlato dell’importanza che ha il progetto sul Turismo delle radici per l’Enit. Jelinic ha sottolineato la necessità di lavorare, tenendo conto delle particolarità dei vari Paesi di provenienza, per far in modo che gli italiani e i loro discendenti, che vivono all’estero ormai da tanti anni, vengano a vistare il loro Paese d’origine. Sottolineata dal Ceo anche l’importanza della collaborazione in questo ambito con le varie ambasciate nel mondo e l’agenzia ICE. Jelinic ha poi rilevato come, oltre alle iniziative che verranno poste in essere per l’anno del turismo delle radici, saranno opportuni altri interventi spalmati nel tempo per far in modo che i piccoli comuni possano acquisire la rete di servizi aggiuntivi necessari per i nuovi turisti. Segnalata da Jelinic anche l’importanza delle sagre e degli eventi locali come strumenti attrattivi che fanno bene al turismo. Dal canto suo la Presidente di Federturismo Marina Lalli ha rilevato come per il turismo delle radici siano fondamentali due aspetti: quello dei piccoli borghi e il turismo non stagionale che interessa 365 giorni l’anno. “sono due temi importantissimi, – ha spiegato Lalli – perché generalmente chi ha lasciato l’Italia, tanti anni addietro, quasi sempre non è partito dalle grandi città, ma dai piccoli centri più poveri, quindi è evidente che il ritorno sarà per conoscere quei luoghi.” “Se noi pensiamo – ha continuato Lalli – che oggi solo in America vi sono circa 27 milioni di persone che hanno una discendenza, si vede che stiamo parlando veramente di numeri importanti”. Lalli ha infine evidenziato come i turisti delle radici possano diventare ambasciatori all’estero del nostro paese. Dopo l’intervento di Elisabetta Fabri (Presidente dello Starhotels), che ha parlato della sua esperienza da italiana all’estero e dell’importanza di questa nuova declinazione del turista delle radici, ha preso la parola il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi che ha sottolineato come l’industria del turismo abbia la capacità di cambiare le persone fornendo un valore aggiunto, ovvero la nostra cultura e le nostre radici, a coloro che hanno visitato il nostro Paese. Un comparto economico, quello turistico, che secondo Bonomi, rappresenta il “nostro” petrolio e quindi va valorizzato. (Inform)