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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Avviato l’esame del provvedimento di ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra Italia e Argentina sulla cooperazione in materia di sicurezza

SENATO DELLA REPUBBLICA

In Commissione Esteri

 

Illustra il testo la relatrice Marinella Pacifico

 

ROMA – La Commissione Esteri del Senato ha avviato l’esame del provvedimento di ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra Italia e Argentina sulla cooperazione in materia di sicurezza, fatto a Buenos Aires l’8 maggio 2017.

Ad illustrare il testo la relatrice Marinella Pacifico, che spiega come l’intesa sancisce “l’impegno dei due Paesi a promuovere, sviluppare e rafforzare la collaborazione in materia di sicurezza al fine di prevenire e contrastare la criminalità e il terrorismo, ponendosi essa stessa come uno strumento giuridico volto a regolamentare la cooperazione di polizia sotto il profilo strategico ed operativo, consentendo al contempo l’intensificazione dei rapporti tra gli omologhi organismi dei due Paesi preposti all’ordine ed alla sicurezza pubblici”.

L’Accordo indica l’obiettivo sotteso alla cooperazione bilaterale e individua nel Dipartimento della Pubblica sicurezza del Ministero dell’interno, per la parte italiana e nel Ministero della Sicurezza, per la parte argentina, le autorità responsabili della sua attuazione. I settori di cooperazione includono, fra gli altri, la criminalità organizzata transnazionale, i reati contro la vita e il patrimonio, quelli relativi al traffico di sostanze stupefacenti, alla tratta di esseri umani, al traffico di migranti e a quello di armi, nonché i reati economici.

Il testo definisce le forme della cooperazione, prevedendo scambio di informazioni e di prassi operative nei vari aspetti della cooperazione, identificazione e riammissione di cittadini di uno dei due Paesi presenti in posizione di irregolarità nel territorio dell’altro Stato ed esecuzione delle richieste di assistenza.

Si disciplinano inoltre le modalità per le richieste di assistenza e per la loro esecuzione e i casi per opporre un rifiuto a tali richieste, ascrivibili a situazioni pregiudizievoli per i diritti umani, la sovranità, la sicurezza e l’ordine pubblico di una delle due Parti o a casi di eccessiva onerosità per le disponibilità finanziarie dell’Autorità competente.

Un articolo specifico è dedicato ai limiti per l’uso dei dati personali e delle informazioni classificate ed alla protezione dei dati personali soggetti a trasferimento, mentre si prevede la possibilità di organizzare riunioni e consultazioni fra i rappresentanti delle competenti autorità delle due Parti, si disciplina la modalità per la suddivisione delle spese e dei costi delle richieste e si dispone l’utilizzo dello spagnolo e dell’italiano quali lingue di lavoro.

In ultimo si disciplinano le modalità per la composizione di eventuali controversie interpretative o applicative dell’Accordo, l’entrata in vigore, l’emendabilità e l’eventuale denuncia del testo stesso.

La relatrice segnala come gli oneri economici per l’Italia sono stimati in poco più di 89 mila euro annui e che l’Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, con l’ordinamento europeo né con gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Tiene inoltre conto delle disposizioni contenute, fra le altre, nella Convenzione Unica sugli stupefacenti del 1961, nella Convezione sulle sostanze psicotrope del 1988 e nella Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata del 2000. Il seguito dell’esame viene quindi rinviato ad altra seduta. (Inform)

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