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“Avviare un’attività commerciale in Francia: profili giuridici e amministrativi”, conferenza stampa promossa da Simone Billi (Lega – ripartizione Europa)

CAMERA DEI DEPUTATI

 

ROMA – “Come avviare una attività commerciale in Francia, profili giuridici e amministrativi”, questo è il titolo della conferenza stampa indetta dal deputato eletto nella ripartizione Europa Simone Billi (Lega), Presidente del Comitato per gli Italiani nel Mondo della Camera. L’intervento è stato curato dall’Avv. Ruggero Dicandia (Avocat à la Cour d’Appel de Paris e Avvocato del Foro di Bari) che ha spiegato quali siano gli aspetti giuridici e amministrativi da tenere in considerazione per aprire una propria attività in territorio francese. “La prima scelta da dover fare è quella tra un esercizio individuale o un esercizio collettivo. Nel primo caso si parlerà di un imprenditore individuale mentre nel secondo caso si parlerà di una società. Per l’esercizio individuale non ci sono particolari vincoli formali presso il Tribunale di Commercio”, ha spiegato Dicandia evidenziando che in tal caso sarà sufficiente iscriversi, pagando poche decine di euro, al tribunale competente riempiendo un formulario che distingue tra attività commerciali o artigianali. L’attività individuale è compatibile con lo status di dipendente, studente o pensionato; tuttavia esiste una limitazione ed è il tetto al fatturato che non deve superare la soglia di 176mila euro. Per superare tale soglia sarà necessario costituire una società. Come segnalato da Dicandia esiste anche una recente riforma – in vigore dallo scorso 15 maggio – che cambia l’antica distinzione patrimoniale tra imprenditore individuale e impresa individuale a responsabilità limitata.

Per costituire invece una società, i passi da fare sono: scegliere la forma giuridica, depositare il capitale sociale, scegliere una sede, espletare le formalità presso il Tribunale di Commercio ossia depositare un dossier per immatricolare la società. Società per azioni semplificate (SAS) e Società a responsabilità limitata (SARL) sono le due tipologie giuridiche più comuni da poter scegliere: la SAS offre una certa libertà statutaria mentre la SARL ha una struttura più vincolante. Sia per la SAS che per la SARL non è previsto un capitale minimo da depositare: si consiglia comunque di depositare almeno una somma di poche migliaia di euro. Per procedere all’immatricolazione della società occorre depositare al Tribunale di Commercio un dossier composto da: statuto, formulario ‘emme zero’, avviso di pubblicazione, beneficiari effettivi, contratto di domiciliazione o di locazione. Resta inteso che per alcune tipologie di società, per esempio quelle operanti nella ristorazione, è richiesta anche una licenza: per una licenza di questo tipo è sufficiente frequentare un corso di formazione di venti ore al termine del quale viene rilasciato il ‘permis d’explotaition’ con il quale si può poi richiedere la licenza. Nel corso dell’incontro il deputato Billi ha chiesto che impatto giuridico abbia il recente Trattato del Quirinale tra Italia e Francia. “E’ un impatto sicuramente importante in quanto il Trattato prende in considerazione diversi aspetti. Se pensiamo all’art.5, lì si parla della cooperazione rafforzata per lo sviluppo in comune delle imprese: quindi si parla della volontà da parte di due Stati di dare impulso alle imprese e l’obiettivo è concepire delle procedure comuni per omologarle sempre più e renderle più snelle”, ha risposto Dicandia. (Inform)

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