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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Australia, “Sedia Rossa” di Katthy Cavaliere all’Istituto Italiano di Cultura di Sydney

ITALIANE ALL’ESTERO

In mostra opere d’arte e video d’archivio dell’artista di origine italiana scomparsa nel 2012

 

SYDNEY – All’Istituto Italiano di Cultura di Sydney il 22 febbraio, ore 18 , l’inaugurazione della mostra “Sedia Rossa” che comprende opere d’arte e video d’archivio dell’artista australiana di origine italiana Katthy Cavaliere (1972–2012). La mostra , che potrà essere visitata fino al 22 marzo, comprende tre video d’archivio dell’artista: “6 anni” (1978; film in Super 8 raffigurante una scena della festa di compleanno della sua infanzia); “Milano” (2002; videodiario realizzato durante una residenza artistica a Milano); “sedia rossa” (2002; un toccante videodiario che documenta i suoi legami artistici e romantici durante il soggiorno milanese). La mostra è curata da Daniel Mudie Cunningham, artista, curatore, critico d’arte e docente presso la National Art School di Sydney. Mudie Cunningham interverrà all’inaugurazione

in conversazione con Grace Burzese, artista e responsabile del Cavaliere Estate.

Katthy Cavaliere è stata attiva a Sydney dalla metà degli anni ’90 fino a poco prima della sua prematura scomparsa nel 2012. Il suo progetto creativo consisteva nel trasformare i propri oggetti personali in arte. Utilizzando fotografie, video, disegni, performance e installazioni, Katthy Cavaliere ha dato un senso al suo posto nel mondo attraverso un’autoanalisi diaristica che era parte integrante del suo processo artistico. “Sedia Rossa” unisce fotografie e video insieme a materiale d’archivio di famiglia mai esposto prima, dall’infanzia nel 1976 a uno degli ultimi lavori, “nest” (2010), realizzato due anni prima della sua scomparsa.

Il motivo della sedia, metafora ricorrente nel lavoro di Katthy Cavaliere, è il collante delle opere selezionate per questa mostra. Per l’artista la sedia era un simbolo di solitudine, isolamento e sospensione del tempo per consentire intime fantasticherie e rituali personali. Nella sua opera più emblematica, suspended moment (2000), una sedia giocattolo luminosa fluttua in un vuoto nero, alludendo a ciò che può essere reso visibile e invisibile.  Nata a Sarteano, in Toscana, nel 1972, Katthy Cavaliere è emigrata dall’Italia all’Australia con la sua famiglia quando aveva quattro anni. E’ diventata un’artista famosa subito dopo essersi diplomata alla scuola d’arte dell’Università del NSW (allora conosciuta come College of Fine Arts). Nel 2000 ha ricevuto la borsa di studio Helen Lempriere Travelling Art di Artspace, che le ha consentito di studiare in Italia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano. Durante il suo soggiorno in Italia ha studiato con Marina Abramović. Nel 2011 i suoi lavori sono stati inclusi nella 54a Biennale di Venezia. Dopo la sua morte, avvenuta nel gennaio 2012, nel 2015-16 il Museum of Old and New Art di Hobart ha presentato la sua retrospettiva Loved. La mostra, curata da Daniel Mudie Cunningham, è stata esibita a Carriageworks, Sydney, nel 2016, e per l’occasione venne pubblicato un corposo libro che descriveva tutta la sua carriera. Nel 2020-21, la National Gallery of Australia ha presentato i lavori di Katthy Cavaliere nella mostra Know My Name.  Nel 2018 è stata istituita la Katthy Cavaliere Fellowship. Assegnata a tre artiste australiane che creano lavori a metà tra performance e installazione – Frances Barrett, Sally Rees e Giselle Stanborough -, la borsa di studio ha reso possibile la realizzazione dietro commissione di importanti opere presentate a Carriageworks, l’Australian Centre for Contemporary Arte e il Museum of Old and New Art tra il 2020 e il 2022, con un tour nazionale iniziato nel 2022 e che proseguirà nel 2024, che include le principali opere di Katthy Cavaliere. Katthy Cavaliere ha sempre desiderato portare alla luce ciò che non ricordava dei suoi primi anni a Sarteano, ed è questo che l’ha spinta, durante tutto il corso della sua vita, ad imballare, immagazzinare e trasportare i resti dei suoi effetti personali, trasformandoli in opere d’arte che sono state esposte in mostre personali e collettive a livello internazionale. (Inform)

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