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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Australia – Mackay, cuore italiano

ITALIANI NEL MONDO

Dal Messaggero di sant’Antonio per l’estero, luglio-agosto 2020

Fondata nel novembre del 2012, la Mackay and District Italian Association Inc. si è prefissata di documentare la longeva presenza italiana nell’area attorno a Mackay, una località costiera del Queensland, tra Cairns e Brisbane. Il primo italiano a mettervi piede fu Giovanni Barberi al seguito della spedizione dell’esploratore scozzese John Mackay. «Nato probabilmente a Genova nel 1833, Barberi giunse in Australia nel 1855 – spiega la presidente dell’associazione, Carmel Baretta –. Venne invitato a partecipare al viaggio il cui intento era di prendere possesso di nuovi territori nell’Australia settentrionale. Il gruppo arrivò il 16 maggio 1860 nel luogo dove oggi sorge la città, e Barberi rivendicò dei terreni a nord del Pioneer River. Purtroppo non fece ritorno a Mackay dato che morì schiacciato da un albero a Uralla, nel New South Wales, ad appena 28 anni».

A partire dal 2012 e per i successivi sei anni, una ventina di persone si sono date appuntamento settimanalmente per scavare negli archivi, raccogliere informazioni e testimonianze degli anziani e dei discendenti degli emigrati italiani. Il risultato è un inventario di 193 storie di altrettante famiglie, a cui si aggiungono altri 30 capitoli. Il volume di 544 pagine dal titolo For a Better Life, include anche le imprese di Domenico Quadrio e Stefano Senini, nati entrambi a Mazzo di Valtellina, rispettivamente nel 1867 e nel 1869.

Furono i primi italiani a insediarsi a Mackay dove i loro discendenti vivono tuttora. Stefano era l’unico figlio in vita di Marianna Sala Tesciat e Giacomo Della Morella Senini, mugnaio a Vione, sul fiume Adda. Nel 1901 venne raggiunto dal padre Giacomo di 72 anni, e da un cugino. «Furono gettati così i semi dell’emigrazione a catena – aggiunge Baretta –. Si diffuse la voce che in Australia c’erano denaro e terra coltivabile in abbondanza. Una persona si trasferiva, lavorava sodo e risparmiava per pagare il biglietto a un parente. Spesso gli appezzamenti venivano acquistati in società. Gli emigrati provenivano principalmente da Lombardia, Veneto e Sicilia». Italiano fu anche il primo vescovo, nel 1882, della diocesi di Rockhampton, di cui fa parte Mackay: il sacerdote emiliano John Cani. L’associazione è attiva nella divulgazione di questo capitolo di storia di Mackay, oltre che ambasciatrice della cultura italiana attraverso l’organizzazione di eventi. (Sara Bavato-Il Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero /Inform)

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