direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Australia – La Molfetta di Port Pirie

ITALIANI NEL MONDO

Dal Messaggero di sant’Antonio per l’estero, settembre 2021

La storia della presenza italiana a Port Pirie, in South Australia, risale all’Ottocento quando Vitonofrio Caputi si stabilì per primo nella cittadina, a circa 200 chilometri da Adelaide. In pochi decenni, Port Pirie divenne un importante scalo portuale e la popolazione crebbe esponenzialmente, passando dai 1.000 abitanti del 1881 agli oltre 8.000 del 1901. In quegli anni, furono diverse centinaia gli italiani che vi emigrarono, trovando impiego come operai nelle fonderie e, soprattutto, come pescatori.

Port Pirie divenne una «colonia» molfettese: oltre a una piccola percentuale di bellunesi e di altri connazionali, furono principalmente pugliesi originari della cittadina in provincia di Bari, a stabilirsi sul golfo di Spencer. Non fu un caso, quindi, che la prima celebrazione istituita dalla comunità italiana, nel 1929, fu la festa in onore della Madonna dei Martiri, compatrona di Molfetta. La Blessing of the fleet, la benedizione dei pescherecci, è una ricorrenza molto sentita ancora oggi a Port Pirie, nonostante siano ormai pochi gli italiani impegnati nella pesca commerciale. Un tempo, nel porto si contavano fino a 124 imbarcazioni in legno condotte da italiani. Una di queste, la Elizabeth, è stata restaurata di recente ed è in mostra in un piccolo museo dedicato alla comunità italiana, finanziato da enti locali e da una raccolta fondi portata avanti dall’Associazione Our Lady of Martyrs Port Pirie Italian Community Inc.

Il gruppo è anche promotore della settimana di celebrazioni che si tengono a inizio settembre da 92 anni, come ci spiega il vice presidente Anthony Fasciano. Volontario da ventun anni, il 45enne ricorda ancora con emozione l’unico viaggio in Italia fatto da bambino assieme ai genitori, e la sua partecipazione alla festa «madre» di Molfetta. In South Australia, le celebrazioni iniziano con tre incontri di preghiera e una fiaccolata, il giovedì sera, per accompagnare la statua della Madonna dei Martiri dalla chiesa di Sant’Antonio, dove viene custodita durante l’anno, fino alla cattedrale. Il sabato sera è ormai una tradizione il ballo delle debuttanti, a cui ha partecipato nel 2019 anche il governatore del South Australia.

La domenica mattina, dopo la messa celebrata dal vescovo, l’effige mariana viene portata a spalla da un gruppo di volontari e scortata da carabinieri in alta uniforme fino al molo dove, ad attenderla, c’è un’imbarcazione per il tradizionale giro del porto. Questa parte della manifestazione è iniziata nel 1959, quando Sergio Pisani e Giovanni Bellifemini ebbero l’onore di mettere a disposizione per primi la loro barca Solly, diminutivo di Solomontown, quartiere di Port Pirie dove risiede un’alta concentrazione di famiglie di origine italiana. Nel 2020, Port Pirie è stata l’unica località al mondo che ha potuto celebrare la ricorrenza in tutta sicurezza e senza cambiamenti nonostante la pandemia. Persino Molfetta ha dovuto rivedere il proprio programma. A Hoboken, in New Jersey (USA), la festa è stata cancellata.

In Australia diverse comunità italiane mantengono vivo il legame con il mare e la benedizione delle imbarcazioni. A Fremantle, in Western Australia, i discendenti dei pescatori di Molfetta assieme a quelli di Capo d’Orlando, in Sicilia, hanno unito le forze e da oltre 70 anni organizzano le celebrazioni a ottobre. A Ulladulla, porto del New South Wales, dal 1956 i pescatori di origine italiana affidano invece le proprie preghiere a san Pietro. (Sara Bavato – Il Messaggero di sant’Antonio edizione italiana per l’estero /Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform