SENATO DELLA REPUBBLICA
ROMA – Si è svolta nell’Aula del Senato un’informativa del Ministro degli Esteri Tajani riguardo gli sviluppi delle crisi in ucraina e Medio Oriente e in materia di commercio internazionale. “La mia informativa non può che partire dalla tragedia di Gaza, che continua a rappresentare una ferita aperta per tutta la comunità internazionale. Voglio essere chiaro: quello che accade nella Striscia è sempre più inaccettabile”, ha esordito il Ministro affermando la contrarietà al piano israeliano di occupazione della striscia i Gaza e a ogni ipotesi di trasferimento forzato dei palestinesi dalla Striscia, così come all’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania. “Da tempo diciamo, , che le scelte del Governo Netanyahu sono andate ben oltre una reazione proporzionata. Ma le legittime critiche nei confronti di queste azioni non devono mai alimentare un nuovo antisemitismo”, ha aggiunto Tajani ricordando le responsabilità di Hamas per la tragedia del 7 ottobre che ha scatenato questa ondata di violenza. “Continuiamo a lavorare senza sosta per il cessate il fuoco nella Striscia, per la liberazione immediata degli ostaggi e il pieno accesso degli aiuti umanitari. Il nostro obiettivo è rilanciare il processo politico per arrivare a due Stati in grado di convivere in pace e sicurezza”, ha precisato il Ministro che ha aggiunto : “Lo voglio ribadire con chiarezza: riconoscere uno Stato, senza prima creare le condizioni per la sua nascita non produrrebbe alcun effetto, se non quello di allontanare la pace”. Dopo aver ricordato il recente incontro avuto a Roma con il Ministro degli Esteri palestinese Varsen Aghabekian, Tajani ha menzionato la Conferenza di New York sulla soluzione a due Stati svoltasi a luglio. “Abbiamo co-presieduto il gruppo di lavoro più importante e complesso, quello sulla sicurezza; l’abbiamo fatto insieme all’Indonesia, il Paese musulmano più popoloso al mondo, forti di un impegno politico che è già concreto sul terreno”, ha spiegato Tajani esprimendo apprezzamento per il piano arabo per la ricostruzione di Gaza. “Siamo pronti a contribuire, con l’invio di militari italiani, ad una missione internazionale a guida araba sotto l’egida dell’ONU per il mantenimento della pace nella Striscia e per la riunificazione del futuro Stato palestinese, che dovrà ricomprendere Gaza e la Cisgiordania. Naturalmente Hamas non potrà avere alcun ruolo nel futuro stato palestinese”, ha sottolineato Tajani confermando che il 22 settembre a New York l’Italia aderirà con convinzione a una Dichiarazione nell’ambito delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di costruire uno Stato palestinese e di far cessare le ostilità. “Seguiamo da vicino anche la vicenda della Global Sumud Flotilla. Ai 58 cittadini italiani che partecipano all’iniziativa garantiremo assistenza diplomatica e consolare, come abbiamo sempre fatto per i cittadini italiani fermati in Israele per iniziative analoghe. Ho chiesto all’Unità di crisi del Ministero di restare in stretto contatto con la portavoce italiana della Flotilla. La nostra ambasciata a Tel Aviv è stata attivata e, su mia istruzione, ha sensibilizzato le autorità israeliane sul rispetto dei diritti di tutti i connazionali presenti sulla Flotilla, tra cui anche alcuni parlamentari”, ha poi spiegato Tajani. “Dall’inizio della crisi, abbiamo accolto 181 bambini, insieme ai loro familiari. In totale, finora abbiamo portato in Italia circa mille persone dalla Striscia di Gaza. Sono numeri che fanno dell’Italia il primo Paese al mondo per operazioni sanitarie da Gaza, insieme a Turchia, Emirati, Qatar ed Egitto”, ha precisato Tajani deciso a proseguire con l’iniziativa “Food for Gaza”. “Tutto ciò è possibile solo mantenendo aperto un canale diplomatico con Israele. Proprio grazie a questo dialogo molto franco, serrato e spesso critico, possiamo continuare a sollecitare Israele a garantire la ripresa delle attività umanitarie nella Striscia e lavorare in concreto per la pace in Medio Oriente”, ha ribadito Tajani. Il Ministro è poi passato alla crisi in Ucraina, condannando lo sconfinamento dei droni russi in Polonia. “Queste iniziative russe sono in palese contraddizione con il percorso che sembrava avviato, invece, con il vertice in Alaska. L’Italia ha contribuito a una forte presa di posizione europea a sostegno dell’unità transatlantica. L’obiettivo è quello di garantire tutti insieme la sicurezza dell’Ucraina una volta raggiunta la pace. È proprio in questo spirito che il Governo italiano ha messo sul tavolo un meccanismo di sicurezza basato sul mutuo soccorso, sul modello dell’articolo 5 del Trattato NATO”, ha spiegato Tajani per il quale è essenziale quindi intensificare la pressione su Putin perché sieda al tavolo dei negoziati, “dove l’Europa dovrà svolgere un ruolo da protagonista, anche perché senza la posizione europea non si può risolvere la questione delle sanzioni, visto che ne abbiamo inflitte e continueremo a infliggerne alla Russia finché non finirà la guerra”. Tajani ha menzionato anche la recente Conferenza di Roma sulla ricostruzione dell’Ucraina dove si è lanciato un messaggio molto forte: “l’Ucraina deve avere un futuro di pace e prosperità in Europa, un futuro che passa anche attraverso riforme, investimenti e sostegno concreto delle nostre imprese”. Tajani ha anche toccato il tema dei dazi americani. “Il nostro lavoro continua per tutelare nel prosieguo della trattativa alcuni prodotti del Made in Italy che non sono ancora salvaguardati nel quadro dell’accordo. L’intesa ci pone inoltre in una condizione di vantaggio comparato rispetto alla maggioranza dei nostri concorrenti, che sono stati colpiti da dazi più elevati”, ha evidenziato Tajani ricordando che la sua idea è quella della creazione, nel lungo periodo, di un’area di libero scambio transatlantica nonché quella di arrivare, in linea più generale per l’Italia , a 700 miliardi di export all’anno entro la fine del 2027. Tajani ha parlato anche dei benefici che potrebbero derivare dall’accordo tra UE e Mercosur. “Vogliamo finalizzare al più presto – ha aggiunto il Ministro – anche l’accordo dell’Unione europea con l’India, che aprirebbe enormi opportunità anche nell’ottica del corridoio logistico economico IMEC, la cosiddetta Via del cotone. In proposito intendo organizzare nei prossimi mesi a Trieste un grande evento con le nostre imprese per cogliere appieno le opportunità che la Via del cotone può offrire, valorizzando anche i porti dell’Adriatico. E proprio per sostenere questa azione – ha concluso Tajani – abbiamo approvato in Consiglio dei Ministri, a fine agosto, una profonda riforma del Ministero che sarà operativa a brevissimo. Sarà una rivoluzione all’insegna della semplificazione, della crescita e di maggiori servizi per cittadini ed imprese. Sarà un Ministero degli esteri bicefalo, con una testa politica e una testa economica. Ogni ambasciata d’Italia si sta trasformando in un trampolino per le imprese, con ICE, SACE, Simest, Cassa depositi e prestiti e Camere di Commercio, tutte pronte a sostenere l’esportazione e l’internazionalizzazione. Nessun imprenditore italiano che lavorerà fuori dai confini nazionali dovrà sentirsi solo. La diplomazia italiana, dunque, si sta rinnovando per diventare sempre più strumento di crescita e innovazione al servizio di cittadini ed imprese”. (Inform)