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Aula di Palazzo Madama Senato, sì all’Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra Italia e Bahrein

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

ROMA – Dopo il sì della Camera anche l’Aula del Senato ha approvato il provvedimento di ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Regno sulla cooperazione nei settori della cultura, dell’istruzione, della scienza, della tecnologia e dell’informazione, fatto a Roma il 4 febbraio 2020. Nel suo intervento la relatrice Ester Mieli (FdI) ha spiegato come il testo in esame intenda fornire una cornice giuridica di riferimento per rafforzare i legami di amicizia esistenti tra Italia e Bahrein, nell’intento di promuovere la comprensione e la conoscenza reciproche attraverso lo sviluppo delle relazioni in materia di istruzione e di informazione. “L’intesa bilaterale esplicita, in particolare, l’impegno delle parti a promuovere la cooperazione nell’ambito della cultura e delle arti, individuando tra i settori interessati quelli dell’insegnamento della lingua, della musica, del teatro e del cinema, degli archivi, dei centri di documentazione, delle biblioteche, del commercio illegale di opere d’arte e dell’archeologia”, ha precisato Mieli sottolineando come l’articolo 3 valuti gli oneri in 231.620 euro, a decorrere dal 2026, cui devono aggiungersi ogni tre anni, a decorrere dall’anno 2028, ulteriori 10.720 euro per spese di missione. La relatrice ha quindi proposto l’approvazione del testo da parte dell’Aula. Ha  poi preso la parola il senatore Enrico Borghi (IV) che, pur annunciando il voto favorevole,  ha tuttavia sottolineato come si stia suggellando un Accordo risalente a sei anni fa. “Occorrerebbe forse essere maggiormente celeri da questo punto di vista anche perché il contesto nel quale si colloca questa attività è uno dei contesti più importanti e delicati dell’intero globo. La possibilità di stabilire cooperazione, rapporti di amicizia, interessenze e relazioni con uno Stato, in questo caso con il Regno del Bahrein, consente al nostro Paese di essere presente nell’area del Golfo Persico che, come è noto, è cruciale per molti aspetti”, ha spiegato Borghi aggiungendo che il Regno del Bahrein è in una posizione strategica da questo punto di vista e rappresenta un partner essenziale per la sicurezza energetica regionale e, quindi, contestualmente, un interlocutore significativo anche per ciò che ci concerne, essendo affacciato sullo Stretto di Hormuz. “È altresì un territorio che ha in atto da alcuni anni una politica di diversificazione della propria economia, che non è esclusivamente incentrata sul petrolio, ma si apre anche al mondo del turismo e della finanza, guardando anche alla possibilità che investitori stranieri possano essere interessati a investire in quel contesto. Da questo punto di vista tutto questo può rappresentare un’opportunità anche per l’imprenditoria del nostro Paese”, ha proseguito senatore. Dal canto suo il senatore Tino Magni (Misto – AVS), dichiarando il voto favorevole, ha evidenziato l’importanza di affrontare anche la questione relativa ai diritti umani e alle libertà individuali in determinati Paesi. “Credo sia un problema che non dobbiamo mai sottovalutare, tenendolo anzi sempre in considerazione. Non basta esprimere un giudizio positivo in questa direzione, ma è necessario che da parte nostra si continui la battaglia sul terreno delle libertà individuali e collettive che in molti di Paesi sono in difficoltà”, ha spiegato Magni. Dopo l’intervento del senatore Raffaele De Rosa (FI) che ha espresso il voto favorevole del suo gruppo al testo in esame, Bruno Marton (M5S), ha chiesto di avere, preannunciando il sì al provvedimento del suo gruppo,  un report su quali siano le attività e le iniziative già adottate anche con gli altri Accordi quadro che sono stati sottoscritti con altre Nazioni.  Parere favorevole anche da Marco Dreosto (Lega) che ha sottolineato come la diplomazia culturale e scientifica sia oggi uno strumento essenziale di una parte della politica estera, soprattutto quella capace di costruire relazioni che possano essere stabili e durature. “Ratificare, pertanto, questo Accordo significa investire nel dialogo, nella cooperazione e nella presenza del nostro Paese in una regione strategica come questa”. Dal canto suo il senatore Alessandro Alfieri (Pd) ha sottolineato di essere solitamente favorevole a questi accordi quadro, perché costituiscono la cornice e costruiscono le condizioni con cui definire i termini per gli scambi universitari di studenti, gli scambi sportivi, i periodi di tirocinio e di lavoro. In pratica tutto ciò che in qualche modo fa avvicinare, attraverso la conoscenza, popoli diversi, Stati diversi, aumentandone la collaborazione soprattutto nell’ambito della cultura, della formazione e della tecnologia. “Tutto ciò ci vede favorevoli, ma con quella postilla del collega Magni sul tema dei diritti umani. In questo Paese, osservatori che noi seguiamo con grande attenzione, ci richiamano sempre all’attenzione e al rispetto dei diritti umani, soprattutto dell’opposizione che, in maniera complicata e difficile, esercita la funzione che hanno nei Paesi democratici i parlamenti; in vari Paesi, non essendoci parlamenti, ma essendoci di fatto delle consulte, spesso le voci critiche vengono messe a tacere. Avere, in questi Accordi, anche delle clausole che ci permettano di tirare un freno alla collaborazione nel momento in cui vi siano delle chiare violazioni penso che sia utile e importante, anche alla luce degli avvenimenti che stanno succedendo in altri Paesi”, ha ribadito Alfieri dichiarandosi comunque a favore dell’Accordo. E’ infine intervenuta la senatrice Cinzia Pellegrino (FDI) spiegando come il rafforzamento delle relazioni diplomatiche con Manama abbia offerto un’importante opportunità di relazionarsi anche su come andare ad agire nel prossimo futuro. “Abbiamo già altri due memorandum da sottoporre al nostro vaglio, che sono le intese stabilite tra Fincantieri e il cantiere navale di ASRY e la realizzazione di una smart factory in Bahrein da parte dell’azienda pugliese Roboze. In realtà, questo è un primo passo verso il consolidamento di rapporti più alti e il rafforzamento del partenariato strategico già firmato e lanciato a settembre 2025”, ha rilevato Pellegrino. “Con quanto accaduto in Venezuela e con quanto sta accadendo in Iran, Paesi ai quali anche noi auguriamo un futuro di libertà e democrazia, oggi dobbiamo ragionare su quale dopo vogliamo costruire per noi e per i nostri figli. Dobbiamo ragionare anche sui Paesi con i quali intendiamo costruire questo futuro e metterci al tavolo per discutere e rilanciare una nuova geopolitica, basata appunto sulla libertà e la democrazia”, ha concluso Pellegrino dichiarando il voto a favore del suo gruppo sul testo in esame.  (Inform)

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