MINISTERO DELLA DIFESA
È terminata nei giorni scorsi l’esercitazione antipirateria nell’Oceano Indiano, alla quale ha partecipato la fregata italiana Carlo Margottini che dallo scorso 5 aprile ha assunto il ruolo di Flag Ship dell’operazione “Eunavfor Atalanta”
OCEANO INDIANO – Accrescere l’interoperabilità tra quanti sono impegnati nel contrasto al fenomeno della pirateria attraverso la condivisione delle procedure operative. Questo, in sintesi, l’obiettivo della prima edizione della “Counter Piracy Activity” (CPA), esercitazione appena conclusa nelle acque del Golfo di Aden.
Un’attività nata dall’esigenza di coordinamento delle differenti Unità della coalizione, quali la Task Force europea impegnata nell’Operazione antipirateria Atalanta (EUNAVFOR – TF 465), ora a guida italiana, gli assetti della Combined Maritime Force (CMF – TF 151) e le Unità navali (Independent Deployers – IDs) operanti sotto bandiera nazionale per il contrasto alla pirateria nel Corno d’Africa.
La partecipazione di differenti assetti, molti dei quali non NATO/EU, ha infatti suggerito l’adozione di un piano di coordinamento per il contrasto alla pirateria finalizzato a rendere più efficace un’eventuale azione congiunta per quanto riguarda il controllo del traffico mercantile, le operazioni di ricerca e soccorso in mare, il contrasto alla pirateria (incluso il boarding), le evacuazioni mediche, le manovre cinematiche, tattiche e di formazione.
La Task Force europea impegnata nell’Operazione antipirateria Atalanta ha partecipato ai tre giorni di attività in mare con diverse unità, tra le quali la fregata europea multi missione (FREMM) Carlo Margottini che dallo scorso 5 aprile ha assunto il ruolo di Flag Ship dell’operazione “EUNAVFOR Atalanta”. Ruolo che manterrà sino al prossimo 5 agosto.
All’esercitazione, nell’ambito dell’operazione Atalanta, hanno partecipato anche il pattugliatore d’altura spagnolo Meteoro e il velivolo tedesco Orion P3. La TF 151 ha invece preso parte all’attività con il cacciatorpediniere giapponese Akebono e il velivolo P3 giapponese. Il cacciatorpediniere coreano Munmu The Great ha rappresentato le Unità navali (Independent Deployers – IDs) operanti sotto bandiera nazionale per il contrasto alla pirateria nel Corno d’Africa.
Alle attività in mare se ne sono affiancate numerose altre simulate, basate sullo scambio della messaggistica, utilizzando le reti comuni dedicate all’antipirateria in Oceano Indiano. (Inform)