direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Assemblea Plenaria Consiglio Generale, si è parlato della riforma degli organi di rappresentanza nel confronto con gli eletti della Circoscrizione Estero

CGIE

 

 

ROMA – Nell’ambito delle riunioni monotematiche digitali organizzate dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, che rientrano nel programma dell’Assemblea Plenaria annuale di tale organismo, si è tenuto il quarto dibattito volto a dialogare sui diversi argomenti di comune interesse, ossia a fare il punto sull’attualità in cui versano le politiche per gli italiani all’estero. “Le politiche a favore degli italiani all’estero dall’emergenza sanitaria, sociale ed economica agli obiettivi di rilancio”, è il titolo dell’incontro. Ad aprire i lavori è stato Michele Schiavone, Segretario Generale del Cgie, che ha parlato di una situazione difficile da gestire con tantissime incertezze quando invece in primavera le aspettative erano più positive. Schiavone ha ricordato quanto accaduto nel fine settimana a Napoli, con le immagini di guerriglia urbana e di proteste, verso le misure restrittive anti Covid, trasmesse dai tg. Parlando quindi di attualità Schiavone ha espresso preoccupazione per “una situazione che appare ingestibile e fragile non solo sotto l’aspetto sociale ma anche sotto quello della credibilità delle istituzioni”. Ma questa fragilità – secondo il Segretario Generale – rischierebbe di mettere in dubbio anche il ruolo dei corpi intermedi all’estero. Schiavone ha anche puntato il dito su un problema ormai atavico e pur tuttavia immobile dettato dalla burocrazia: “la riforma delle rappresentanze di Comites e Cgie bloccate ancora e che, alla prova dei fatti, hanno dimostrato quanto lungimirante potevano essere quelle proposte di riforma”, ha spiegato Schiavone ricordando l’attività sul campo svolta dai suddetti organismi durante il periodo più duro del lockdown. Ma c’è anche l’esito referendario sul taglio dei parlamentari che, per gli italiani nel mondo, ha visto cambiare in negativo la prospettiva: “ciò in quanto c’è da ridisegnare tutta l’architettura della rappresentanza dopo il taglio dei parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero”, ha sottolineato il Segretario Generale evidenziando la necessità di rivedere le modalità di voto e la partecipazione alle diverse elezioni. Un altro appuntamento importante sarà nella semplificazione e nella digitalizzazione della pubblica amministrazione: “la rete diplomatico-consolare non può più sottrarsi a questo, non solo per le restrizioni causate dal Covid ma perché lavora da mesi a ritmi ridotti producendo ritardi nell’erogazione dei servizi”  ha aggiunto Schiavone evidenziando come i servizi patronati continuino a svolgere il proprio lavoro , per esempio risolvendo il problema della certificazione dell’esistenza in vita per i connazionali. Quindi non ultimo il problema del ritardo nell’invio degli insegnanti che da Roma sono stati mandati all’estero a formare i nostri alunni. Ci sono molte questioni da risolvere: una vetrina importante potrebbe essere la tanto attesa quarta Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-Cgie rinviata da tempo; anche l’istituenda Bicamerale potrebbe generare benefici nella rappresentanza in senso organico.

Tra i parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero è intervenuto Francesco Giacobbe (Pd- Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide ) che si è complimentato con il lavoro di Cgie e Comites. Tra i temi in primo piano c’è quello della riforma elettorale: ossia la rappresentanza, il diritto universale di voto, l’elettorato passivo solo per iscritti Aire e infine la messa in sicurezza del voto. Nello specifico di Comites e Cgie Giacobbe si è chiesto se dobbiamo insistere sulla riforma prima delle elezioni oppure andare ad eleggere nuovi Comites o un nuovo Cgie continuando come adesso. “Sui diritti della cittadinanza continueremo a lavorare – ha spiegato Giacobbe parlando anche della questione dell’Inps e della certificazione dell’esistenza in vita – mentre l’auspicio è che il fondo di assistenza per i connazionali sia ulteriormente esteso: ci sono ancora circa 3 milioni di euro disponibili”, ha aggiunto Giacobbe parlando della  necessità di operare anche per il rinnovo del fondo per la lingua e la cultura. Silvana Mangione, Vicesegretario Generale Cgie per i Paesi anglofoni extraeuropei, ha parlato degli enti gestori che stanno lavorando da remoto e in condizioni difficili perché spesso per gli studenti non si hanno sempre i collegamenti idonei. La Mangione si è poi soffermata sulla necessità di sboccare le proposte di riforma dei Comites e del Cgie. Cosa prevedono le riforme ancora ferme nei meandri nella burocrazia? Per i Comites il ruolo di difensore civico della comunità: “cosa che hanno fatto nelle nostre aree – ha rilevato la Mangione – comunicando ai Consolati la necessità di intervento, stessa cosa per i patronati che hanno assunto con forza e intelligenza la funzione sussidiaria ai Consolati; quindi Comites come antenna del sistema Paese nella propria circoscrizione di riferimento lavorando a stretto contatto con le associazioni”. La Magione ha anche sottolineato l’importanza della proposta che prefigurava il Cgie come organismo ausiliario dello Stato per la proiezione esterna dell’Italia, rilevando come sia stato importante da parte di Cgie e Unità di Crisi il lavoro per riportare a casa migliaia di cittadini durante la fase più dura della pandemia. Il deputato Massimo Ungaro (IV- Ripartizione Europa)  ha parlato del fatto che il reddito di emergenza sia stato esteso e reso accessibile anche agli ex Aire disoccupati che tornano in Italia. Soddisfazione è stata espressa sul super bonus per le ristrutturazioni edilizie accessibile anche a connazionali all’estero, nonostante i problemi per una circolare. “La Bicamerale per gli italiani all’estero significherà che saremo di meno ma forse conteremo di più”, ha spiegato Ungaro anticipando che c’è un interesse concreto a riformare la legge elettorale per l’estero. Sui diritti di cittadinanza, per Ungaro è positivo il superamento dei decreti Salvini: l’auspicio è di nuove regole per la cittadinanza per matrimonio e poi la necessità di uno Ius Culturae, una riforma che aspetta da troppo tempo.

La deputata Angela Schirò (Pd – Ripartizione Europa) ha ricordato il problema del referendum dove all’estero si è registrata addirittura una maggioranza più alta di ‘SI’ rispetto a quella in Italia, una percentuale pesante per la rappresentanza. “Prima di immaginare le riforme serve un nuovo accreditamento di tutta la rappresentanza e non solo di quella dei parlamentari, attraverso un nuovo patto di fiducia. Partiamo dai diritti non soddisfatti e dai problemi aperti, dal rapporto con la pubblica amministrazione, dal miglioramento dei servizi consolari, dalla promozione di lingua e cultura italiana”, ha spiegato Schirò menzionando anche i carichi tributari che pesano sui connazionali oltre alla questione del precariato e del lavoro nero. L’auspicio per la Bicamerale è che vada a buon fine; così come il lavoro sul fondo promozione di lingua e cultura e sui fondi per l’assistenza diretta. Schirò ha anche segnalato le problematiche connesse all’assegnazione degli insegnanti per l’estero: “servono classi italiane coperte fin dall’inizio dell’anno scolastico anche per mostrare la serietà come Paese nella programmazione del lavoro”. La senatrice Laura Garavini (IV- Ripartizione Europa) ha evidenziato come non ci siano però certezze definitive fino alla prossima legge di bilancio ma siano state confermate le risorse per il rinnovo delle rappresentanze dei Comites per l’anno prossimo. Oltre a queste ci sono anche le risorse importanti per il fondo cultura, già previste risorse spalmate su più anni per un ammontare di 130 milioni così ripartiti: 32 milioni nel 2021, 47 nel 2022 e 51 nel 2023. Tuttavia il fondo cultura è un fondo a carattere generico, bisognerà quindi vedere per quanto riguarderà la lingua. Sul ripristino dell’esenzione Imu ai pensionati, cancellata dalla legge di bilancio scorsa, “bisognerà trovare una formula per far sì che non entri ancora in campo la misura dell’infrazione”, ha spiegato Garavini che ha parlato di una proposta di legge depositata per promuovere al Mef questa formula innovativa. Per quanto riguarda la riforma elettorale per l’estero si parla di una conferma del voto per corrispondenza, senza inversione dell’opzione e messa in sicurezza con un meccanismo criptografato a sostituire il certificato superando così il problema del 10% di buste annullate, forse è previsto anche l’ingresso dello strumento blockchain.

Andrea Mantione (Cgie Paesi Bassi) ha ringraziato l’Ambasciatore uscente Andrea Perugini per il fine mandato. Ha poi auspicato che il Presidente Inps Tridico chiarisca le profonde lacune pratiche sul campo delle pensioni che restano a volte inevase per anni e dichiarate decadute. . Vittorio Pessina (FI) ha espresso lamentele sul fatto che non tutti i 18 parlamentari eletti all’estero siano davvero attivi. Fernando Marzo (Cgie Belgio) ha ricordato come “i Comites siano alla canna dell’ossigeno e il rinnovo ormai si imponga” evitando tra l’altro la situazione di qualche anno fa della comunicazione all’ultimo delle liste di quelli da rinnovare e di quelli da eliminare. Per la tempistica della pratica dell’esistenza Marzo propone all’Inps un anno di transizione potendo usare per l’iniziativa anche gli uffici dei patronati . La proroga del fondo lingua e cultura eviterebbe inoltre problemi ad enti gestori. Vincenzo Mancuso (Cgie Germania) ha auspicato che la Bicamerale si ponga il problema dell’equivalenza del diritto di voto in Italia e all’estero scongiurando così l’inversione dell’opzione. Luigi Billé (UK) ha chiesto una legge quadro più consona alla nuova mobilità, rappresentanza territoriale, sistema di voto e Aire. Manfredi Nulli (UK) vuole una maggiore attenzione alla preparazione della Conferenza permanente Stato-Regioni-Province Autonome-Cgie a ben dodici anni dalla terza: la quarta avrebbe dovuto svolgersi a inizio dell’aprile scorso. “Nel mese di novembre ci sarà un’altra riunione della cabina di regia, l’obiettivo è quello di una conferenza di spessore risultato di un lavoro comune”. Nello Collevecchio (Venezuela) ha parlato della crisi di un Paese dove non c’è né corrente elettrica né carburante in moltissime zone, oltre naturalmente al problema del Covid. Gli italiani del Venezuela sono quelli che nel dopoguerra hanno contribuito di più con le rimesse alla ripartenza dell’Italia”, ha spiegato Collevecchio lamentando la lontananza delle istituzioni a cominciare dalla sua regione Abruzzo. Dal canto suo Giuseppe Stabile (Cgie Spagna e Portogallo) ha parlato di scarsa collaborazione delle istituzioni. Sulla revisione degli organismi di rappresentanza la proposta di Stabile è quella di “uscire dal Maeci e avere una collocazione altrove”. Sull’erogazione dei servizi ha avuto segnalazioni di connazionali che hanno bloccata da mesi l’erogazione della pensione, unica fonte di guadagno”, ha rilevato Stabile che ha anche domandato quanto spetterà di questi fondi per l’assistenza per i connazionali all’estero ad ogni Ambasciata e infine ha chiesto di conoscere a quanto ammonti in termini di produzione il lavoro svolto dalle Camere di Commercio e dagli Istituti di Cultura. Il discorso è tornato su digitalizzazione della pubblica amministrazione, Spid, e registro Aire. Tony Mazzaro (Cgie Germania) sul rinnovo dei Comites ha ribadito che non ha senso andare al voto con una vecchia legge: “piuttosto slitti anche di un anno e si faccia con una legge nuova se c’è la volontà politica”. Gianluca Lodetti (Cgie Cisl) vuole una convenzione tra patronati e Maeci che riesca a definire cosa possa fare un soggetto e cosa un altro, ossia quali prerogative o azioni da svolgere in sinergia. Lodetti in tema pensionistico ha evidenziato il ritardo dell’erogazione delle pensioni all’estero, aggravato dalla situazione emergenziale del Covid. Quindi la questione della digitalizzazione e di operazioni da non lasciare al singolo pensionato o lavoratore. “C’è bisogno del rafforzamento di misure di sostegno per chi andrà all’estero, i flussi riprenderanno proprio per le difficoltà del Covid, serve l’accompagnamento con servizi e canali di formazione professionale”, ha aggiunto Lodetti. Carlo Ciofi (Cgie Ctim) ha parlato di una nuova legge per Comites e Cgie, con l’apertura alle regioni e alle consulte regionali. Eleonora Medda (Cgie Belgio) è tornata sui fondi di assistenza di 6 milioni di euro, tra sussidi e aiuti e sarebbe auspicabile che l’uso non sia stoppato al 31 dicembre ma prolungato anche per l’anno prossimo perché arriveranno altre richieste. “Come sistema di rappresentanza dovremo fare lo sforzo per vedere la luce di una riforma prima delle prossime elezioni, vero che i tempi sono stretti ma dopo il referendum sulla riduzione dei parlamentari è ancor più importante portare a casa il rafforzamento degli organismi intermedi”. Rodolfo Ricci (Cgie Filef) ha espresso una riflessione sul referendum: “l’obiettivo da proporsi è quello di dare una rappresentanza quanto più decente a oltre 6 milioni di connazionali nel mondo”, ha spiegato Ricci andando alla questione dell’opzione da considerare di far partecipare gli iscritti Aire alle liste nazionali. “Nei prossimi anni avremo nuovi flussi di emigrazione: la politica è pronta a dare una risposta complessiva a tutto questo?”, ha aggiunto Ricci andando poi a un tema a lui caro: quello del Ministero del Lavoro fuori dalla partita degli italiani all’estero da circa dieci anni: “una situazione grave”. Rita Blasioli Costa (Cgie Brasile) si è chiesta come sia possibile sulla questione dell’esistenza in vita non dare adeguata attenzione alla salute delle persone anziane. In proposito la consigliera ha ricordato che  Paesi dell’America e del Sudafrica stanno affrontando una situazione simile a quella vissuta in Italia nel mese di marzo”. Paolo Da Costa (Cgie Svizzera) ha chiesto il rinnovo degli organi di rappresentanza con modalità diverse da quelle che hanno visto la partecipazione del 4%; ha chiesto inoltre quali risposte siano arrivate alla petizione lanciata dal Comites di Zurigo: “risposte blande”, ha commentato Da Costa tirando in ballo lo stesso Cgie. Nello Gargiulo (Cgie Cile) ha sottolineato la necessità di un accompagnamento della cittadinanza in uscita: “potrebbe essere compito dei Comites portare l’italiano agli italo-discendenti”.

Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci, si è complimentato per la vitalità del Cgie durante l’emergenza quale strumento di raccordo tra le istituzioni e i territori. “Fondamentale che anche i Comites facciano sentire ancora di più la voce degli italiani in difficoltà aiutandoci ad ascoltare le esigenze dei connazionali. I fondi assegnatici dal Parlamento per rispondere all’emergenza sono di oltre 2 milioni di euro allocati ad Ambasciate e Consolati per l’assistenza diretta e ulteriori 800 mila euro in corso di valutazione e spenderemo questi fondi anche nell’anno prossimo”, ha spiegato Vignali sottolineando come serva l’aiuto dei Comites per individuare le sofferenze e permettere alla Dgit di intervenire “e non abbiamo mai fatto mancare il nostro contributo finanziario per progetti validi”. Vignali si rivolge ai Comites invitandoli ad abituarsi però a una nuova modalità di lavoro: “lavorare per progetti”, ricordando come nel 2019 molti progetti hanno dimostrato una vitalità importante da parte dei comitati con capacità di intercettare le esigenze dei connazionali. E’ stato toccato anche il tema della necessità di portare avanti la riforma di Comites e Cgie, posta sul piatto dagli interventi dagli esponenti del Cgie. “Per noi è importante e confermo la nostra piena disponibilità a confrontarci con voi per un progetto condiviso. Manderò la proposta anche al Sottosegretario Merlo”, ha replicato Vignali alle richieste in merito. Tra aprile e dicembre 2021 sarebbero calendarizzate dunque le tanto attese elezioni dei Comites: “forse si terranno tra giugno ed ottobre, queste potrebbero essere le settimane più favorevoli”, ha sottolineato Vignali sperando in una finestra idonea a scalare questa vetta dopo la tempesta del Covid. “Sull’esistenza in vita è stato appena attivato un servizio di videochiamata per effettuare l’accertamento e favorire i connazionali”, ha commentato Vignali ricordando che sui fondi per i Comites c’è ancora disponibilità e il Maeci è disposto a venire incontro alle richieste. Il Direttore Generale ha anche sottolineato l’importanza dei patronati e la volontà di riproporre a in ambito politico “la sperimentazione della convenzione coi patronati: uno strumento soprattutto per anziani e nuova mobilità ossia i gruppi più deboli nell’emergenza Covid”. (Inform)

 

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