ITALIANI ALL’ESTERO
ROMA – Dopo le relazioni istituzionali il dibattito dell’Assemblea Plenaria del Cgie è entrato nel vivo con gli interventi dei vari parlamentari. Ha in primo luogo preso la parola il deputato del Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale, che ha sottolineato come l’approvazione della nuova legga sulla cittadinanza abbia creato spaesamento fra le comunità italiane all’estero. Il deputato ha poi ricordato la presentazione di una sua proposta di legge per favorire il rientro degli italo discendenti. Porta ha anche evidenziato come alcune scelte sulla cittadinanza nascano dalla mancanza di conoscenza in Italia della storia e dell’attualità della emigrazione italiana nel mondo. Il deputato ha inoltre espresso preoccupazione per il fatto che, rispetto ad un Paese che si chiede all’emigrazione e all’immigrazione, si assista ad un costante spopolamento dei piccoli borghi. Porta ha infine auspicato una riconsiderazione della legge sulla cittadinanza. E poi intervenuto il senatore del Pd Andrea Crisanti, eletto nella ripartizione Europa, che ha rilevato come il diritto alla cittadinanza di tanti italiani che sono andati all’estero per necessità vada tutelato. Il senatore ha anche ricordato come dal 1918 gli italiani all’estero contribuiscano alla crescita dell’Italia, coltivando nel mondo l’amore per il nostro Paese. Crisanti ha inoltre ribadito la sua contrarietà alla nuova legge sulla cittadinanza che rappresenta “una cesura difficilmente rimarginabile”. Dell’importanza delle rimesse degli italiani all’estero e del loro contributo alla promozione del Made in Italy nel mondo ha parlato anche il senatore del Pd Francesco Giacobbe, eletto nella ripartizione Africa Asia Oceania e Antartide, che ha rilevato di come l’amore per l’Italia favorisca il rapporto economico con i vari Paesi di accoglienza. Giacobbe ha poi sottolineato come l’insegnamento nelle scuole italiane della storia dell’emigrazione possa contribuire anche la risoluzione dei problemi con l’immigrazione che si hanno oggi in Italia. Il senatore ha auspicato un ampiamento della rappresentanza all’interno del Cgie per consentire la partecipazione di Paesi che oggi non sono rappresentati nell’Assemblea Generale. Giacobbe infine, dopo aver salutato il Direttore Generale Vignali che sarà destinato ad altro incarico, ha ribadito la necessità di modificare la nuova legge sulla cittadinanza, sottolineando al contempo l’esigenza di avere più risorse e informazioni per consentire alle parti positive della norma, come ad esempio la registrazione dei bambini, di entrare in funzione. Dal canto suo il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Di Giuseppe, eletto nella ripartizione America Settentrionale e Centrale, ha sottolineato come la nuova legge sulla cittadinanza sia stata necessaria per porre fine alle irregolarità registrate in questo settore Di Giuseppe ha poi segnalato l’esigenza di concentrarsi, anche attraverso iniziative bipartisan, sulle questioni poste dalla nuova emigrazione a cui bisogna dare risposte, guardando alle comunità nel loro insieme .Il deputato ha infine evidenziato come l’attuale Governo abbia avuto la capacità di porre mano a tematiche spinose che i precedenti esecutivi non avevano affrontato. Dell’importanza di promuove azioni legislative bipartisan in favore degli italiani all’estero ha parlato il deputato del Pd Christian Di Sanzo, eletto nella ripartizione America Settentrionale e Centrale, che ha però rilevato come questo approccio non sia stato utilizzato per la riforma del decreto sulla cittadinanza anche per l’utilizzo del decreto legge che riduce i tempi del dibattito. Il deputato, dopo aver rilanciato l’idea di trovare un’intesa fra i vari schieramenti politici per modificare la legge sulla cittadinanza, ha rilevato come siano in discussione alla Camera provvedimenti di interesse per gli italiani all’estero, come ad esempio quello sulla revisione dei servizi consolari, su cui si stanno svolgendo delle audizioni. Di Sanzo ha infine auspicato un aumento delle risorse per il funzionamento dei Comites, nonché dello stesso Cgie. Fra gli altri interventi segnaliamo quello del consigliere di nomina Governativa Gian Luigi Ferretti (Ugl) che ha espresso il suo apprezzamento per gli interventi del Sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli e della Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi, ma allo stesso tempo ha criticato alcuni interventi dei parlamentari. Dopo aver ricordato che la riforma del Cgie è stata approvata da esecutivi di centro sinistra, Ferretti si è soffermato sul tema della cittadinanza e ha parlato di un “ritorno patriottico di oltremare”. È poi intervenuto Giuseppe Scigliano (Germania) che ha rilevato la necessità di cambiare la nuova legge per ridare ai possessori della doppia cittadinanza, uno strumento che ha favorito negli anni l’integrazione, la possibilità di trasmettere la cittadinanza. Dopo l’intervento di Paolo Dussich (Rep. Dominicana) che ha auspicato una riforma del suffragio degli italiani all’estero e segnalato il rapporto del Comites di Santo Domingo sui problemi legati al voto all’estero, ha preso la parola Mariano Gazzola (Vice Segretario del Cgie per l’America Latina) che ha sottolineato come la sola condizione di essere nati all’estero e di possedere una doppia cittadinanza possa rappresentare per qualcuno un elemento di diffidenza. Gazzola, che critica la scelta di non consultare il Cgie e gli eletti all’estero per la riforma della cittadinanza, segnala anche le difficoltà che oggi incontrano nell’applicazione della nuova legge. Delle difficoltà di esecuzione della legge sulla cittadinanza ha parlato anche Walter Petruzziello (Brasile) che ha ricordato come i consolati siano già oberati da altro lavoro e ha espresso critiche sui contenuti della norma. Ha poi preso la parola
Francesco Papandrea (Australia) che ha rilevato come sui contenuti referendum, di per se complessi, non sia stata fatta adeguata informazione. Segnalato anche il problema delle risorse per gli enti gestori. Critiche sulla legge per la cittadinanza sono state mosse anche da Aniello Gargiulo (Cile) che ha ricordato di aver proposto su questo tema la realizzazione di specifici corsi di lingua e cultura. Gargiulo ha ribadito come questa legge rischi di provocare una frattura con le collettività all’estero. Il consigliere Vincenzo Zaccarini (Gran Bretagna) dal canto suo ha sottolineato come la relazione della Segretaria Generale Prodi non sia stata obbiettiva e ha criticato la scelta di alcuni consiglieri che hanno abbandonato l’incontro con Tajani per protesta. Dal canto suo il consigliere Juan Carlos Paglialunga (Argentina) ha espresso il disappunto per il fatto che un suo futuro nipote potrebbe non essere automaticamente italiano, creando così differenze all’interno delle famiglie. Dopo l’intervento di Antonio Iachini (Venezuela) che ha segnalato il problema dell’arrivo fuori tempo massimo dal Venezuela delle schede dell’ultimo referendum, ha preso la parola il senatore Roberto Menia (FdI), che si è detto favorevole a questa riforma della cittadinanza. Una modifica che andava promossa già da molto tempo. Per il senatore inoltre dare la cittadinanza a persone all’estero, ad esempio di quinta generazione, non avrebbe senso, vista la mancanza di radici identitarie. Mennia ha poi parlato del voto all’estero che a suo giudizio avrebbe bisogno di una riforma totale, con il passaggio dal suffragio per corrispondenza al voto elettronico. La Segretaria Generale Maria Chiara Prodi ha concluso questa prima sessione mattutina dell’Assemblea rilevando l’importanza di affinare e favorire un processo democratico, un tema che è tra gli obiettivi principali del Cgie. (Lorenzo Morgia- Inform)