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Assegno unico e italiani all’estero, alla Camera interrogazione di Angela Schirò (Pd) al ministro del Lavoro Orlando

PARLAMENTARI CIRCOSCRIZIONE ESTERO

 

ROMA-  “Dal 1° marzo di quest’anno l’assegno al nucleo familiare (Anf) e le detrazioni per figli a carico di età inferiore ai 21 anni sono stati abrogati e sostituiti dall’Assegno unico, che però è stato vincolato alla residenza in Italia”. Lo ricorda la deputata del Pd Angela Schirò (circoscrizione Estero-ripartizione Europa), esprimendo disappunto per una decisione che considera penalizzante per migliaia di italiani residenti all’estero.

“Mi batto da un anno per il ripristino delle agevolazioni soppresse per i nostri connazionali i quali pur risiedendo all’estero hanno pagato e pagano le tasse in Italia potendo così essere considerati, a tutti gli effetti, contribuenti italiani” sottolinea Schirò . Che ora ha depositato in Commissione Affari Sociali della Camera una interrogazione rivolta al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando.

La deputata spiega di avere, nell’interrogazione, messo in evidenza che “l’improvvisa perdita, quindi, di detrazioni e Anf non compensata dall’Assegno unico ha prodotto un grave vulnus umano ed economico per migliaia di contribuenti italiani residenti all’estero i quali hanno subito una considerevole riduzione del loro reddito con conseguenze spesso drammatiche sul loro tenore di vita”.

La deputata parla di “pasticcio giuridico”  in quanto non sarebbero stati previsti “gli evidenti conflitti e le possibili violazioni del diritto comunitario e internazionale”.

Nell’interrogazione Schirò  fa osservare che “in più occasioni la Corte di Giustizia europea ha sentenziato che (sulla scorta dell’articolo 7 del regolamento n. 883/2004, intitolato «Abolizione delle clausole di residenza») le prestazioni in denaro dovute a titolo della legislazione di uno o più Stati membri non sono soggette ad alcuna riduzione, modifica, sospensione, soppressione o confisca per il fatto che il beneficiario o i familiari risiedono in uno Stato membro diverso da quello in cui si trova l’istituzione debitrice”.

E anche che, “per quanto riguarda i contribuenti residenti in Italia che si sono visti sospendere le prestazioni familiari che percepivano per il loro nucleo familiare residente all’estero,  la Corte di Giustizia ha sentenziato che (l’ultima sentenza in materia è quella riferita alla Causa n. 328/2020 del 16 giugno 2022 di cui ho dato ampio resoconto in un mio recente comunicato) una persona ha diritto alle prestazioni familiari ai sensi della legislazione dello Stato membro competente, anche per i familiari che risiedono in un altro Stato membro, come se questi ultimi risiedessero nel primo Stato membro”.

E’ alla luce di queste considerazioni che la deputata del Pd  sottolinea di avere chiesto al ministro Orlando “se, in conformità con quanto disposto da regolamenti e direttive comunitari e da numerose sentenze della Corte di Giustizia europea, non ritenga che l’Assegno unico universale debba essere concesso anche ai cittadini italiani residenti all’estero i quali pagano le imposte sul reddito in Italia e non sono percettori di analoghe prestazioni all’estero, o che comunque non sia opportuno ripristinare per loro il diritto, revocato dal 1° marzo 2022, alla concessione dell’assegno al nucleo familiare (ANF),  e delle detrazioni per figli a carico di età inferiore ai 21 anni, e inoltre non sia legittimo e opportuno, anche a seguito della recente sentenza della Corte di Giustizia europea summenzionata, concedere le prestazioni familiari (ora negate) ai lavoratori residenti in Italia ma con nucleo familiare residente all’estero”.

“Il mio impegno sulla questione continua, sostenuto anche dall’iniziativa dei colleghi Pd al Senato, nella speranza che si possa arrivare ad una risposta risolutiva in tempi accettabili”, conclude l’on. Schirò. (Inform)

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