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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Argentina – I corvi del San Lorenzo

ITALIANI NEL MONDO

Dal Messaggero di sant’Antonio per l’estero, ottobre 2021

Era il giorno dell’Immacolata Concezione del 1946. Nel vecchio stadio del Gasometro, nel quartiere di Almagro, a Buenos Aires, la formazione guidata dal talento dei tre italo-argentini Pontoni, Farro e Martino conquistò, dopo dieci lunghi anni, il titolo di campione d’Argentina. La squadra vestiva i colori rosso e azzurro del San Lorenzo, e tra i tifosi festanti che invasero il campo c’era Mario Bergoglio, un ferroviere di origini piemontesi, insieme ai suoi cinque figli. Il primogenito, Jorge Mario, quasi settant’anni dopo sarebbe diventato Papa Francesco. Il pontefice, tessera del club numero 88.235, non ha mai fatto mistero della sua simpatia calcistica per il San Lorenzo. La squadra di Almagro affonda le sue radici proprio nell’impegno evangelizzatore di un sacerdote figlio dell’emigrazione italiana in Argentina, Lorenzo Bartolomeo Martino Massa, che nei primi anni del Novecento intuì le grandi potenzialità sociali di questa popolare disciplina sportiva.

Nato a Morón l’11 novembre 1882, Lorenzo era figlio di Lorenzo Massa, nato a Sant’Ilario di Nervi, e di Margherita Scanavino nata a Sestri Levante. Il giovane a 12 anni entrò nel Collegio Pio IX dei Salesiani, e, nel 1895, nel Seminario Menor di Bernal per venire ordinato sacerdote il 21 settembre 1907. Legato strettamente all’impegno sociale verso i giovani, il religioso di origine ligure non poté fare a meno di notare le difficili condizioni in cui i ragazzi trascorrevano il loro tempo libero. Nei primi anni del Novecento, sulle strade di Almagro i ragazzi sfidavano gli avversari dei quartieri vicini facendosi chiamare «Los Forzosos de Almagro» e le battaglie erano a suon di pallonate. Le sfide calcistiche avvenivano in strada, e col tempo divennero pericolose per i ragazzi a causa del crescente numero di auto e mezzi pubblici. In seguito al grave ferimento di uno di loro, Juancito Abbondanza, il sacerdote salesiano decise di ospitare le partite nell’oratorio della parrocchia di Sant’Antonio di Padova, in cambio dell’impegno a venire a messa ogni domenica. Il 1° aprile del 1908 il sacerdote convocò i ragazzi in parrocchia per fondare ufficialmente il Club Atletico San Lorenzo de Almagro. Il nome fu scelto in onore di padre Lorenzo e del quartiere, e i colori per le divise furono l’azzurro e il rosso, gli stessi che tingevano le vesti della Vergine Maria Ausiliatrice, alla quale il sacerdote era molto devoto. Le prime partite furono organizzate dal sacerdote e dai suoi confratelli nell’oratorio di Sant’Antonio e per la presenza delle sottane nere dei salesiani alle partite del club, i rivali iniziarono a chiamare i tifosi del club «i corvi». Fondatore degli Esploratori di Don Bosco, padre Lorenzo nel 1916 fu trasferito a Tucumán dove diede vita alla prima opera salesiana della provincia, il Colegio Salesiano General Belgrano. Poi a Cordoba, Salta, Carmen de Patagones e Punta Arenas in Cile. Apprezzato autore e storico, divenne membro d’onore del Museo Histórico della Chiesa argentina. Il quartiere di Almagro non dimenticò mai il parroco fondatore del San Lorenzo. A lui è stata dedicata una cappella all’interno del centro sportivo della squadra, donata dall’attore Viggo Mortensen che, durante la sua infanzia a Buenos Aires, si innamorò dei colori azulgrana. La cappella è stata inaugurata nel 2011 dall’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio, che da lì a due anni sarebbe diventato il tifoso più celebre del San Lorenzo. Il club dei corvi non ha smesso, da quel 1946, di arricchire il proprio palmarés, vincendo 15 volte il titolo nazionale, una volta la Coppa della Repubblica e una volta la Supercoppa. (Generoso D’Agnese – Il Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero /Inform)

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