ITALIANI ALL’ESTERO
Onorificenza della Provincia di Trento all’esperto di emigrazione trentina e italiana in Messico
TRENTO – L’Aquila di San Venceslao è “volata” in Messico, fino a Colonia Manuel Gonzalez, nello stato di Veracruz, principale punto di arrivo dei trentini che emigrarono nel 1882, dove domenica 29 giugno, la massima onorificenza della Provincia autonoma di Trento è stata consegnata a padre José Benigno Zilli Manica in occasione delle celebrazioni per il suo ottantesimo compleanno. Padre Josè Benigno Zilli Manica, per tutti “padre Benny”, è il massimo esperto di emigrazione italiana e trentina in Messico, tema al quale ha dedicato diversi libri. L’Aquila gli è stata consegnata, a nome del presidente della Provincia Ugo Rossi, dal vice presidente della Trentini nel mondo, Aldo Degaudenz, affiancato da Renzo Tommasi, studioso dell’emigrazione trentina in Messico.
La cerimonia è stata molto emozionante, soprattutto perché per padre Benny si è trattato di una vera e propria graditissima sorpresa. Aldo Degaudenz ha letto in pubblico la lettera di motivazioni firmata dal presidente della Provincia Autonoma di Trento, Ugo Rossi. «Quello che lei ha realizzato in Messico – si afferma nel messaggio – è per tutti noi motivo di grande orgoglio, il suo percorso universitario, i suoi studi e le molteplici pubblicazioni, dedicate proprio alla storia dell’emigrazione nel Paese che l’ha accolta, le hanno permesso di diventare un riferimento importante su questa materia, riuscendo a fare luce su un capitolo poco conosciuto della storia italiana e messicana».
La consegna dell’«Aquila» destinata a padre Benny era stata anticipata nei giorni scorsi da una breve cerimonia a Trento, presso la sede della Provincia, alla quale sono intervenuti il console titolare del Messico a Milano, Marisela Morales, la pro nipote di padre Zilli Manica, Claudia Zilli, lo stesso vicepresidente della Trentini nel Mondo Aldo Degaudenz, Laura Versini ex consultore in Messico e la direttrice della Trentini nel Mondo Anna Lanfranchi.
“Per noi – ha affermato il presidente Ugo Rossi in quella occasione – è motivo di grande orgoglio poter consegnare il simbolo della nostra autonomia in una comunità lontana ad uno studioso delle vicende dell’emigrazione trentina in Messico. È, anche, un modo per riscoprire una nostra appartenenza a quella storia e l’occasione per inviare un caro saluto a tutti i trentini e loro discendenti che vivono in Messico e per dire loro che ci siamo e che siamo interessati anche alle seconde, terze e quarte generazioni. Abbiamo bisogno di essere in presa diretta con il mondo ed è per noi di vitale importanza, oltre che un privilegio, poterlo fare con persone che hanno dentro il nostro stesso sangue»
«Padre Zilli è un personaggio molto importante per noi – ha detto la console Marisela Morales -: il valore dei suoi approfonditi studi è inestimabile e fondamentale per conoscere le motivazioni che 120 anni fa spinsero i trentini ad attraversare l’Atlantico per venire in Messico. Non si può prescindere dalla conoscenza della storia e delle vicende di questi emigranti nella costruzione della coscienza nazionale nel mio Paese, una coscienza che accomuna oggi messicani e trentini».
Orgogliosa per il riconoscimento allo zio si è detta la nipote Claudia Zilli, che risiede in Trentino, anch’essa studiosa dell’emigrazione trentina, che ha voluto ringraziare in modo particolare sia la Provincia di Trento, che ha permesso di recuperare e salvare con l’Università Veracruzana la memoria dell’emigrazione trentina in Messico, sia gli archivisti e lo studioso trentino Renzo Tommasi, legato da grande amicizia a padre Benny, autore assieme al sacerdote di origine trentina di alcune fondamentali ricerche sui trentini in Messico.(Trentini nel Mondo.it/Inform)