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Approvato in Aula il ddl di ratifica dell’accordo tra Italia e Uruguay per consentire ai familiari del personale di Ambasciate e Consolari lo svolgimento di attività lavorativa

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

ROMA – Il Senato nella seduta di ieri ha approvato il disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’accordo sottoscritto nell’agosto 2014 fra Italia e la Repubblica orientale dell’Uruguay, volto a consentire l’esercizio di attività lavorative ai familiari conviventi del personale delle rispettive missioni diplomatiche e rappresentanze consolari, nonché delle delegazioni presso la Santa Sede.

Il relatore Claudio Zin (MAIE), eletto all’estero nella ripartizione dell’America Meridionale, ha spiegato che l’accordo è elaborato sulla base di un modello standard e ricalca quelli approvati recentemente con Brasile, Argentina e Cile. Il testo è finalizzato a rafforzare le relazioni diplomatiche fra Italia ed Uruguay, facilitando la partecipazione dei familiari dei diplomatici alla vita sociale del Paese che li ospita, senza con ciò venire meno al ruolo istituzionale che sono chiamati a svolgere in qualità di familiari del personale accreditato.

L’intesa, composta di 8 articoli, si estende anche ai familiari delle rappresentanze accreditate presso la Santa Sede. Si applica ai consorti non separati e ai figli a carico di età compresa fra i diciotto e i ventisei anni e ai figli diversamente abili, a prescindere dall’età.

Gli articoli 2 e 3 definiscono le procedure autorizzative in Italia ed in Uruguay, con modalità pressoché analoghe. Gli articoli 4, 5 e 6 stabiliscono, rispettivamente, l’applicabilità della normativa locale in materia tributaria, di sicurezza sociale e del lavoro e la non applicabilità delle immunità civili, amministrative e penali per l’esercizio dell’attività lavorativa. Gli articoli 7 e 8 regolamentano la modalità di soluzione delle eventuali controversie nell’interpretazione o applicazione del testo; l’entrata in vigore; la durata e la possibilità di denuncia dell’accordo medesimo.

Dall’applicazione del provvedimento non derivano oneri o minori entrate a carico del bilancio dello Stato. (Inform)

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