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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Approvato il disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’Accordo di cooperazione in materia di difesa tra Italia e Niger

CAMERA DEI DEPUTATI

 

Il testo illustrato dal relatore Santi Cappellani. Tra gli interventi di voto a favore quello di Fucsia FitzGerald Nissoli (Fi, ripartizione America settentrionale e centrale)

 

ROMA – È stato esaminato e approvato nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati il disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’Accordo di cooperazione in materia di difesa tra Italia e Niger, fatto a Roma il 26 settembre 2017.

Ad illustrare il provvedimento in Aula il relatore Santi Cappellani che ha segnalato come l’intesa delinei “la cornice giuridica per la disciplina di forme strutturate di cooperazione tra i due Paesi nel settore della difesa, per il consolidamento di complessive capacità difensive rispetto a sfide di interesse comune nella regione del Sahel, in riferimento innanzitutto al terrorismo di matrice jihadista, a traffici illegali e, in particolare, al traffico di esseri umani”. Il relatore sottolinea il processo di stabilizzazione e democratizzazione avviato in Niger dal 2011 e consolidatosi con le elezioni generali, presidenziali e legislative del 2016, processo che ha permesso al Paese di divenire “un interlocutore riconosciuto e affidabile per l’intera comunità internazionale” e nel quale si inquadra anche la recente apertura di un’ambasciata italiana. Cappellani si sofferma poi  “sull’alta valenza strategica del provvedimento in esame per il nostro Paese, dimostrata anche dalla visita del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte,il 15 gennaio scorso, e della stessa Ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, nel mese di febbraio”. “Occorre dunque rafforzare la presenza anche italiana nella regione, affiancando al sostegno economico, dunque al piano di investimenti europeo, che è pari a 8 miliardi di euro, e all’aiuto allo sviluppo, la cooperazione su un piano militare, al fine di prevenire rischi di ulteriori destabilizzazioni – afferma il relatore, segnalando la linea di continuità politica che sostiene il consolidamento della cooperazione militare con il Niger.

Nel testo in esame si attribuisce la responsabilità dell’elaborazione dei piani annuali e pluriennali e dell’organizzazione delle attività delle cooperazioni negli ambiti della difesa, secondo modalità già adottate in analoghi precedenti accordi,  ai Ministeri della difesa di Italia e Niger. Lo sviluppo delle attività di cooperazione è subordinato alla disponibilità finanziaria delle parti, che sosterranno ciascuna le spese di propria competenza.

Fra le dichiarazioni di voto finali segnaliamo quella di Fucsia FitzGerald Nissoli (Fi, ripartizione America settentrionale e centrale) che ritiene l’intesa una tappa importante per il consolidamento della cooperazione bilaterale in materia di difesa tra i due Paesi  e sottolinea come la regione del Sahel, in cui il Niger si trova, sia “una fascia territoriale sempre più connessa con il Mediterraneo, da cui nascono molte delle preoccupazioni, soprattutto dopo la caduta di Gheddafi e la guerra civile in Libia, e per il conflitto apertosi in Mali dal 2012”. L’Accordo si inserisce dunque “in una rinnovata centralità del Paese africano, nell’ambito di una strategia italiana ed europea in evoluzione, che mira a contenere i flussi migratori, in quanto il Paese è quello di maggiore provenienza e transito di tali flussi e traffici di esseri umani”. In tale contesto Nissoli inserisce l’apertura dell’ambasciata italiana a Niamey a inizio 2018 e l’impegno “nell’ambito del sostegno congiunto europeo e statunitense per la stabilizzazione dell’area, per il rafforzamento delle capacità di controllo del territorio delle autorità nigeriane e dei Paesi del G5 Sahel, per potenziare le capacità di contrasto dei traffici illegali, delle minacce alla sicurezza e per contribuire a sorvegliare le frontiere di quel vasto territorio”. Nissoli richiama il fatto che le violenze di Boko Haram inducano molte persone a fuggire e trovare rifugio verso la Nigeria e che “in una situazione così difficile, appare importante dare supporto alle autorità locali per cercare di ristabilire l’ordine e contrastare le forze terroristiche che, approfittando della situazione geografica, imperversano e destabilizzano quell’area dell’Africa, con evidenti ripercussioni per il bacino del Mediterraneo”. Richiamata anche “la figura di padre Pier Luigi Maccalli, parroco di Bomoanga, vicino al confine tra il Niger e il Burkina Faso, che da sette mesi si trova nelle mani dei rapitori, mentre parecchie parrocchie sono costrette a chiudere per motivi di sicurezza”.

Il voto favorevole all’Accordo è annunciato da Nissoli anche quale “segnale di impegno per la libertà religiosa e i diritti umani, oltre che un gesto che vuol significare solidarietà e vicinanza concreta a coloro che sono armati di buona volontà nella lotta per l’affermazione del bene”. (Inform)

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