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Approvato dall’Aula il provvedimento di ratifica ed esecuzione della Convenzione tra Italia e Cile per eliminare le doppie imposizioni sul reddito

SENATO DELLA REPUBBLICA

Tra le finalità della norma, illustrata da Pier Ferdinando Casini in qualità di relatore, anche la prevenzione di evasione ed elusione fiscali

 

ROMA – Il Senato ha approvato il disegno di legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione tra Italia e Cile per eliminare le doppie imposizioni sul reddito e per prevenire evasioni ed elusioni fiscali, con Protocollo, fatta a Santiago il 23 ottobre 2015, già approvato dalla Camera dei deputati (vedihttp://comunicazioneinform.it/si-dellaula-al-disegno-di-legge-di-ratifica-della-convenzione-tra-italia-e-cile-per-eliminare-le-doppie-imposizioni-fiscali-sottoscritta-a-santiago-il-23-ottobre-2015/).

Ad illustrare il provvedimento in Aula Pier Ferdinando Casini, che ha evidenziato l’opportunità dell’approvazione, visto che la materia in oggetto ha già prodotto danni ad imprese anche italiane, e rilevato come la Convenzione si ispiri al modello Ocse. “L’accordo definisce il concetto di residenza, di stabile organizzazione, di redditi immobiliari e di utili di impresa, accogliendo il principio generale in base al quale gli utili di impresa sono imponibili nello Stato di residenza dell’impresa, ad eccezione dei redditi prodotti per il tramite di una organizzazione stabile – segnala Casini, informando anche dell’indicazione in esso stabilita dei criteri impositivi con riferimento ai dividendi, agli interessi e ai canoni. Disciplinati anche il trattamento fiscale dei redditi da servizi professionali e da lavoro subordinato, i compensi per gli amministratori e la materia delle pensioni. Per evitare le doppie imposizioni, si prevede per l’Italia l’applicazione del metodo di imputazione ordinaria, che limita “l’ammontare del reddito relativo all’imposta estera alla quota di imposta italiana attribuibile agli elementi di reddito imponibili in Cile nella proporzione in cui gli stessi concorrono alla formazione del reddito complessivo”. Gli oneri sono valutati in 425.000 euro annui a decorrere dal 2017, compensati però “dai vantaggi che ne deriveranno negli anni per gli operatori economici – sottolinea il relatore, rilevando come il provvedimento sia “molto atteso dalle nostre imprese”.

Nonostante tra le dichiarazioni di voto venga annunciata l’astensione del Movimento 5 Stelle, il provvedimento viene approvato dall’Aula. (Inform)

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