CAMERA DEI DEPUTATI
ROMA – Dopo l’approvazione del Senato arriva anche il via libera della Camera al provvedimento recante disposizioni per la partecipazione italiana a Banche e a Fondi multilaterali di sviluppo. Nel corso del dibattito nell’Aula di Montecitorio ha preso la parola la deputata Federica Onori (Azione – ripartizione Europa) che, esprimendo il parere favorevole del suo gruppo al provvedimento, ha spiegato come questo “riaffermi la vocazione internazionale dell’Italia e la sua fiducia nel multilateralismo economico come strumento di stabilità, crescita e cooperazione globale”. La deputata ha poi rilevato come nessun Paese possa affrontare da solo sfide globali come sicurezza alimentare, debito dei Paesi emergenti o transizione energetica. “Negli ultimi anni, il contesto internazionale è stato segnato da diverse crisi cosiddette multiple, quella sanitaria, quella economica, quella energetica, la stessa frammentazione geopolitica che osserviamo. Le istituzioni multilaterali di sviluppo, dalla Banca Mondiale al Fondo monetario internazionale, dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo alla Banca africana di sviluppo, sono i pilastri di un’architettura economica internazionale che ancora oggi è indispensabile”, ha proseguito Onori confermando sostanzialmente che questo provvedimento aggiorna la partecipazione italiana a tali organismi. “Questo provvedimento consente al nostro Paese di restare parte attiva nei processi decisionali che determinano le grandi strategie di sviluppo e stabilità globale”, ha sottolineato Onori. “Un altro aspetto del provvedimento, probabilmente tra i più significativi, è quello della partecipazione italiana all’aumento di capitale a chiamata della Banca africana di sviluppo, che, insieme al Fondo africano di sviluppo, rappresenta il cuore dell’azione multilaterale per la crescita del continente africano: finanziano, infatti, infrastrutture, sanità, educazione e sostegno al settore privato nei Paesi più fragili”, ha aggiunto la deputata, evidenziando che tra il 2015 e il 2025, circa 515 milioni di persone sono state impattate direttamente da interventi della Banca africana di sviluppo, tra accesso all’acqua pulita, servizi di tecnologia di informazione e comunicazione, energia elettrica. Onori ha inoltre evidenziato come il provvedimento includa la partecipazione italiana all’aumento di capitale della Banca europea, per la ricostruzione e lo sviluppo e della Banca interamericana di sviluppo, nonché la sottoscrizione di strumenti finanziari innovativi presso la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo. Sulla Banca interamericana, Onori ha spiegato che “la riforma introduce un modello volto ad attrarre investitori privati su larga scala nei progetti di sviluppo, condividendo rischi e benefici con il settore pubblico: è, quindi, una forma di partenariato pubblico-privato multilaterale, che consente di moltiplicare gli effetti del capitale investito e di rafforzare la sostenibilità dei progetti nel tempo”. (Inform)