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Approvato dall’Aula di Montecitorio il provvedimento di ratifica ed esecuzione del Protocollo di modifica della Convenzione tra Italia ed Ecuador per evitare le doppie imposizioni fiscali

CAMERA DEI DEPUTATI

 

Ad illustrare il testo, già approvato dal Senato, è stato il relatore Riccardo Olgiati (M5S)

 

ROMA – La Camera dei deputati ha approvato il provvedimento di ratifica ed esecuzione del Protocollo di modifica della Convenzione tra Italia ed Ecuador per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo, firmata a Quito il 23 maggio 1984, fatto a Quito il 13 dicembre 2016.

Ad illustrare il testo, già approvato dal Senato, è stato il relatore Riccardo Olgiati (M5S), che ha ricordato come il Protocollo è finalizzato ad aggiornare e adeguare ai più recenti standard internazionali la definizione delle imposte previste dalla Convenzione bilaterale del 1984 e dal relativo protocollo, recependo in particolare le disposizioni del modello Ocse.

Vi si aggiornano il campo di applicazione oggettivo della Convenzione fiscale, prevedendo, per la parte italiana, che l’elenco delle imposte italiane soggette alle disposizioni convenzionali includa l’imposta sul reddito delle società (Ires) – e non più quella sul reddito delle persone giuridiche – e l’imposta regionale sulle attività produttive (Irap) – e non più l’imposta locale sui redditi -, come da modifiche normative nel frattempo intervenute nell’ordinamento italiano.

Il nuovo accordo bilaterale, oltre ad individuare come autorità competenti, per l’Italia, il Ministero dell’Economia e delle finanze e, per l’Ecuador, il direttore generale del Servizio dei redditi interni, modifica anche taluni aspetti di carattere definitorio, per consentire l’adeguamento alle denominazioni attualmente in uso, e dispone in ordine alle modalità per la sua entrata in vigore.

Viene aggiornata anche la materia dello scambio di informazioni all’attuale standard internazionale, rappresentato dal modello convenzionale contro le doppie imposizioni predisposto dall’Ocse che prevede, tra l’altro, il superamento del cosiddetto domestic tax interest, in quanto lo scambio di informazioni non viene limitato dall’assenza di interesse ai propri fini fiscali da parte dello Stato richiesto, e il superamento del segreto bancario, poiché lo Stato richiesto non può più rifiutarsi di fornire le informazioni unicamente perché queste sono detenute da una banca o da un’istituzione finanziaria.

Ulteriori disposizioni in tema di scambio di informazioni disciplinano gli aspetti procedurali attuativi della cooperazione amministrativa, prevedendo, in conformità ai principi Ocse, le condizioni e le modalità per l’effettuazione delle richieste. È previsto, in particolare – spiega il relatore, – che gli elementi procedurali in questione non debbano ostacolare lo scambio effettivo di informazioni tra i due Stati, che deve essere garantito nella misura più ampia possibile, in relazione sia ai singoli contribuenti sia ad una pluralità di contribuenti non identificati individualmente, pur non potendo condurre ad una ricerca generalizzata e indiscriminata (cosiddetto fishing expedition). Sempre in conformità ai principi Ocse, tali disposizioni prevedono le condizioni e le modalità di effettuazione delle richieste. La relazione allegata al disegno di legge precisa che si assicura il rispetto di standard di protezione adeguati, nel caso di trasferimento di dati personali nel Paese terzo, conformemente alla disciplina dettata dal decreto legislativo n. 51 del 2018, recante attuazione della direttiva (UE) 2016/680, relativa alla protezione delle persone fisiche, con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti ai fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzioni di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati. Il disegno di legge di ratifica non prevede nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

L’auspicio del relatore è di una rapida e definitiva approvazione del provvedimento in esame, poiché l’intento è quello di intensificare la cooperazione amministrativa tra i due Paesi in materia di scambio di informazioni, conformemente all’obiettivo prioritario della lotta all’evasione e all’elusione fiscali, costantemente perseguito dall’Italia e riaffermato più volte anche nelle sedi multilaterali internazionali G7, G20, OCSE e Unione europea.

Tra le dichiarazioni di voto finale, anche quella della deputata eletta nella ripartizione America settentrionale e centrale Francesca La Marca, che annuncia il sì del Pd. Il provvedimento viene infine approvato dall’Aula. (Inform)

 

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