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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Approvato dall’Assemblea Plenaria il nuovo regolamento del Cgie

ITALIANI ALL’ESTERO

 

ROMA – La terza mattinata di lavoro dell’Assemblea Plenaria del Cgie, presso la sala delle Conferenze Internazionali della Farnesina, si è aperta con la discussione e la votazione sul nuovo Regolamento del Cgie.   Ad illustrare i punti salienti di questa riforma il presidente della Commissione Diritti Civili, Politici e Partecipazione del Cgie Filippo Ciavaglia, il quale ha voluto sottolineare, menzionando l’ampio lavoro dietro a tale documento, che le modifiche “non stravolgono nella sua impalcatura generale il regolamento”, ma servono a puntualizzare alcuni aspetti, tra cui la composizione di commissioni e gruppi e soprattutto il richiamo esplicito al metodo della videoconferenza anche per le votazioni. Sebbene tali modifiche siano poi state approvate articolo per articolo, comma per comma, si sono verificati ampi dibattiti su due punti fondamentali: il metodo per scegliere chi dirige il Cgie in assenza del segretario generale e il numero di consiglieri minimo per formare una commissione. La modifica all’art.2, con l’inserimento di un nuovo comma, prevede che in assenza del segretario generale, la plenaria sia presieduta dal vice segretario generale “più anziano di età”. In proposito per il consigliere Tommaso Conte (Germania) sarebbe stato più congruo seguire il criterio del voto per non scavalcare la scelta espressa a livello personale e per seguire le volontà dell’assemblea. Su questo tema il consigliere Neves Taddone (Brasile) ha spiegato come sia più semplice adottare il criterio dell’età. Anche per Silvana Mangione (Vice Segretario Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei),  l’età corrisponde ad un “criterio assoluto”, non “legato a variabili che possono cambiare in ogni momento”, precisando che la Segretaria Generale possa in ogni caso scegliere chiunque per sostituirla. La necessità di avere un meccanismo automatico come questo, ha proseguito Mangione, è data da eventi imprevisti dell’ultimo momento. Walter Petruzziello (Brasile) ha precisato che “si parla di assenza temporanea” e non permanente che quindi non andrebbe a necessitare una nuova elezione.

Anche per Giangi Cretti (Fusie)l’anzianità rappresenta un criterio logico come potrebbe esserlo quello alfabetico,  ma ha ipotizzato l’idea di eleggere un segretario generale “vicario”, per “valorizzare all’assemblea”. La proposta di Cretti ha trovato appoggio in Mariano Gazzola (Vice Segretario Generale per l’America Latina) che, definendo ogni criterio valido, ha affermato che questa possibilità si dimostra necessaria se dovesse succedere di nuovo una situazione di emergenza. Dal Canto suo Salvatore Tabone (Francia) ha richiamato il rispetto per il lavoro della Commissione evidenziando  che l’assemblea deve approvare o rifiutare le proposte. Il consigliere Giuseppe Scigliano (Germania) ha poi espresso le sue perplessità per l’utilizzo di tale metodo per un’assenza prolungata. Per Francesco Papandrea (Australia) quello dell’anzianità resta invece un criterio di “buon senso”, mentre Giuseppe Stabile (Vice Segretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord), seguendo il richiamo di Tabone, ha ribadito la necessità di  “rispettare” il lavoro svolto dalla Commissione per non “delegittimarla”, definendo l’esigenza  che il Cgie sia un organismo “snello”. Stabile ha quindi proposto semplicemente di considerare la possibilità da parte dell’Assemblea di decidere nei casi cui vi fossero dubbi interpretativi. Tra gli altri interventi segnaliamo quello di Gianluca Lodetti (Vice Segretario Generale di Nomina governativa) che ha suggerito di inserire nel testo , per maggiore chiarezza, i termini di assenza temporanea ed aggiungere la “discrezionalità” della scelta da parte del Segretario Generale oltre al criterio dell’anzianità.  A seguire la III Commissione ha chiesto l’approvazione dell’articolo nella forma in cui è stato presentato e l’Assemblea ha approvato a maggioranza il testo.   Le votazioni sono proseguite senza particolari discussioni fino al comma 2 art. 4, che ha modifica il numero minimo dei componenti delle Commissioni tematiche dagli attuali 8 a 6. In particolare il dibattito si è  fatto intenso perché alcune commissioni sono composte attualmente da 5 membri e quindi ci si è chiesto cosa succedesse nel caso in cui i membri fossero meno dei 6 previsti. Un dubbio presentato dal consigliere Conte e che ha visto appoggio da parte di alcuni colleghi.  In proposito Toni Ricciardi (Svizzera) ha ricordato però che una Commissione, sebbene non raggiunga i numeri previsti, non decade, ma rimanga , data l’esistenza della vacatio. “Una Commissione istituita per legge  – ha ricordato il consigliere – può essere abolita solo con una votazione”. Anche Silvana Mangione ha rammentato che la Legge istitutiva all’art.9 comma 4 attribuisce al CdP una serie di doveri, tra cui la cura del “coordinamento e del funzionamento delle attività delle Commissioni”, garantendo quindi che rimangano in vita e che possano proseguire i propri lavori. In proposito Mangione ha richiamato la necessità da parte dei consiglieri di comunicare la volontà al Comitato di Presidenza di cambiare Commissione e di aspettare la sua risposta. Scigliano, riprendendo la parola, ha posto il focus sulla necessità di maggiore elasticità chiedendo di diminuire il numero minimo e porre un tetto massimo, mentre per Luciano Vecchi (Pd)bisogna lasciare spazio alla libertà di scelta del singolo consigliere. Il testo del nuovo regolamento con le sue modiche è infine stato approvato all’unanimità dall’Assemblea. (Alessio Mirtini – Inform)

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